“Lo sterminio di massa è un lavoro millimetrico”. Dresda (2)
Tratto da "La Germania bombardata" di Jörg Friedrich.
Pag. 315-320
All'inizio di febbraio del 1945, a Dresda c'erano ottocentomila persone, forse un milione, fra residenti (circa 640.000) e sfollati. Il bombardamento del 13-14 febbraio 1945 ne uccise quarantamila, il più alto numero di vittime sofferto da una città tedesca durante la guerra aerea accanto a quello registrato ad Amburgo nel luglio del 1943. Allora, accanto all'impegno del Bomber Command, era stata fatale una combinazione di elementi, con un risultato altamente superiore a quello degli attacchi precedenti nell'ambito della campagna della Ruhr. Tanta distruzione andava oltre il potenziale stesso delle armi, richiedeva l'intervento ...
Foibe. Dalla tragedia all’esodo (settima parte)
I nuovi confini dell'Italia
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, con il trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 l'Italia, nazione sconfitta, dovette accettare tutte le pesanti condizioni stabilite dalle potenze vincitrici. Oltre alla perdita delle colonie in Africa, delle isole del Dodecaneso e di altri possedimenti minori, vennero modificati sia il confine occidentale con la Francia (Briga, Tenda e alcune vallate alpine) sia, soprattutto, il confine orientale, con la Jugoslavia.
A Parigi fu sancita, in particolare, la cessione di buona parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia di Tito e la creazione del Territorio Libero di Trieste (T.L.T.), ...
Estratti da un bombardamento. 13-15 febbraio 1945 (1)
"Qualcuno" ci ha insegnato che per ricordare non è sufficiente soffermarsi sulla data esatta della ricorrenza. Noi - più modigerati - anticipiamo solo di qualche giorno un appuntamento di storia scomoda. Lo facciamo con il primo estratto dal libro di Max Hastings - Apocalisse tedesca. La battaglia finale 1944-1945, edito da Mondadori (che potete richiedere a Thule Distribuzioni).
Pag. 445 - 451
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A volte, Stemann prendeva la macchina e percorreva i 200 chilometri che separavano Berlino da Dresda, per assaporarne la deliziosa tranquillità dopo gli attacchi aerei che martoriavano incessantemente la capitale. Andava ad alloggiare all'Hotel Bellevue. «Tutto, all'intorno, era bellezza» ...
Croce celtica
La croce celtica.
Foibe. Dalla tragedia all’esodo (sesta parte)
La distruzione di Zara
Zara, tra il novembre 1943 e l'ottobre 1944, ha subito 54 tristi bombardamenti aerei anglo-americani, su segnalazione del comando partigiano di Tito, sotto il pretesto che la città serviva da base di rifornimento e di munizionamento per le armate tedesche. Probabilmente lo scopo vero di Tito era quello di distruggere anche nelle sue case e nei suoi monumenti un centro di italianità che, evidentemente, contrastava con le sue tesi politiche di una Dalmazia totalmente iugoslava.
Gli alleati, purtroppo, divennero l'ingenua longa manus della volontà del Maresciallo Tito.
Quando le truppe titine entrarono a Zara, già abbandonata da gran parte ...
Cina/USA: così “lontani”, così “vicini”
Pechino fa muro contro Obama:
«Cambio a livelli ragionevoli»
Pechino respinge il nuovo affondo del presidente Usa Barack Obama che mercoledì aveva annunciato l'intenzione della sua amministrazione di diventare «molto più dura» con la Cina riguardo al problema degli interscambi commerciali e dell'inadeguata valutazione dello yuan. Il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaoxu ha risposto oggi che lo yuan è scambiato a livelli ragionevoli e non è affatto la ragione del surplus commerciale della Cina con gli Usa.
«La Cina utilizza la valuta per gonfiare in maniera artificiale i prezzi delle nostre esportazioni e abbassare il prezzo dei loro prodotti», aveva attaccato ...
Foibe. Dalla tragedia all’esodo (quinta parte)
Cosa accadde in Dalmazia
Esiste una differenza sostanziale tra le foibe istriane, gli eccidi triestini e la situazione in Dalmazia poiché, a differenza di Trieste e dell'Istria, dove gli italiani erano la maggioranza assoluta, nei territori dalmati del 1941 gli italiani si erano ridotti a un'esigua minoranza.
In Dalmazia si volle, da parte degli slavi, sbarazzare definitivamente la minoranza autoctona italiana e, soprattutto, spazzare via l'enclave di Zara (95% della popolazione cittadina era italiana) e liberarsi per sempre delle residue comunità italiane delle altre città e delle isole. Zara fu sottoposta a 54 bombardamenti aerei alleati, con oltre 2000 morti tra la ...
Un altro giro della Ruota
[ Questa è una sezione presa dal capitolo Un Altro Giro della Ruota, di Miguel Serrano,
tratto da Nos: Il Libro della Resurrezione ]
L’INIZIAZIONE
Ho dovuto attendere molti anni prima di essere accettato dalle guide che ci controllano dal Raggio di Luce Verde, e che il Maestro decidesse di iniziarmi. Fui chiamato alla Sala Circolare di Vetro, che era stata costruita nel sud come una copia della prima casa. I guerrieri erano tutti lì, vestiti di nero e cinti delle loro spade. Anch’io avevo la mia. Il grande Segno del Ritorno, che ruota in direzione opposta a quella della terra ...
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