Crimini alleati dimenticati: Bollate, 30 gennaio 1945

Bollate (Milano), 30 gennaio 1945

LA STRAGE DEL TRENO

Alle 8,20 il treno delle Ferrovie Nord, proveniente da Saronno diretto a Milano, si stava avvicinando alla stazione di Bollate; era in località Vignetta quando furono avvistati quattro cacciabombardieri che si preparavano ad attaccare. Il macchinista arrestò il convoglio e i passeggeri scesero di corsa cercando di raggiungere alcune case che si trovavano a poche decine di metri. Gli aerei cambiarono obiettivo, puntarono sulla massa di gente in fuga e sganciarono otto bombe da 250 kg: fu un massacro, reso ancor più impressionante dal fatto che il terreno coperto di neve si tinse di rosso per il sangue delle vittime. Furono colpite due case e, in una di queste, morirono cinque persone; fra i passeggeri del treno, i morti furono 84 e parecchie decine i feriti. A quell’ora avrebbe dovuto passare un convoglio militare tedesco che, invece, era stato spostato d’orario: i piloti informati di questo previsto passaggio, attaccarono credendo di colpire un convoglio militare e non un treno di civili. Le modalità della missione fanno inoltre ritenere che il comando aereo alleato fosse stato preventivamente informato da agenti sul territorio, dotati di radio, della partenza del treno.

Note tratte da: “Bombe sulla città – gli attacchi alleati: le vittime civili a Milano”, di Achille Rastelli – Mursia, 2000

DOMANDA: siamo nel 1945, oramai, al termine della guerra: era possibile che dei piloti esperti, con aerei moderni, non si accorgessero – volando incontrastati e per giunta a bassa quota – che non stavano sparando a dei militari, ma a dei profughi civili?

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.piccolimartiri.it/index2.htm

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