LE RAGAZZE TEDESCHE nel servizio ausiliario di guerra (5 agosto 1941)

LE RAGAZZE TEDESCHE nel servizio ausiliario di guerra

Lavoro d’aiuto e d’assistenza presso le famiglie bisognose

 

Berlino, 4 agosto.

 

Un’importante ordinanza del Fuhrer stesso viene oggi a segnare una nuova tappa nel campo .di sviluppo di una delle massime istituzioni sociali della Germania nazionalsocialista e cioè il « servizio civile di lavoro » costituendone nello stesso tempo il più onorevole dei premi e del riconoscimenti, quello della sua perfetta utilizzazione in pro della nazione in guerra; e il provvedimento è tanto più significativo in quanto riguarda quello dei due rami della detta istituzione in cui in maniera più rappresentativa ed eminente si è affermato l’ardimento innovatore nazionalsocialista in materia, quello cioè del servizio di lavoro femminile.

Collaboratrici delle forze armate

E’ questo, come si sa, un ramo del servizio di lavoro istituito in un secondo momento, in forma da principio volontaristica e ben presto, come quello della gioventù maschile, reso anch’esso obbligatorio per tutte le fanciulle tedesche dando immediatamente fin dal suo iniziale funzionamento risultati tali da confermare, nella maniera più eloquente e per una testimonianza così esemplare e significativa, quello che possa il profondo sentimento di comunità e di disciplina che anima tutti gli strati, dai più elevati ai più umili, della popolazione tedesca, unito alla ben nota capacità organizzativa che ne contraddistingue i ceti dirigenti.

Con l’odierna ordinanza, il servizio di lavoro obbligatorio delle fanciulle tedesche che finora era per una ferma di soli sei mesi, viene ad essere elevato a un anno e — ciò che costituisce il più rilevante carattere di attualità e di interesse del provvedimento — esso viene più specialmente assegnato a impieghi e scopi ausiliari o in ogni modo connessi con la guerra. Una delle conseguenze intrinseche e automatiche della misura è intanto quella di elevare di colpo gli effettivi della classe annuale in servizio a 130 mila, aumento che l’ordinanza del Fuhrer infatti nei suoi particolari dispone.

Il nuovo servizio ausiliario di guerra delle ragazze tedesche è dall’organizzazione stessa assegnato in varie categorie di lavoro, e cioè principalmente, a seconda naturalmente delle capacità delle arruolate, così negli uffici delle forze armate come in vari altri posti in servizio di esse, come anche presso istituzioni sociali o sanitarie, compresa la più recente sorta in forza della guerra, quella cioè dell’invio nelle campagne di bambini dalle zone più esposte o battute dall’aviazione nemica.

Ma vi è un altro ramo di « servizio ausiliario di guerra» cui le ragazze arruolate potranno essere assegnate e di cui l’ordinanza ammette la possibilità in casi singoli, quello cioè del lavoro di aiuto o di assistenza presso famiglie in vario modo bisognose, in forza prevalentemente della situazione di  guerra, e in specie se si tratta di famiglie con numerosa prole: e non è questo, come si può facilmente rilevare, uno dei punti in cui meno si rifletta il valore sociale del provvedimento, in cui si concreti il sentimento di solidarietà e di comunità della nazione.

Bisogna naturalmente a queste categorie aggiungere quelle normali in cui, finora, si esercitava il servizio delle arruolate, e cioè i «servizi della madre e della massaia tedesca», il «servizio di lavoro agricolo» e infine i vari «servizi speciali cittadini»; tutte categorie di lavoro che assumono oggi, in forza della guerra, un valore speciale e in cui le donne hanno vasto campo di sostituire e far liberi gli uomini per i servizi di guerra veri e propri.

Il servizio civile di lavoro in genere fu, come tutti sanno, una delle prime istituzioni create dal nazionalsocialismo che in esso, in maniera tipica, ha voluto e saputo consegnare quasi il timbro stesso più efficace e più rappresentativo del suo sentimento della comunità popolare, nonché quello dell’«onore del lavoro» felicemente messo in evidenza nella forma manuale di esso estesa come dovere a tutti indistintamente i ceti della popolazione tedesca; e mentre per i giovani esso fu ben presto reso obbligatorio, la sua obbligatorietà per le donne rimonta solo al 1936.

Le studentesse tramviere

 

L’età di arruolamento delle ragazze è il diciottesimo anno (l’obbligo dura fino a venticinque) con ferma prima semestrale e con effettivi di servizio inizialmente solo di 25 mila, elevati poi successivamente a 30 mila, a 50 mila ecc. e che con questa ordinanza raggiunge l’imponente ferma annuale di un esercito di 130 mila arruolate, che non è — come si apprende — se non una tappa per l’aumento già divisato a 150 mila e che rappresenta già indubbiamente un significativo contributo obbligatorio delle donne al comune sforzo bellico della nazione.

Si rileva come naturalmente alcune categorie dl arruolate, come per esempio quelle che si trovino in corso di apprendimento di qualche mestiere o professione, non mancheranno di ricevere qualche lieve danno dall’aumento della ferma, danno però facilmente riparabile.

In quanto alle studentesse del resto, per cui la legge fondamentale già creava delle facilitazioni di rinvio del servizio a studi completi, si era già trovato modo durante la guerra di chiamarle in servizio, per nove settimane per esempio, durante i periodi di vacanze per certi determinati compiti come pel servizio di tranviere che sarà ben presto, per i primi gruppi di queste studentesse, iniziato. Tutta la stampa sottolinea il grande valore non solo sociale ma civile e politico del provvedimento di cui il Fuhrer stesso, del resto, aveva già dato una sorta di preannunzio nel suo ultimo discorso al Palazzo dello sport, quando lodò la condotta della donna tedesca in guerra prospettando il suo sempre maggiore impiego nel diretto sforzo comune del popolo tedesco. L’onore di questo impiego trova oggi espressione nella formula del riconoscimento per i preziosi servizi già prestati additato dal preambolo del provvedimento, il quale documenta, oltre tutto, in maniera impressionante la grandezza e compattezza del fronte interno della Germania in guerra.

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