I cattolici d’Austria (3 aprile 1938)

I cattolici d’Austria

Il cardinale Innitzer e le riserve vaticane

 

Berlino, 2 aprile

E’ oggetto di nuovi calorosi elogi sui giornali all’episcopato cattolico d’Austria la nuova lettera dell’Arcivescovo di Vienna cardinale Innitzer al commissario per il plebiscito in Austria Gauleiter Burckel nella quale l’eminente porporato ritorna sul già comunicato atteggiamento dell’Episcopato nei confronti dell’annessione e del plebiscito conformandolo o meglio, illuminandolo in presenza di certe affermazioni di stampa estera.

I giornali rilevano il mancino tentativo dell’agenzia francese di avere voluto quasi diminuire l’atteggiamento dei Vescovi togliendogli spontaneità nonché serietà e sincerità di intenti e rilevando l’importanza, nell’attuale momento specialmente, della solenne calorosa affermazione di nazionalità e di comunità di sangue da lui fatta e posta a base della pronta adesione dell’Episcopato austriaco al fatto storico dell’annessione dell’Austria al Reich, adesione che per altro si estendeva anche nel primitivo documento all’opera ricostruttrice sociale politica ed economica del nazional socialismo e anche indirettamente nei riflessi religiosi in quanto che come tutti ricordano, si rilevava, la funzione di garanzia che il nazional socialismo rappresenta di per sé contro la propaganda ateistica del bolscevismo. All’augurio conclusivo del cardinale stesso si unisce fra gli altri un giornale che ha diritto nella circostanza di essere citato, la cattolica Germania, scrivendo: «Questo augurio corrisponde esattamente con le aspirazioni di milioni di uomini tedeschi e cristiani».

Non si può a meno per altro di considerare la nuova lettera del porporato austriaco anche alla luce del fatto nel frattempo avvenuto, del quale però non si ha qui alcuna comunicazione né la minima notizia sui giornali della chiara riserva che sarebbe nel frattempo stata pronunciata dall’Osservatore Romano all’operato dei Vescovi austriaci. Su questo punto, ripetiamo, non abbiamo nulla da riferire, nessun riferimento né ufficioso né pubblico risultandoci; all’infuori dell’osservazione che può saltare all’occhio a chiunque che nella lettera odierna stessa del cardinale Innitzer sebbene indubbiamente scritta dopo la pubblicazione dell’Osservatore Romano, si poteva già riconoscere nel punto stesso dove contesta ogni rapporto fra la dichiarazione del Vescovi e la visita del Nunzio a von Ribbentrop l’affermazione di una iniziativa assolutamente propria dell’Episcopato austriaco all’infuori e senza coinvolgere alcun atteggiamento della Curia romana.

Sarà ora indubbiamente interessante attendere quello che potrà essere lo sviluppo delle vicende religiose in Germania nei riguardi anche del Concordato esistente — molto contestato ma non mai finora denunciato — sviluppo che molti anche in Germania, pur non facendosi illusioni sulle reali difficoltà esistenti, si erano augurati che potesse essere beneficamente influenzato dall’ingresso nel Reich di un’altra massa di 6 milioni e mezzo di cattolici.

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