Il Programma di Vansittart per distruggere il popolo tedesco (17 luglio 1944)

Intendiamo presentare ai nostri Lettori questo articolo del 17 luglio 1944 che espone il programma di Vansittart per mettere in ginocchio la Germania dopo la vittoria alleata meno noto rispetto al cosiddetto Piano Morgentau.

Come intendono “liberare,, l’Europa

Il Programma di Vansittart per distruggere il popolo tedesco

Stoccolma, 17 luglio.

Da un lungo dispaccio dell’Associated Press che il D.N.B. raccoglie e trasmette, si apprendono i particolari del tanto «reclamizzato» programma di lord Vansittart per il totale e definitivo annientamento della Nazione tedesca in caso di vittoria «alleata».

Dopo aver premesso che, se dovessero vincere la guerra, l’Inghilterra, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina di Ciung King dovranno riunirsi in una dominatrice alleanza efficace e durevole, Vansittart espone questi punti del suo programma:

1. — La Germania dovrà essere disarmata per sempre ed il suo ordinamento amministrativo decentralizzato;

2. — La Prussia, date le sue caratteristiche di regione dirigente, dovrà essere annientata ed il suo territorio limitato all’ex-Brandeburgo;

3. — Tutti i tedeschi dovranno essere sottoposti ad un periodo «di prova e di rieducazione»;

4. — I capi e dirigenti germanici attuali saranno «naturalmente da impiccare»;

5. — I fautori dell’attuale guerra dovranno essere puniti severamente ed in quest’azione di epurazione dovranno partecipare i popoli dei territori occupati dai tedeschi;

6. — Libertà assoluta d’azione alle Nazioni che vorranno sfruttare la forza lavorativa germanica con diritto di precedenza all’Unione sovietica;

7. — In caso di sconfitta germanica, non vi dovrà essere una pace immediata, ma un armistizio di lunga durata con occupazione militare «alleata» per un periodo di 20 30 anni;

8. — Partendo dal principio che l’attuale generazione di tedeschi non potrà in alcun modo essere indotta a mutare le sue convinzioni e che ogni speranza di ottenere questo risultato va riposta sulla prossima generazione, la Germania dovrà essere «tenuta sotto un pugno di ferro finché la nuova generazione sia pronta ad agire da sé».

Questo è il programma, da lungo tempo studiato ed annunciato, di quel lord Vansittart che per molti anni mosse i fili del «Foreign Office» e che Hitler ebbe ad indicare, con Churchill, come uno dei principali responsabili della dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Germania e dello scatenamento dell’attuale conflitto. A lui, più, che ad ogni altro, è, pertanto, fino da ora applicabile il punto 5 del suo programma, quello che prevede severe pene contro i «fautori della guerra».

Il documento — crudele, bestiale e reazionario più di un qualsiasi piano di principe medioevale —, in quanto non studiato e redatto da un pazzo criminale ma da uno degli uomini più in vista dei circoli politici britannici, dimostra senza possibilità di dubbi anche ai ciechi e ai sordi quanto tirannici e selvaggi siano gli scopi che la Gran Bretagna si proponga di raggiungere nell’eventualità di una vittoria «alleata». Cosi, cioè secondo il programma Vansittart, Londra intende «liberare» il popolo germanico dal Nazionalsocialismo. Distruggendone l’unità e l’entità nazionale creata in un secolo di faticoso e nobile travaglio e definitivamente consolidata da Hitler. Massacrandone gli uomini più rappresentativi, deportandone i lavoratori nella Russia bolscevica, rendendone schiavi per decenni tutti i cittadini. Questa la «liberazione» che Vansittart farnetica di portare al popolo germanico, dopo quella arrecata a Berlino, Amburgo, Brema, Monaco, Francoforte, Dresda, Lipsia, Colonia dai «Murder’s Incorporate».

Vansittart strappa di colpo la maschera dal suo volto e da quello dell’Inghilterra. E dopo il suo programma ben si comprende come il popolo germanico combatta «fanaticamente» per vincere questa guerra. Esso sa che solo attraverso la vittoria della Patria nazional-socialista sta la sua libertà ed il suo benessere. Esso sa che cosa gli prepara «la pietà dei liberatori» se dovesse cedere. Esso sa, ed oggi Vansittart glielo conferma, che questa è veramente una partita di vita o di morte. Esso sa che la Gran Bretagna ed i suoi, associati non sono entrati in guerra contro il Nazional-socialismo, ma contro il popolo germanico, quale difensore della sua vita e del suo lavoro, oltre che della vita e del lavoro d’Europa.

E dovrebbe saperlo anche il popolo italiano che dal grido di dolore dei fratelli oppressi dell’Italia invasa più di ogni altro può essere edotto di come gli anglo-americani procedano alla «liberazione» delle genti che si affidano a loro. Ed oggi è ben chiaro perchè Bonomi non vuole saperne di rendere note le condizioni di armistizio accettate dal re e da Badoglio il 3 settembre. Il programma di Vansittart è rivelatore anche per gli Italiani. Sulla falsariga dei suoi otto punti sono con ogni certezza stati formulati i capitoli dell’armistizio.

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