Simon Dach

A cura di Barbara Spadini

Opere

Simon Dach ha composto centinaia di poemi e opere prevalentemente d’occasione e celebrative, tra cui si ricordano:

Cleomenes (1635)

Sorbuisa (1644)

Chur-Branderburgische Rose( postumo, pubblicato nel 1661)

Gedichte (pubblicate postume tra il 1936 e il 1948)

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Biografia e poetica

(A cura di Barbara Spadini)

Simon Dach, poeta di  lingua tedesca, che scrive anche poemi in greco e latino, è un esponente di grande interesse letterario entro il periodo Barocco: poco conosciuto al grande pubblico, resta- insieme a tanti altri -personalità umana e poetica da scoprire, cercando di farlo in modo amatoriale, spinti dalla passione per la poesia, visto che né le librerie né il web forniscono indicazioni complete o soddisfacenti.

Simon Dach nasce a Memel, oggi Klaipeda, porto marittimo della Lituania,il 29 luglio 1605.

La sua preparazione giovanile di impronta umanista avviene in un primo tempo a  Königsberg, completata dallo studio del latino a Wittenberg ed a Magdeburgo.

Dal 1626 la sua presenza è documentata  di nuovo a Königsberg , ove studia filosofia e teologia all’Università Albertina. Dopo un breve periodo trascorso nuovamente a Magdeburgo, a causa degli eventi della guerra dei Trent’anni, ritorna a Königsberg, la città nella quale  abiterà stabilmente fino alla morte.

Negli anni tra il 1633 ed il 1636 intraprende la professione di precettore privato ed in seguito accetta l’insegnamento in una Domschule.

Dach entra nel  gruppo musicale e letterario dei “ Kürbishütte” e- insieme a   George Weissel, Valentin Thilo,  Johann Franck- si ritrovano presso la  casa estiva dell’organista e compositore Heinrich Albert, che diviene così un centro culturale importante. Il  gruppo resta attivo, pubblicando alcune raccolte di poesie, tra il 1638 e il 1650.

Nello stesso periodo Simon  fa parte anche del Dichtergruppe, Gruppo di poeti o Associazione di poeti, con Heinrich Albert (1604 – 1651), Robert Roberthin (1600 – 1648) e Sibylla Schwarz (1621 – 1638), divenendo la penna maggiormente rappresentativa di quello che si chiama:”circolo di Königsberg”.

Nel 1639 ottiene, grazie alla protezione dell’elettore di Prussia, la cattedra di poesia all’Università di Königsberg e poi il rettorato della stessa.

Muore  a Königsberg  il 15 aprile 1659.

Simon  Dach, stilisticamente può essere definito allievo di M. Opitz, tanto che i suoi drammi  sono vicini al celebre    Daphne.

Dach coniuga, entro una poesia di tipico stile barocco , un tocco di intimismo, che si coglie soprattutto nelle liriche di tema religioso.

Egli fu un poeta assai fecondo, pur d’occasione: tra le sue poesie spiccano quelle ispirate al tema della ricerca della libertà, attraverso la morte come passaggio dalla vita terrena – ove si sopravvive e si accetta un destino ineluttabile, legato alle vicende dure dell’esistere-  alla dimensione del vero vivere, nell’altrove senza catene esteriori ed interiori. Molte sue poesie furono musicate da H. Albert.

La critica ancor oggi discute sull’attribuzione di quella che è generalmente riconosciuta come la sua lirica più pregevole, “Anke von Tharaw Oss, de my gefollt” composta nel 1637 in onore di un matrimonio di una coppia di amici e che è parte del poema amoroso Anke von Tharau: alcuni studiosi ritengono che la paternità vada a Heinrich Albert, altri la credono composta a quattro mani ( Dach- Albert).

Per meglio inquadrare il periodo barocco tedesco, segue un breve articolo di sintesi che mira a far comprendere la complessità di quel momento storico e letterario, dominato dalle vicende della guerra dei trent’anni  e da quelle religiose, che opponevano duramente protestanti e cattolici in Germania.

Nonostante queste vicissitudini, artisti e maestri come Silesius, Optiz e Gryphius rimangono fari poetici e immortali.

Germania nella seconda metà del XVII secolo

In Germania l’indebolimento dell’autorità imperiale e il conflitto politico-religioso aperto con la riforma, ebbero gravi conseguenze. Il paese fu diviso in una serie di staterelli. La lotta tra cattolici e protestanti esitò in una lunga guerra (“guerra dei trent’anni”)(1618-1648): per tutto il XVII secolo la vita economica, fondata sul latifondo agrario, non si riprese. Le iniziative finanziarie si inaridirono, e così le attività mercantili e artigianali, si fecero sporadici gli scambi e i contatti all’interno e all’estero. La situazione sociale era stagna: la plebe misera e arretrata, la classe dirigente incapace di dirigere. Così, sul piano della cultura, mancava un ceto capace di svolgere azione di mediazione culturale o di mecenatismo. Al di là dei loro meriti in questa situazione buia, il manuale di poetica (1624) di M. Opitz (1597\1639), e le numerose accademie istituite a difesa della lingua e della tradizione (come l’Accademia Fruttifera di Weimar, 1617) tradiscono un senso di vuoto e di disordine.

 

Produzione religiosa tedesca

Ci si ripiega nella religione e nella mistica. L’età di un grande musicista come Bach vede in attività una serie di altissimi lirici religiosi: Martin Opitz, Paul Fleming, Paul Gerhardt, Angelus Silesius, Andreas Gryphius: per essi la realtà è solo una costellazione di metafore allusive della dimensione trascendente la materia, giungono a volte a forme di panteismo. Al circolo poetico di Königsberg appartenne Simon Dach. La produzione letteraria religiosa non sempre si disinteressa della storia: si vedano alcuni drammi teatrali scritti nell’ambito del gesuitismo; o le prediche di Abraham da Sancta Clara che rinnovano, nella Vienna assediata dai turchi, il clima appassionato delle crociate.

 

Produzione teatrale tedesca

Il dramma del XVII secolo tedesco è affascinato dalla figura del sovrano: Gryphius, Daniel C. von Lohenstein. L’assoluta libertà del monarca fa di lui il soggetto morale della storia: sospeso tra due estremi, la più alta virtù e la più profonda perdizione.

Un posto importante occupa la produzione teatrale religiosa: drammi in latino producono i gesuiti con fini catechetici e propagandistici, come Cenodoxus (1602) di Jakob Bidermann, che ebbe un enorme successo.

 

Produzione narrativa tedesca

Il rapporto tra letteratura e vita sociale ci sembra più intenso nella produzione d’argomento profano. Il romanzo è strumento preferito di svago. Ma i diversi generi del romanzo barocco (romanzo eroico, pastorale, galante, satirico, picaresco) si ba sano sostanzialmente sul trasferimento dei personaggi sul piano dell’irrealtà. E’ un effetto accresciuto dall’esasperata ricerca stilistica del nuovo, del fantastico, del bizzarro. I risultati migliori sono ottenuti da Hans J.C. von Grimmelshausen che riesce a mantenere in prodigioso equilibrio invenzione narrativa e concreta esperienza del reale. Con Grimmelshausen siamo nell’ambito della diffusione del volksbücher che continua anche in questo secolo. Tra queste opere, che fotocopiano le storie tradizionali ormai e ripetute provenienti dall’epica cortese, dalla mitologia e dal magicismo, interessante è forse Genoveva (1640).(in www.girodivite.it)

 

Scelta di opere

Ännchen von Tharau

 

Ännchen von Tharau ist, die mir gefällt,

sie ist mein Leben, mein Gut und mein Geld.

Ännchen von Tharau hat wieder ihr Herz

auf mich gerichtet in Lieb’ und in Schmerz.

Ännchen von Tharau, mein Reichtum, mein Gut,

du meine Seele, mein Fleisch und mein Blut!

Käm’ alles Wetter gleich auf uns zu schlahn,

wir sind gesinnt bei einander zu stahn.

Krankheit, Verfolgung, Betrübnis und Pein

soll unsrer Liebe Verknotigung sein.

Ännchen von Tharau, mein Reichtum, mein Gut,

du meine Seele, mein Fleisch und mein Blut!

Recht als ein Palmenbaum über sich steigt,

hat ihn erst Regen und Sturmwind gebeut:

so wird die Lieb’ in uns mächtig und groß

nach manchem Leiden und traurigem Los.

Ännchen von Tharau, mein Reichtum, mein Gut,

du meine Seele, mein Fleisch und mein Blut!

Würdest du gleich einmal von mir getrennt,

lebtest, da wo man die Sonne kaum kennt:

ich will dir folgen durch Wälder, durch Meer,

Eisen und Kerker und feindliches Heer.

Ännchen von Tharau, mein Licht, meine Sonn,

mein Leben schließt sich um deines herum.

An Dorinden

1.

 

Komm / Dorinde / laß uns eilen /

Nim der zeiten gut in acht /

Angesehen das verweilen

Selten grossen nutz gebracht /

Aber weißlich fortgesetzt

Hat so manches paar ergötzt.

 

2.

 

Wir sind in den frühlings-jahren /

Last uns die gelegenheit

Forn ergreiffen bey den haaren /

Sehn auff diese mäyen-zeit /

Da sich himmel / see und land

Knüpffen in ein heyraths-band.

 

3.

 

Wenn sich die natur verjünget /

Liegt in liebe kranck und wund /

Alles sich zu nehmen zwinget /

Thut sie frey den menschen kund /

Daß sich er / die kleine welt

Billich nach der grossen hält.

 

4.

 

Still zu seyn von feld und püschen /

Von dem leichten heer der lufft /

Da sich jedes will vermischen /

Jedes seines gleichen rufft /

Hört man in den wäldern nicht

Wie sich baum und baum bespricht.

 

5.

 

An den Bircken / an den linden /

An den Eichen nimmt man wahr /

Wie sich äst und äste binden /

Alles machet offenbahr

Durch das rauschen / so es übt /

Daß es sey / wie wir verliebt.

 

6.

 

Lust betrübt / die man verscheubet /

Dieser eyfer / dieser brand /

Diese jugend / so uns treibet /

Hat nicht ewig den bestand /

Zeigt sich wind und vogel leicht /

Ist geflügelt / kommt und weicht.

 

 

 

An eine Nymfe

1.

 

Nymfe / gib mir selbst den mund /

So wird mir dein herze kund /

Reich mir deiner armen band /

Der gewünschten liebe pfand.

 

2.

 

Denn so lange du noch nicht

Mir gehorchen wirst / mein licht /

Wird dein lieben nur ein schein /

Und vor nichts zu achten seyn.

 

3.

 

Treue lieb ist jederzeit

Zu gehorsamen bereit /

Hat ihr thun gerichtet hin

Auff des liebsten herz und sinn.

 

4.

 

Glut bricht von sich selbst hervor /

Und stöst ihre flamm empor /

Wo sich rauch und dampff nur find /

Muß vergehn durch lufft und wind.

 

5.

 

Schämstu aber dich vor mir;

So gedencke / meine zier /

Daß ich dein bin / was du bist /

Und werd itzt nicht erst erkiest.

 

6.

 

Wo ich mich / gleich wie du wohl /

Auch mit andern schämen soll;

Würde nicht die ganze welt

In der gar kurzer zeit gefällt?

 

7.

 

Venus hat sich / wie bekant /

Zum Adonis selbst gewandt /

Und mit ihm so manche nacht

In der liebe zugebracht.

 

8.

 

Komm / der mond am firmament

Hat sich schon zu uns gewendt /

Komm / die nacht kömmt auch heran /

Da sich küsset / was nur kan.

 

9.

 

Morgen / hör ich / wilst du fort

Von uns an ein frembdes ort /

Und wer weiß auff welchen tag

Ich dich wieder sprechen mag.

 

10.

 

Darum herz mich ohne scheu /

Daß ich deiner indenck sey /

Ich bitt einmahl noch itzund /

Nymfe gib mir selbst den mund.

Auff Leßbien

1.

 

Lesbia / mein leben /

Hat sich mir ergeben

In gewüntscher pflicht /

Ich will bey ihr stehen /

Biß ich werde gehen

Hie aus diesem licht /

Was vor leid

Ich jederzeit

Um sie hab ertragen müssen /

Will ich itzt beschlüssen.

 

2.

 

Die gewünschten freuden /

So sie vor mein leiden

Mir ertheilen will /

Soll kein leid beschweren /

Ja sie sollen wehren

Ohne maaß und ziel:

Will einig mir /

Sich in allen liebes-fällen

Zu gebothe stellen.

 

3.

 

Aller pracht und prangen

Ihrer süssen wangen /

Ihr corallen-mund:

Ihre zarten hände /

Ihrer armen bände

Sind mir nun vergunt:

Ehe muß

Ein überfluß /

Als ein mangel in den sachen

Mich verdrossen machen.

 

4.

 

Sind im obst viel kerne /

Viel am himmel sterne /

Wirfft der Nord viel schnee:

Sind viel rauhe wellen

Wenn die winde bellen

Auff der wüsten see:

Mehr sind küß /

Ich weiß gewiß /

Die sie mir zum liebes-zeichen

Wird mit willen reichen.

 

5.

 

Solt ich solcher massen

Mich gereuen lassen

Meiner sorg und pein!

Wer auff sein verdriessen

Diß hat zu geniessen /

Kan nicht elend seyn:

Elend kan

Nicht seyn der mann /

Dem sein lieb auff alles leiden

Lohnt mit solchen freuden.

Die beste Zeit zum lieben

1.

 

Die sonne rennt mit prangen

Durch ihre frühlings-bahn /

Und lacht mit ihren wangen

Den runden welt-kreiß an.

 

2.

 

Der himmel kömmt zur erden /

Er wärmt und macht sie naß /

Drum muß sie schwanger werden /

Gebiehret laub und graß.

 

3.

 

Der west-wind läßt sich hören /

Die Flora / seine braut /

Aus liebe zu verehren

Mit blumen / graß und kraut.

 

4.

 

Die vögel kommen nisten

Aus fremden ländern her /

Und hengen nach den lüsten;

Die schiffe gehn im meer /

 

5.

 

Der schäfer hebt zu singen

Von seiner Phyllis an /

Die welt geht wie im springen /

Es freut sich / was nur kan.

 

6.

 

Drum wer anitzt zu lieben

Ein gutes mittel hat /

Der flieh es auffzuschieben /

Und folge guten rath.

 

7.

 

Weil alles / was sich reget /

In dem es sich verliebt /

Und sich zu gleichen leget /

Hiezu uns anlaß giebt.

Die Lust

Die Lust hat mich bezwungen,

zu fahren in den Wald,

wo durch der Vögel Zungen

die ganz Luft erschallt.

Ihr strebet nicht nach Schätzen

durch Abgunst Müh und Neid.

Der Wald ist eu´r Ergötzen

Die Federn euer Kleid.

 

Lied der Freundschaft

Der Mensch hat nichts so eigen,

So wohl steht ihm nichts an,

Als daß er Treu erzeigen

und Freundschaft halten kann;

Wann er mit seinesgleichen

Soll treten in ein Band,

Verspricht sich nicht zu weichen,

Mit Herzen, Mund und Hand.

 

Die Red’ ist uns gegeben,

Damit wir nicht allein

Für uns nur sollen leben

Und fern von Leuten sein;

Wir sollen uns befragen

Und sehn auf guten Rat,

Das Leid einander klagen,

So uns betreten hat.

 

Was kann die Freude machen,

Die Einsamkeit verhehlt?

Das gibt ein doppelt Lachen,

Was Freunden wird erzählt.

Der kann sein Leid vergessen,

Der es von Herzen sagt;

Der muß sich selbst zerfressen,

Der in geheim sich nagt.

 

Gott stehet mir vor allen,

Die meine Seele liebt;

Dann soll mir auch gefallen,

Der mir sehr herzlich gibt;

Mit diesen Bundsgesellen

Verlach’ ich Pein und Not,

Geh’ auf dem Grund der Höllen

Und breche durch den Tod.

 

Ich hab’, ich habe Herzen

So treue, wie gebührt,

Die Heuchelei und Scherzen

Nie wissentlich berührt;

Ich bin auch ihnen wieder

Von grund der Seelen hold,

Ich lieb’ euch mehr, ihr Brüder,

Als aller Erden Gold.

Lob der Liebe

1.

 

O liebe / herzen-binder /

Du herr der freundlichkeit

Und aller guten zeit /

Du zwietracht überwinder /

Du grosser wohlfahrt heger /

Wie daß die ganze welt

Dir hin zu fusse fällt /

Und folget deinem läger?

 

2.

 

Wie weist du einzusperren

Des scepters ganze macht!

Dir dient der cronen-pracht /

Der knecht auch samt dem herren.

Das alter wird gerissen

Zwar an dein strenges joch /

Die jugend pflegst du doch

Am meisten einzuschliessen.

 

3.

 

Du wagst dich in die wangen

Der frauen-bilder hin /

Und führst den starcken sinn

Der männer so gefangen.

Was keine macht kan brechen /

Kein stahl / kein fallend bley /

Was keine tyranney /

Weist endlich du zu schwächen.

 

4.

 

Du hast die welt gelehret

Das / was sie gutes hat /

Daher auch dorff und stadt

Dir billich zugehöret:

Daß wir die felder bauen /

Nach ehr und gütern stehn /

Tieff in das erdreich gehn /

Uns wind und wellen trauen.

 

5.

 

Wodurch wir zugenommen /

In aller pracht und zier

Muß eigentlich von dir /

Du weltbereicher / kommen.

Du endest angst und leiden;

Greiffst du / o amor! an /

Und hilffst / so träget man

Des creutzes last mit freuden.

 

6.

 

Durch dich muß alles werden /

Was vieh und menschen noth /

Ohn dich komt weder brodt

Noch weinwachs aus der erden:

Wie schön die vögel singen /

Wie frölich durch das meer /

Der fische schaar / das heer

Der thier im walde springen;

 

7.

 

Wie lustig sich mit tänzen

Das volck der sternen macht /

Wie helle bey der nacht

Sie um den mond her glänzen;

Wie schnell der sonnen-räder /

Wie lieblich lufft und wind /

Wie angenehm uns sind

Die brunnen / flüsse / bäder.

 

8.

 

Doch wäre nichts zu spüren

Von allem / was man kennt /

Wenn du das regiment

Nicht / liebe / soltest führen.

Glückseelig ist die stunde /

Kriegt anders zeit hie stat

Da gott gezeugt dich hat /

Aus seines herzen grunde.

 

9.

 

Man hat von keinen plagen

Da irgend wo gewust /

Und nur von lauter lust

Und freude können sagen;

Da war kein haß vorhanden /

Kein argwohn und kein streit /

Fried und gerechtigkeit

Sind um dich her gestanden.

 

10.

 

Man sieht noch itzund leben

Und grosses wohlergehn

An allen orthen stehn /

Wo du dich hinbegeben /

So komm nun dein begnügen

Umschließ auch dieses paar

In eintracht immerdar /

Die ehlich itzt sich fügen.

 

11.

 

Du bist es / den wir singen /

Du und das wahren guth /

Der uns das liebste thut /

Gott selbst für allen dingen:

Wir werden angetrieben

Zu sagen: er allein

Muß selbst die liebe seyn /

Die er so rein kan üben.

 

12.

 

O seelig / seelig wären

Wir menschen allerseit!

Die wir durch haß und streit

Erbärmlich uns verzehren /

Wenn doch auch uns die liebe /

Die alles hie und da /

Und selbst den himmel / ja

Am meisten gott treibt / triebe.

Lob derselben

1.

 

Es stünde mit der erden /

Wenn lieben solte werden

Von menschen abgethan /

Als wenn der sonnen-wagen

Dem leuchten wolt entsagen

Auff seiner himmels-bahn.

 

2.

 

Denn / ist auch zu ermessen /

Was täglich wird gefressen

Für volck / durch krieg und schwerdt /

Und was hierfür noch blieben /

Muß sonst / wie rauch verstüben /

Durch pest und brand verheert.

 

3.

 

Man fährt in grossen schaaren /

Nach so viel tausend jahren /

Noch durch des Charons meer /

Doch sind da keine wellen /

Die einen noch zur stellen

Hier brächte wieder her.

 

4.

 

Die sonne geht zwar nieder /

Kommt aber täglich wieder:

Der wald läst seine pracht /

Doch wird er wieder glänzen /

So bald im frischen lenzen

Die sonn ihn angelacht.

 

5.

 

Wie sich der mond verlohren /

So wird er auch gebohren;

Das meer laufft ab und zu;

Der aber kömmt nicht wieder /

Der sich nur einmahl nieder

Legt zu der langen ruh.

 

6.

 

Die welt wär untergangen /

Da sie kaum angefangen /

In ihrer kindheit schon /

Daß aber sie noch lebet /

Auch noch zu leben strebet /

Diß ist der liebe thun.

 

7.

 

Sie kan alleine machen /

Was nur von schönen sachen

Wird irgend angeschaut /

Durch sie hat müssen werden

Der himmel sammt der erden /

Fluth / lufft und gluth erbaut.

 

8.

 

Daß sich ein wald verjünget /

Daß hie ein vogel singet /

Daß hie wird wild gespürt /

Daß bäume früchte hegen /

Daß graß wächst durch den regen /

Die liebe solches rührt.

 

9.

 

Wenn alles diß zusammen

Durch hitz und macht der flammen

Wird werden rauch und wind /

Wird doch die liebe stehen /

Und ewig nicht vergehen /

Weil GOtt sie selbst entzündt.

 

10.

 

Er wird durch sie getrieben /

Die ewiglich zu lieben /

Die er ihm hat erwehlt /

Eh als die welt gegründet /

Mit allem was man findet /

Eh als man stunden zehlt.

 

11.

 

Alsdenn wird man erkennen

Was wir nur traum itzt nennen /

Wie sehr er uns geliebt:

Wie er sich uns verbunden /

Wenn er durch seine wunden

Uns ihm selbst wieder giebt.

 

12.

 

Was sey vom himmel steigen /

Sich vor dem menschen neigen /

Den er selbst hat gemacht:

Was sey frost / hitz erleiden /

Durst / hunger / schmach und neiden /

Von sündern seyn verlacht.

 

13.

 

Demnach der sich ergeben

Im liebes-joch zu leben /

Der irret gänzlich nicht /

Wenn er sich nur nicht mühet

Am joch der unzucht ziehet /

Die ausser dieser pflicht.

 

14.

 

Die böse lust verschwindet /

An welcher statt sich findet

Leid / seelen-weh und schand /

Ein ehlich leben bleibet

Leid traurigkeit vertreibet /

Bringt gutt gerücht im land.

 

15.

 

Ich acht halb derer leben /

Die sich nicht weiter geben /

Und müssen so davon:

Der seinen gutten nahmen

Hie erbt auff seinen samen /

Der lebt / und stürb er schon.

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