L’esempio dell’Italia (tratto da “Signal”)

L’esempio dell’Italia

L’avvenire sovietico dell’Europa lo si può fotografare oggi. Gli angloamericani sono in grado di farlo. “Signal” pubblica tali fotografie, eseguite nell’Italia meridionale, modello esemplare di un’“Europa liberata”.

Negli anni 1937 e 1938 la terraferma europea ha avuto su un breve settore della sua superficie già un primo assaggio dell’avvenire che il suo nemico mortale, il Bolscevismo, le riserva. E ancora vivo nel ricordo il fatto che il generale Moscardo doveva venire costretto alla resa dell’Alcázar con il martirio e la morte di suo figlio. Ci sovveniamo ancora come nella Spagna rossa fiorivano le denunzie, come un popolo diviso doveva essere dominato dai sui nemici.

Il raccapricciante ricordo di quei giorni sinistri risorge oggi nuovamente in Europa ed in proporzioni centuplicate: in Italia.

Gli alleati miravano anche questa volta a dividere il popolo italiano in due parti ostili in modo di poter conseguire il dominio nel territorio della penisola. Si tratta di quel metodo che dovrebbe venire applicato nei  riguardi di  tutti i   popoli europei e che pare svilupparsi sempre con la medesima coerenza. Non  appena gli Angloamericani avevano preso piede sulla terraferma italiana,    cominciò anche in grande stile questo loro tentativo di scissione. Le promesse che erano state fatte con la massima prodigalità all’Italia prima ancora dello  sbarco —  esse garantivano   agli    Italiani   la   fornitura di viveri,  vestiario,   medicine,   articoli di  lusso,   insomma   un   avvenire   felice — cominciarono,   all’inizio  dell’èra  alleata a far sentire i  loro effetti  nella punta   meridionale    del    nostro    continente   Ma   nessuna   delle   navi   da   carico preannunciate   gettò   mai   l’ancora in un  porto   italiano.   Al   posto   di   un avvenire felice  fecero il   loro  ingresso nel paese   la   fame   e   le   epidemie.   Il giorno   dell’occupazione    di    Roma    la stampa   degli   alleati   si   è   già   chiesta con scetticismo, se la città potesse venire rifornita   di   viveri.   Nelle   città   e nei villaggi si presenta sempre lo stesso  quadro   di   miseria:   bambini   affamati  formano  bande   che   infestano   le strade,   donne   si   vedono   costrette   a vendere sé stesse  in  cambio  del   pane per  aver   di   che   sfamare la   propria famiglia.

Gli uomini iniziarono la caccia alle cariche ed agli onori per aver modo di mantenere le loro famiglie. Era cosi inevitabile che Italiani dovessero levarsi contro altri italiani. La delazione cominciò a mettere i suoi germogli velenosi. Chiunque un tempo avesse espresso di aderire al Fascismo divenne selvaggina che tutti avevano diritto di cacciare e venne posto dai propri connazionali davanti ai tribunali degli Inglesi e degli Americani. Il Fascista, vale a dire il cittadino di sentimenti nazionali, venne accusato di aver tiranneggiato e derubato la popolazione. Nulla più rimase dell’ordine che il nuovo regime aveva portato in questo popolo. Nulla più delle leggi intese a sopprimere la piaga dei mendicanti, nulla della nuova costruzione di città e villaggi, nulla della bonifica di intere regioni. Nulla: ma — cosi si diceva — il Fascista lasciava morire di fame i bambini, intascava per sé le pensioni dei suoi connazionali, falsificava documenti, si appropriava di fondi statali, saccheggiava, gettava dei bambini innocenti in prigione, estorceva danaro ai poveri e toglieva gli ultimi viveri ai vecchi…

Le accuse divenivano sempre più assurde e paradossali. Eppure quasi nessuno degli Italiani colpiti si accorgeva come egli, agendo in questo modo, rinunciasse anche all’ultimo po’ di onore e di ritegno, come egli — costretto dalla fame, sospinto dalla persecuzione e dai ricatti degli organi della “Amgot” — permettesse agli Inglesi ed agli Americani ed anzi li favoreggiasse nell’acquistare sempre più potere sul suo proprio popolo.

Ma coloro che ne trassero un vantaggio furono non già gli Inglesi e gli Americani; essi furono soltanto i battistrada del regime bolscevico. Vyscinski mieté il raccolto che era stato seminato sul suolo italiano dai suoi alleati occidentali. Gli stessi bambini di cui si diceva fossero stati affamati dal Fascismo, vennero allora deportati nell’Unione Sovietica. Agli stessi genitori che ancora pochi giorni prima avevano deposto come testimoni, come accusatori e come delatori davanti ai tribunali contro i loro propri connazionali vennero tolti i figli e furono lasciati in balia della fame perché d’un tratto non stavano più al servizio degli Inglesi o degli Americani, ma si erano degradati a divenire strumenti del Bolscevismo.

E poi si abbatté sul paese il flagello di Dio: le epidemie. Migliaia di uomini perirono giornalmente. Ma né il Bolscevismo, né le democrazie, sulle quali erano riposte tutte le speranze di un avvenire felice, poterono arrestare il corso di questo giudizio. E poi essi non ci pensavano affatto a farlo. Delle promesse navi cariche di medicamenti non ne arrivo neppure una; anzi i “liberatori” abbandonarono il popolo nello sfacelo e senza aiuti, appunto per consolidare la loro propria dominazione su di esso.

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