Un decennio di NSV

Tratto dalla publicazione della NovAntico “La Svastica” che raccoglie alcuni interessanti articoli di questa rivista che nasce il 7 marzo 1941. Per info: thule@thule-italia.org

A molti sarà capitato di leggere in giornali italiani o magari anche tedeschi queste tre semplici lettere: NSV, e non a tutti sarà apparso chiaro fin dal primo momento che cosa voglia significare quella specie di sigla. La cosa è più semplice di quando forse non si creda. Le tre lettere NSV significano né più né meno che National-Sozialistiche Volkswohlfahrt, vale a dire Ente Nazionalsocialista di Beneficenza. La parola Nationalsozialistische Volkswohlfahrt è però piuttosto lunga e aticosa da pronunciare, anche per i tedeschi, e cosi chi non abbia voglia di gorgheggiare o di raschiarsi la gola fuori luogo dice semplicemente NSV, EN-ES-FAU.

Cosi oggi tutti dicono NSV, e la sigla è diventata ormai un’idea, come molte altre sigle tedesche. Sono ormai dieci anni che se ne parla, perché l’istituzione venne fondata oltre un decennio fa, prima ancora che il Nazionalsocialismo salisse al potere, e precisamente il 18 Aprile 1932, con non più di una dozzina di soci. Il 3 Maggio 1933, poi, dopo la salita al potere del partito nazista, la NSV venne riconosciuta direttamente dal Führer come associazione competente per tutte le questioni della beneficenza e della previdenza sociale.

Il concetto che dà forma e vita alla sua struttura pratica ed ideale è rappresentato dalla volontà di mettere, accanto alla beneficenza ed al sussidio occasionali, la previdenza che protegge l’uomo dai danni avvenire e dalla miseria. Il Führer stesso diede le direttive di una tale associazione nel suo libro « Mein Kampf », quando scrisse: «Questo lavoro di cura e di educazione deve incominciare già con la madre. Allo stesso modo con cui è stato possibile, nel corso di un lavoro instancabile che è durato decenni e decenni, a raggiungere durante il parto della donna quella pulizia che scongiura ogni pericolo di infezione ed a limitare la febbre puerperale a pochi casi sporadici, dovrà essere in avvenire assolutamente possibile giungere, con una conveniente educazione delle infermiere e delle madri stesse, ad un trattamento del bambino, sin dai primi anni, che serva da premessa essenziale per il futuro sviluppo».

Ne deriva che la NSV, sorta da questo primo concetto di assistenza alla maternità e all’infanzia, pone al centro delle sue cure e della sua assistenza materiale e spirituale la madre ed il bambino, costituenti essenziali della famiglia sana, motore primo dell’ordine sociale di uno Stato di alta civiltà. A ciò si aggiunge l’assistenza alla vecchiaia, come ovvia espressione di gratitudine della Nazione verso coloro che allo Stato ed al popolo hanno dato decenni e decenni della loro preziosa attività.

Un altro concetto che informa la vita di questa singolare associazione è quello dell’aiuto supplementare, vale a dire di quell’aiuto che non tien conto di altre forme di assistenza che i suoi protetti possano contemporaneamente godere, quali le Casse Malattie, le pensioni, le rendite, le varie forme di assicurazioni sociali e di sussidi provenienti da altre istituzioni più o meno private.

Un chiaro specchio del grande favore incontrato dalla NSV sin dalla fondazione è dato dal rapidissimo aumento del complesso dei soci che iniziatosi, come si è detto, con una dozzina di individui, poteva registrare nel 1939 la bella cifra di oltre 13 milioni di affiliati, oggi già saliti ad oltre 15 milioni e mezzo. I modesti contributi che questi 15 milioni e mezzo di affiliati pagano ogni anno costituiscono la base finanziaria per lo svolgimento della sua attività, insieme con gli introiti delle Opere Assistenziali Invernali che, specialmente dopo l’inizio della guerra, hanno assunto uno sviluppo imponente.

Conformemente al concetto ideale da cui la NSV è sorta, la sua principale organizzazione di beneficenza è l’Ente di Beneficenza per la Madre e il Bambino (Hilfswerk Mutter und Kind), la cui assistenza inizia con lo stato di gravidanza, per estendersi al parto, al puerperio ed ai diversi stati del bambino per accompagnarlo lungo tutta la puerizia ed adolescenza. Nel 1935 vennero assistite 174 062 giovani madri, nel 1940 389 616, nel primo semestre del 1941 ben 245 886. L’assistenza alla madre ed al bambino, oltre che attraverso le comuni vie dell’aiuto direno finanziario, avviene anche indirettamente per mezzo di una sistematica educazione delle future madri, alle quali viene insegnato in corsi speciali prima del parto come si debbono comportare nei confronti della nuova vita che portano con sé e come debbano poi averne cura a parto avvenuto. Sono spesso delle vere e proprie lezioni di ostetricia e pedagogia ad uso pratico per la casa, ma di valore non per questo inferiore a quelle scientifiche che si tengono negli istituti specializzati.

Il vero e proprio servizio di assistenza sussidiaria di carattere economico si svolge per tutta una serie di servizi che, specialmente in tempo di guerra, hanno assunto uno sviluppo sempre maggiore. Si tratta sopratutto di assistenza alimentare, con la concessione di buoni d’acquisto, di assistenza nel settore dell’abbigliamento, con la concessione di biancheria per puerpere e lattanti o di altri capi d’abbigliamento per la madre ed il bambino, all’infuori dei normali contingenti stabiliti dal razionamento. In più i normali aiuti finanziari in forma di sussidi o di prestiti.

Per quanto concerne il lavoro di assistenza educativa alle’ donne che stanno per diventar madri, acciocché possano con maggior facilità ed igienicità allevare il bambino, sono stati creati dei veri e propri centri di consulenza  educativa (Beratungs stellen « Mutter und Kind »), nelle provincie, nei circon¬dari, nei comuni, nelle città, nei villaggi. Di questi Centri di consulenza educativa ne esistono oggi in tutto ben 28 200, frequentati nel primo anno di guerra da ben 6 milioni di persone, mentre la cifra dei frequentatori, o per meglio dire delle frequentatrici, nel primo semestre del 1941 è stata di oltre 4.6 milioni. A ciò si deve aggiungere l’Assistenza Educativa per Adolescenti (Jugendhilfe), il centro di Controllo Protettivo (Schutzaufsicht), ed altri istituzioni del genere.

Nell’ambito dell’assistenza al fanciullo dopo la nascita sono stati istituiti anche speciali centri di raccolta per l’assistenza e la vigilanza dei fanciulli per quelle madri che si recano al lavoro e non possono quindi lasciare i bimbi a casa soli. In questi centri di raccolta, chiamati Krippen (presepi), i bambini vengono vigilati, curati, nutriti ed educati da personale specializzato, scelto con cura scrupolosa. Oltre a tali Krippen esistono poi i cosiddetti Kindergarten, i giardini d’infanzia, spesso collocati entro le fabbriche stesse ove le madri lavorano, ed altre istituzioni similari, che si contano a migliaia in rutto il Reich. In tutti questi istituti, che insieme possono ospitare quasi un milione di bambini, sono impiegati attualmente non meno di 32.000 specialisti che hanno cura dei piccoli.

La necessità di alleggerire alla madre, per quanto è possibile, la cura del  bambino e di dare a  lei stessa la possibilità di ricrearsi di quando in quando dalle fatiche ha portato alla creazione di cosi-detti Müttererholungsheime, luoghi di soggiorno e ricreazione nei quali vengono inviate le madri che lavorano ed abbisognano di ricrearsi (Case di Ricreazione per la Madre). Quando il bambino non superi il terzo anno di età vi viene inviato insieme alla madre. Dal 1934 al 1941 furono inviate in tali centri oltre 300 000 madri, con migliaia e migliaia di bambini. Nei casi invece in cui il bambino abbia bisogno di ricreazione mentre la madre non può lasciare la città, entra in funzione la cosiddetta Kinderlandverschickung (invio dei bambini in campagna), grazie alla quale i bambini vengono inviati in campagna, in famiglie private disposte ad accoglierli o in colonie appositamente costruite. In tempo di guerra tale istituzione si è sviluppata in maniera poderosa, essendosi riconosciuta la necessità di inviare i bambini in campagna, non solo perché possano ritemprare le forze del corpo, ma anche per sottrarli pili che sia possibile alle conseguenze della guerra, agli allarmi aerei con conseguenti scosse nervose, mancanza di sonno, irregolarità di vita, e via dicendo.

In altri casi ci si limita ad inviare i bambini ogni giorno fuori di città, in speciali luoghi di raccolta, ove possano giuocare all’aria libera e divertirsi con i coetanei, sotto il controllo e la sorveglianza di personale a ciò specialmente addestrato. Per l’aiuto alla madre prima e dopo il parto e in caso di forzata assenza di questa dalla casa, la NSV è solita impiegare anche delle speciali ragazze di aiuto per la casa e per il periodo della maternità. Sono le cosiddette Haushaltshelferinnen e le Mutterschaftshelferinnen, che aiutano la madre, prima e dopo il parto, nei lavori più pesanti, nella cura del bambino ancor  piccolo,   e  si   assumono   la   direzione  della casa e la cura del bimbo, nel caso che la madre, per ricreazione o altra necessità, debba allontanarsene per qualche tempo.

I singoli Comuni del Reich, poi, hanno istituito, sempre sotto la guida della NSV, delle Stazioni Comunali di Assistenza (Gemeindepflegestationen), il cui numero, dal 1935 ad oggi, è salito da 60 ad oltre 5300.

Ma qui non finiscono ancora le istituzioni della NSV, le quali non si limitano, come abbiamo detto, alla cura della madre e del fanciullo, ma intervengono dovunque siano necessari assistenza e buon consiglio. Ecco ad esempio il Bahnhofidienst, il servizio di stazione, il cui intendimento è quello di aiutare, nelle stazioni di una certa importanza, tutte quelle madri e bambini che si trovano in viaggio ed hanno bisogno di aiuto, di assistere malati ed invalidi ed oggi, in tempo di guerra, di collaborare serratamente con la Croce Rossa tedesca per l’assistenza più completa ai feriti in arrivo e di passaggio, ai soldati che si recano in permesso o che cambiano residenza, e via dicendo.

Un’altra istituzione della NSV,  il  Tuberkulose-Hilfswerk (Opera Assistenziale Antitubercolare) si propone di portare il suo aiuto a tutti coloro che sono colpiti da infezione tubercolare, specialmente in  quei casi in cui,    per    particolari    contingenze, mancano ai rispettivi colpiti ed alle loro famiglie gli aiuti di quelle altre istituzioni la cui attività si svolge per l’appunto e specificatamente    in     questo caso.

In un altro settore dell’igiene del popolo, vale a dire nella lotta contro la rachitide, la NSV ha istituito tutto un sistema assistenziale, basato soprattutto sulla somministrazione ai bambini di Vitamina D in forma di Vigantolo, nel sottoporre i medesimi ad irradiazioni ultraviolette o nel fornirli di altri mezzi terapeutici e preventivi per la eliminazione del male.

Ma anche nel campo dell’assistenza spirituale la NSV non ha fatto che crearsi meriti su meriti. Esiste ad esempio, in seno ad essa, una speciale Opera Assistenziale per l’Arte Figurativa (Hilffwerk für bildende Kunst) la quale d’altro non si occupa che di organizzare mostre ed esposizioni per conto di quegli artisti che non sono, per un motivo od un altro, in grado di farlo personalmente. La stessa organizzazione poi si interessa per far acquistare le opere stesse da parte degli enti statili, del partito, di privati, ecc. Fino ad oggi circa l’8o% per cento delle opere esposte in simili mostre e stato venduto.

Anche nei territori annessi negli ultimi anni al Reich ed in quelli occupati dalle truppe tedesche nel corso della guerra la NSV ha potuto svolgere il suo benefico lavoro, con l’assistenza non solo ai soldati ed ai connazionali, ma anche a quegli strati delle popolazioni del luogo che particolarmente erano stati colpiti dalla guerra. Dovunque !a sua opera silenziosa e apportatrice di bene senza chieder compensi ha trovato il più caldo consenso ed una gratitudine senza pari fra chi ha potuto sentirne i benefici effetti.

E specialmente ora che la guerra richiede da tutti sacrifici non comuni e spesso non previsti, una tale istituzione è diventata una delle macchine indispensabili di questa guerra totalitaria che, per essere vinta, richiede la mobilitazione di tutte le forze materiali e morali dei popoli europei.

Share

Comments are closed.