Un documento di fedeltà

Tratto da Signal – fascicolo 3 1944

UN DOCUMENTO DI FEDELTA’

ALCUNE CIFRE CIRCA L’AIUTO PRESTATO DALLA GERMANIA ALL’ALLEATA ITALIA

Le cifre che “Signal” pubblica qui di seguito sono inedite. Esse costituiscono un documento veramente significativo della fedeltà che la Germania di Adolfo Hitler ha dimostrato come alleata.

Il traditore maresciallo Badoglio, passando al nemico, asserì fra l’altro che l’Italia era stata piantata in asso dalla Germania. Non occorreva attendere la grande pubblicazione fatta in ottobre dal Comando Supremo delle Forze Armate germaniche, in cui sono documentate le tappe successive del tradimento della cricca badogliana, per mettere in luce l’assurdità e la sfacciataggine di tale asserzione. La condotta dei generali corrotti che circondavano Badoglio era anzi notoria fin da prima del tradimento patente. Nel numero d’agosto della rivista inglese “Nineteenth Century”, redatto prima del colpo contro Mussolini, si trova ad esempio il seguente passo caratteristico circa il tradimento badogliano nei Balcani:

“Era interesse dei generali italiani che Michailovic fosse debole, ma non troppo. Essi perciò conclusero una sorta di semi-armistizio coi cetnik (le bande irregolari serbe). In tal modo Michailovic si trovò in grado di coprirsi le spalle e di risparmiare munizioni, avendo da combattere soltanto contro i Tedeschi e i Croati. Ma anche così egli correva pericolo di consumarne più di quante potesse procurarsene. Michailovic si valeva, per rifornire i suoi magazzini d’armi e munizioni, dell’oro che aveva salvato da Belgrado, trafugandolo nelle montagne. Gli Albanesi gli servivano da intermediari: compravano armi e munizioni dagli Italiani e le rivendevano a Michailovic in cambio d’oro, traendone lauti guadagni. Michailovic si serviva anche dei prigionieri italiani come oggetto di scambio. Per qualche tempo le bande che agivano sul fronte italiano si occuparono unicamente di catturare posti avanzati italiani per poi farsene pagare il riscatto in armi o munizioni. Naturalmente un ufficiale era quotato più di un soldato semplice. Se i cetnik fossero stati in grado di catturare un generale italiano, avrebbero certamente “ricevuto, come prezzo della sua consegna, tutto un arsenale”.

Questa testimonianza originale britannica non ha bisogno di commenti. Non sarà ad ogni modo privo d’importanza riepilogare ancora in che amplissima misura la Germania abbia aiutalo l’alleata Italia.

Dal 18 novembre 1935 al 15 luglio 1936 l’Italia fu sottoposta al blocco economico delle sanzioni, applicate ad essa da 52 Stati. Ebbe allora inizio la grande intensificazione degli scambi commerciali italo-germanici. La Germania sviluppò le proprie esportazioni verso l’Italia, cosicché l’industria bellica italiana poté continuare la sua produzione, che permise di rifornire via via il corpo di spedizione africano. Da quel momento la quota germanica delle importazioni italiane aumentò continuamente, e simultaneamente aumentarono anche in cifre assolute, le importazioni italiane. Nel 1939 la quota germanica delle importazioni globali dell’Italia ammontava al 27,6%; nei 1942 era salita fino a 76,7%.

In questa cifra avevano parte importante le forniture di carbone. La Germania ha fornito annualmente all’Italia 12 milioni di tonnellate di cartone. Ciò contrasta clamorosamente col contegno dell’Inghilterra e dell’America durante la prima guerra mondiale, in cui gl’Inglesi fornirono all’Italia soltanto circa 6 milioni annui di tonnellate di carbone; e si noti che le forze idriche dell’Italia non erano ancora sfruttate largamente, sicché quei rifornimenti rappresentavano ancora di meno, rispetto ai rifornimenti compiuti dalla Germania nella seconda guerra mondiale. Le forniture britanniche vennero inoltre vincolate a gravose condizioni politiche imposte all’Italia. Il diplomatico italiano Silvio Crespi, nel suo libro “Alla difesa d’Italia in guerra e a Versaglia”, ha narrato diffusamente a quali indegni ricatti fosse allora esposta l’Italia. Fra le altre merci fornite all’Italia per alimentare la sua industria bellica, basti ricordare: acciaio, metalli per leghe di acciaio speciali, rottami, minerale di manganese, rame, piombo, stagno, caucciù naturale e potassa ecc. ecc.: quasi tutte sostanze che nella stessa Germania sono soggette a rigorosa economia d’impiego. Durante questa guerra, la Germania ha poi fornito soprattutto all’Italia parecchi milioni di tonnellate di oli minerali, sicché la flotta italiana sarebbe stata perfettamente in grado di uscire al largo incontro al nemico, se il suo comando l’avesse ordinato. Vennero inoltre forniti all’esercito italiano, dal principio della guerra in poi, materiali bellici ed armamenti per un valore di oltre un miliardo e mezzo di marchi. Ben 1400 cannoni di ogni calibro e gran numero di pezzi antiaerei, riflettori, mortai, motori e carri armati, oltre a bombe d’ogni sorta e mine, vennero spediti in Italia. L’intendenza dell’esercito germanico ha perfino messo a disposizione dell’esercito italiano 300.000 serie d’uniformi e biancheria. Il complesso di questo equipaggiamento rappresenta da solo un valore di circa 500 milioni di marchi.

Nel corso della guerra, manifestandosi in Italia uno scarseggiare di determinate derrate, la Germania ha assicurato l’approvvigionamento della popolazione italiana con cereali e patate. Tutto ciò accadeva non già secondo il sistema americano degli aiuti “di prestito e fitto”, col quale — come è noto — gli Americani si fanno ripagare fino al centesimo, mediante compensi in altro campo, ogni loro fornitura: sistema ben noto dal 1940 in poi, quando essi conclusero il famoso baratto di cacciatornediniere contro basi militari.

Sebbene la cricca badogliana sia passata nel campo opposto, essa non ha potuto impedire che nell’Italia meridionale, occupata dagli Anglo-americani, il cambio delia sterlina salisse a 400 lire, mentre prima della guerra per una stellina si ricevevano 70 lire. In tal modo si svolge fin d’ora un saccheggio dell’Italia meridionale e della Sicilia.   I prezzi in lire degli articoli d’uso più comune salgono vertiginosamente, sicché la popolazione italiana delle suddette regioni si trova già ridotta alla miseria. Naturalmente non si parla nemmeno di forniture di carbone ai territori occupati dagli Anglo-americani. La popolazione dell’Italia meridionale è ora condannata a sperimentare sulla propria carne che cosa significhi cadere sotto il dominio straniero. Essa è la vera vittima del tradimento di Badoglio.

Le forze armate tedesche, con pronta azione, hanno impedito che le preziose armi fornite all’Italia dall’industria bellica tedesca cadessero nelle mani del nemico. Le truppe della Repubblica Fascista sapranno valersene, insieme le Divisioni tedesche, contro Inglesi e gli Americani. E la popolazione dell’Italia settentrionale sa che fin d’ora tornano ad affluire i treni che le portano carbone dal Nord.

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