Ich Kämpfe (Io combatto) – nona parte

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continuazione e fine di Lo stile di vita nazionalsocialista
Dr. W. Groß, leader dell’ufficio politico razziale del NSDAP

Insieme con la felicità, il coraggio è un valore dominante per l’uomo nuovo tedesco. Il nazionalsocialismo ricreò il miglior atteggiamento eroico mostrato dalla grande tradizione militare della Germania, il dovere verso la Nazione e l’ideale. Il coraggio si dimostra meglio in tempo di guerra. Sebbene anche in tempo di pace dobbiamo essere guidati in modo coraggioso ed eroico, una richiesta che si volge tanto agli uomini quanto alle donne.
Nella vita quotidiana ci sono molte occasioni di metterci alla prova: non evitando le difficoltà, camminando rettamente anche quando ci sarebbero vie più facili, intraprendendo vie tortuose, stimando un obiettivo superiore a quello indicato dalla propria pigrizia, chiedendo il massimo da se stessi e ignorando i pigri desideri, obbedendo le grandi leggi nazionali piuttosto che coltivare il proprio egoismo, seguendo la propria coscienza in gravi decisioni personali e assumendosene la responsabilità, invece di nascondersi dietro facili scuse e codarda sottomissione. Tutto questo è coraggio ed è una parte necessaria dello stile di vita del nuovo uomo tedesco educato dal nazionalsocialismo. Il coraggio mentale, la battaglia e la lotta con grandi idee nuove. Alla fine, solo le fedi e le credenze hanno un valore per la nazione e la persona che sono state conseguite attraverso uno sforzo onesto, e non quelle che sono state acquisite attraverso l’indolente ripetizione di quello che si è sentito da altri.

Al di là della propria vita, al di là delle lotte e delle vittorie del singolo e della nazione un futuro eterno si pone per i tedeschi in questo mondo. Noi assicureremo il nostro futuro attraverso le nuove generazioni che, i bambini di oggi, gli uomini di domani, gli antenati di una nuova generazione dopodomani, ci legano inscindibilmente con il passato e il futuro. Il nazionalsocialismo ritiene tali legami e quindi la famiglia e i figli quali elementi essenziali di uno stile di vita nazionalsocialista. Significa una speciale realizzazione nella vita di ogni uomo l’essere un membro della famiglia. Dare vita a molti bambini e crescerli è l’obiettivo più alto per una donna. La famiglia è necessaria per chiunque meno che non voglia fare a meno distrattamente delle forze più potenti della vita umana. Inoltre, la famiglia e i figli sono l’unica garanzia per l’esistenza eterna di una nazione, e quindi una richiesta da parte del nostro futuro nazionale alla generazione attuale. Il Reich tedesco risorto, enormemente potente e protetto dalla spada, ora e nei prossimi decenni ha bisogno di famiglie con molti bambini del migliore sangue tedesco per riempire gli spazi che si aprono e per garantire in modo permanente quello che il coraggio delle generazioni presenti sta ottenendo per noi.

La combinazione di vita privata e servizio alla comunità è perfettamente espressa nelle ottimistiche grandi famiglie del nazionalsocialismo. È all’interno della famiglia che il potere più intimo dell’amore e la forte tensione tra i due sessi portano a un pieno compimento nella vita privata e a un contributo significativo allo sviluppo di tutta la nazione. Siamo ugualmente contrari alla negazione e all’ascetismo innaturale che per noi rappresentano l’egoismo di coloro che non vogliono impegnarsi. In questo modo, le famiglie e i bambini crescono come bene più prezioso della nazione poiché essi combinano la felicità individuale con il bene della comunità.

Con questo atteggiamento, l’orgoglio nella loro razza è un aspetto naturale, sia per gli uomini che per le donne. Nel trattare con gli stranieri l’atteggiamento tedesco paleserà il rispetto, il cameratismo e la cooperazione insieme a una incrollabile fiducia in se stesso e un orgoglio razziale che identifica un peccato contro il sangue come il peccato mortale di una nazione.

È questo atteggiamento che pone lo stile di vita nazionalsocialista alla cruciale prova storica. Il destino negherà sempre ad alcuni di noi il pieno compimento nella vita. Coloro ai quali tale compimento è stato negato tuttavia, sono di pari valore e lavoreranno ancor più duramente in modo che le loro prestazioni compensino ciò che non hanno raggiunto in un altro campo. Non si può parlare di un vero e proprio atteggiamento nazionalsocialista nel caso in cui non troviamo il desiderio per una famiglia e dei bambini insieme con la consapevolezza che una nazione benedetta con i bambini significa gioia e dovere. Perché è solo attraverso i bambini che partecipiamo alla vita eterna tedesca e soltanto un uomo superficiale non sente la necessità di una tale partecipazione. Chi ha vissuto la sua vita nei giorni buoni e in quelli bui in conformità con questi principi si troverà ad affrontare la morte con serenità. Egli non desidererà o con noncuranza non cercherà la propria morte, perché anche nelle sue ore più buie, la sua vita è significativa e degna di essere vissuta. Egli non teme la fine né pietosamente la rifugge, perché la morte è parte della vita, tanto naturale e inevitabile quanto la nascita. Proprio come tutte le leggi universali della natura, la morte è indulgente nella sua spietatezza. Cosa viene dopo la morte, nessuno lo sa. In questo campo, l’individuo può seguire il suo istinto di conoscenza o quello in cui vuole pensare e credere. In ogni caso, una vita felice e coraggiosa comprende una morte coraggiosa e fiduciosa. Se la vita è stata buona e sensata, le generazioni future porteranno avanti e completeranno il lavoro della persona che la morte ha preso dalle nostre mani.

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