IRAN – ARI

1939, Berlino, da sinistra Mousa Nouri Esfandiari – ambasciatore iraniano in Germania – e Hassan Esfandiari – portavoce del Parlamento iraniano – in visita al Cancelliere del Reich.

Andando a curiosare in relazione al post immesso nella sezione “oggi accadde” per saperne di più delle relazioni tra l’Iran e la Germania del Terzo Reich, abbiamo solo riscontrato alcune notizie in lingua inglese che abbiamo tradotto e relativi stralci del volume che fa riferimento alla medesima fonte…Sono in corso delle verifiche come ad esempio sul decreto del 1936 che stralciava la posizione dei Persiani dalle restrizioni delle Leggi di Norimberga.

A cura del Dipartimento politico dello NSDAP di Berlino, lo stesso anno (1933) in cui Hitler prese il potere, iniziò la pubblicazione di una rivista dal titolo lran-e Bastan (L’antico Iran). La rivista era finanziata da Siemens-Schukken e da alcuni intellettuali iraniani filo-nazionalsocialisti.

Stralcio estratto dal libro “The Soviet Union and Iran:
Soviet Policy in Iran from the Beginnings of the Pahlavi Dynasty Until the Soviet Invasion in 1941″ (cliccare per ingrandire)

Per promuovere la comune discendenza ariana delle due Nazioni, nel 1936 poi, il Gabinetto del Reich emise un decreto speciale che dispensava gli iraniani dalle restrizioni delle leggi razziali di Norimberga sulla base del fatto che essi erano “ariani puri sangue” (Lenczowski. 1944, p. 160). E nel 1939, i nazionalsocialisti fornirono i Persiani di quella che può essere definita una libreria tedesca scientifico. La biblioteca conteneva oltre 7.500 libri accuratamente selezionati “per convincere i lettori iraniani … della parentela tra il Reich nazionalsocialista e la cultura ariana dell’Iran” (Lenczowski. 1944, p. 161). In diversi pubblicazioni, conferenze, discorsi e cerimonie, paralleli furono elaborati tra lo Scià di Persia e Hitler, lodando il il carisma e la virtù della Fuhrerprinzip (Rezun. 1982, p. 29).

Hitler divenne un eroe nazionale degli iraniani e di tutti i popoli oppressi ariani. Per esempio, una rivista dal titolo “Nameh-ye Iran-e Bastan” (Giornale dell’antico Iran) identificava Hitler come “uno dei più grandi uomini del mondo”: Adolf Hitler, questo grande uomo studioso della razza ariana, ha distrutto un piano di 2000 anni contro il nazionalismo, e in particolare contro le razze ariane sulla terra … e ha creato un nuovo giorno per il nuovo mondo.

Il giornale scrisse nel numero 28 del 1933: È veramente fonte di gioia vedere che il simbolo dell’Iran dal 2000 a. C., è divenuto oggi un simbolo di orgoglio per i tedeschi, che sono della nostra stessa razza e origine etnica (cit. JAMI, 1983, pp 74-5).

Nel numero 35 del 1935, la rivista scrisse: il segno del trionfo dell’Ariano(svastica) è ovunque ariana e rispettabile, sia sulle ceramiche di Isfahan Masjid-e Shah o sul colonnato di Darvazeh Dovlat a Teheran, o sulla bandiera della Germania o sul braccio di Hitler: Fin dai tempi antichi l’abito nero è stata una proprietà esclusiva della razza iranica.

Stralcio estratto dal libro “The Soviet Union and Iran:
Soviet Policy in Iran from the Beginnings of the Pahlavi Dynasty Until the Soviet Invasion in 1941″ (cliccare per ingrandire)

In effetti l’ideologia dell’arianesimo fu alimentata e sostenuta da una vasta maggioranza di élite persiani e intellettuali.

“La Germania è stata il nostro alleato secolare e naturale, l’amore per la Germania era sinonimo di amore per l’Iran. Il rumore dei passi degli ufficiali tedeschi è risuonato sulle rive del Nilo. Bandiere con la svastica volavano dalla periferia di Mosca, fino alle cime del Caucaso. I Patrioti iraniani attendono l’arrivo dei loro vecchi alleati”.

-Reza Shah

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