31 agosto 1943: 1738 vittime

Avevamo già trattato il bombardamento di Pisa qui, ma ci ritorniamo nell’apposita sezione creata: “Oggi Avvenne”.

Una lunga serie di bombardamenti colpì la città di Pisa il 31 agosto del ’43 Nella memoria dei molti che vissero quei tragici momenti, resta viva l’immagine di una città colpita alle spalle, tradita dalle proprie convinzioni, resa più vulnerabile dalle proprie consuetudini.

Durante la Seconda Guerra Mondiale raramente il conflitto aveva interessato Pisa prima di quel 31 agosto. Il patrimonio artistico della città, unico nel suo genere e per questo unico al mondo, simboleggiava una sorta di protezione perenne dalla follia distruttrice che aveva devastato altri centri, altri luoghi. Molte volte prima di quel 31 agosto 1943 era suonata la sirena dell’allarme aereo. Sempre, prima di quella tragica mattina, si erano rivelati falsi allarmi.

Come vive una città assediata dal conflitto? Con terrore, certo, con l’ossessione che prima o poi le cronache terribili che raccontano gli accadimenti della guerra inglobino anche il proprio presente, la propria quotidianità. Eppure la vita continua, nella speranza che la guerra si concluda il prima possibile e la normalità diventi nuovamente l’unica misura esistente.

Quella speranza fu spezzata a Pisa il 31 agosto 1943. L’impreparazione generale fu dunque una della cause, dopo la massiccia portata del bombardamento, delle molte vittime che contraddistinsero quell’evento. L’azione dell’esercito statunitense si concentrò sul quartiere di Porta a Mare e sulle zone limitrofe. Obiettivi dichiarati furono la Stazione Ferroviaria, le strade che collegavano la città con il territorio a sud, le fabbriche che già allora caratterizzavano il quartiere, il Canale dei Navicelli – fondamentale via di comunicazione tra Pisa e Livorno e di collegamento con il fiume Arno – ma la realtà, alla fine, fu ben diversa.

[stream provider=video flv=http%3A//www.youtube.com/watch%3Fv%3Dk3Jcgch_XUE img=x:/img.youtube.com/vi/k3Jcgch_XUE/0.jpg embed=false share=false width=300 height=169 dock=false controlbar=bottom bandwidth=high autostart=false /]Da quel giorno la città intera diventò un bersaglio sensibile delle operazioni di attacco dell’esercito statunitense, per un totale di 53 bombardamenti, culminati nel 20 giugno 1944 con la distruzione dei principali ponti che collegavano le due parti della città. Le prime valutazioni, realizzate subito dopo il 1945, calcolarono 1738 vittime, eccetto i dispersi, e 200mila i vani distrutti o irrimediabilmente danneggiati.

Oltre alle famiglie che furono colte dal disastro durante l’ora del pranzo (il bombardamento infatti cominciò nell’orario insolito di mezzogiorno), moltissime furono le vittime di coloro che si trovavano all’interno della stazione ferroviaria e nelle zone circostanti. Quando le sirene cominciarono a suonare, tanti cercarono rifugio nel sottopassaggio della stazione. Ma le prime bombe distrussero il sistema idrico che approvvigionava le caldaie delle locomotive, provocando l’allagamento del sottopassaggio e la morte per annegamento di decine di persone.

Share

Comments are closed.