Il 20 ottobre di Goebbels…

Forse per qualcuno non avrà senso il postare quei frammenti che costituiscono un diario come quello di Goebbels, eppure è da questi frammenti che si possono se non capire, almeno intuire molte cose.

20 ottobre 1940 (domenica)

Ieri: tempo stupendo a Parigi. Lavoro intensamente in albergo. Discuto la situazione di Parigi con Schmidtke. L’Alto Comando non ha ancora messo in atto il recente ordine del Führer. Sono passati due mesi. Io faccio un inferno. In un’ora l’ordine diventa operativo.

Schmidt, il ministro degli Interni del Württemberg, mi traccia un quadro della situazione economica in Francia. In una parola: tetra. Il prezzo della sua frivola dichiarazione di guerra.

Knothe si lamenta dell’ambasciata. Il posto ribolle di attività francofila. Roba da dar la nausea!

Goebbels firma autografi in una serata di cameratismo negli studi cinematografici UFA [cliccare per ingrandire]

Di nuovo, massicce incursioni su Londra. Ma nessun bombardamento sul Reich.

Ho mangiato con Göring. Egli ha parlato con Abetz, e, com’era prevedibile, ha una meschina opinione di lui. Uno spaccone!

Volo a Thouville. La costa inglese di fronte a noi. Tempo stupendo. Caccia e caccia-bombardieri ronzano intorno a noi. Sperrle ci sta aspettando. Grande conferenza sulla situazione della guerra aerea. Una macchina organizzativa molto complessa, ma manovrata con precisione tedesca. Non si può che rispettarla. Göring ha tutto che funziona perfettamente. Sperrle è un individuo favoloso. E i suoi uomini, ecco, sono fantastici.

Dopo una visita di tre ore, ritorniamo in volo a Parigi. Addio a Göring, che è particolarmente cordiale. Ci separiamo come amici.

Parigi. Ancora migliaia di cose da risolvere. E una quantità di seccature da Berlino.

La sera, in un piccolo bar dove si cantano canzoni francesi. Molto graziose e affascinanti. Questa città è un posto pericoloso, soprattutto per i Tedeschi non politicizzati. Breve sonno. Presto sarò di ritorno a Berlino.

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