Il 21 ottobre di Goebbels

Forse per qualcuno non avrà senso il postare quei frammenti che costituiscono un diario come quello di Goebbels, eppure è da questi frammenti che si possono se non capire, almeno intuire molte cose.

21 ottobre 1938 (venerdì)

Ieri: una giornata di agitazione e di tensione.

La mattina convoco subito Funk, e lo informo senza riserve della mia situazione. Lui dimostra la massima comprensione cameratesca, e si comporta nei miei confronti come un vero amico. Che sollievo, nelle condizioni in cui mi trovo! Ne sono profondamente commosso. Si offre subito di andare da Göring per dirgli come stanno le cose. Gli raccomando di farsi accompagnare da Helldorff, che è al corrente di tutto meglio di chiunque altro. Goöring si dichiara subito disponibile a ricevere i due, e nel frattempo mi comunica alcune benefiche parole di incoraggiamento.

Nella lunghissima attesa devo cercare di lavorare un po’. Ribbentrop ha ricevuto i ministri slovacchi e ungheresi. A quanto pare per discutere della frontiera in comune tra Polonia e Ungheria. Per lo stesso motivo Beck è stato da re Carol. Continuo a pensare che per noi sarebbe un fatto negativo.

Intorno al centro di Gerusalemme infuria la battaglia. Per gli inglesi non è facile trovare una soluzione al problema della Palestina. Ecco cosa succede a voler fare sporchi compromessi e a cercare di tenere il piede in due staffe.

Adesso Budapest ritira da Berlino tutti i suoi giornalisti ebrei. Era ora.

Con Demandowski discuto una serie di questioni di soggetti cinematografici e distribuzione di ruoli.

Illustro a (Wolfgang) Liebeneiner i criteri cinematografici più attuali. Gli do dei suggerimenti per i suoi nuovi lavori e discuto con lui le modifiche da apportare al suo ultimo film Du und ich [Tu ed io].

Con il Gauleiter Rainer discuto la questione del festival di Salisburgo. La pensiamo allo stesso modo: sarà un vero festival del Reich. Il programma verrà definito in un secondo tempo. Comunque niente Wagner, per non fare concorrenza a Bayreuth.

La signorina Riefenstahl mi racconta dei grandi successi ottenuti da Olympia nei paesi del nord. Si è resa davvero benemerita della causa tedesca. Adesso seguirà il film in America. Le indico alcune regole di comportamento per l’occasione.

Il dottor (Wilhelm) Filchner discute con me la sua prossima spedizione. È un tipo in gamba.

Il Führer attualmente si trova nella zona della Moldavia. Viene accolto con immenso giubilo.

Le condizioni di Ataturk sono molto gravi. Ci si prepara alla sua dipartita.

Il pomeriggio trascorre tra preoccupazioni, pensieri e crucci.

Poi in macchina arrivo quasi fino a Stettino, a velocità pazzesca.

Sosto un attimo sul Bogensee, dove tutto è calmo, tranquillo e sereno. Ma neppure lì riesco a trovare un attimo di pace. Poi rientro a Berlino, e per una eternità rimango in attesa di una telefonata di Funk. Finalmente, dopo lunghe e spietate ore di attesa, la telefonata arriva: Göring mi ha capito.

Poi Funk e Helldorff vengono da me. Mi raccontano del loro colloquio con Göring, che si è comportato da vero camerata: leale, onesto, nobile, amichevole. Ne sono molto felice. Restiamo a lungo insieme al Kaiserhof: Funk, Helldorff e io. Bel terzetto di amici. Torno a casa molto tardi.

Oggi andrò da Göring di persona. E poi lui riferirà al Führer.

 

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