4 novembre 1939…il Neutrality Act viene esteso ovvero sulle provocazioni USA

La politica atlantica di Roosevelt assunse un tono molto più energico subito dopo l’invasione della Russia. Infatti questo accadimento liberò assai più efficacemente di quanto non avesse fatto il patto di neutralità russo giapponese, tutte le forze giapponesi per la tanto sospirata espansione nell’Asia sudorientale. Fu proprio in quest’area che l’America doveva scoprire il reale significato della sicurezza collettiva il Giappone minacciava allo stesso modo gli interessi inglesi, olandesi e americani. Questi interessi erano cosi strettamente interdipendenti che un attacco diretto contro uno qualsiasi di essi avrebbe quasi certamente provocato una guerra tra America e Giappone guerra che neppure l’invasione giapponese della Cina, che durava ormai da quattro anni, era riuscita a provocare.

[cliccare sull’immagine per leggere l’originale del Neutrality Act]

A partire da luglio iniziarono quindi i preparativi da parte americana per l’occupazione dell’Islanda, cosa che avrebbe consentito agli inglesi di destinare ad altri compiti le loro truppe. Questo atto altamente provocatorio suscitò le energiche proteste dell’ammiraglio Raeder, comandante in capo della marina da guerra tedesca, inducendolo addirittura a chiedere a Hitler il permesso di attaccare tutte le navi da trasporto americane. Ma, non desiderando affatto trascinare in guerra l’America, Hitler rispose negativamente.

Il successivo passo di Roosevelt fu quello di organizzare la protezione dei convogli fino all’Islanda e uno scontro tra un cacciatorpediniere americano e un UBoot, anche se l’incidente era stato provocato dal cacciatorpediniere, forni a Roosevelt il pretesto per estendere la protezione americana a tutti i mercantili in navigazione nelle ” acque difensive ” degli Stati Uniti., Roosevelt annunciò la decisione di adottare la politica dello ” sparare a vista “.

Il riferimento di Roosevelt alle ” acque difensive ” fu un curioso stratagemma. L’espressione, potendo coprire praticamente qualsiasi settore, era molto simile a una definizione classica della libertà dei mari; se dunque Hitler avesse deciso di lanciare una indiscriminata guerra di sommergibili, l’America saiebbe entrata in guerra esattamente come era avvenuto nel 1917.

Nel tentativo di revocare il Neutrality Act del 1939, il governo avanzò la tesi che esso era stato ideato e approvato per evitare ogni conflitto, ma che le circostanze ne avevano dimostrato il fallimento. Al Congresso il dibattito sulla revoca fu molto serrato. Mentre era in pieno svolgimento, il cacciatorpediniere americano Kearny fu silurato, e ancora una volta Roosevelt sfruttò l’incidente per piegare l’opposizione degli isolazionisti. Si trattava di una deliberata distorsione dei fatti, infatti prima di aprile un cacciatorpediniere americano aveva lanciato bombe di profondità contro un UBoot, e lo stesso Kearny era stato attaccato solo dopo che aveva, per primo, sganciato bombe di profondità. Il 13 novembre, il Congresso approvò la revoca, ma in ambedue i rami del parlamento la maggioranza era stata molto esigua.

La revoca del Neutrality Act e gli ordini di Roosevelt di sparare a vista, avrebbero indubbiamente costituito per Hitler motivi sufficienti per dichiarare guerra all’America. Ma egli preferì attenersi rigorosamente a un atteggiamento di correttezza, e ordinò alle unità della sua marina da guerra di difendersi ma di non sparare per prime. Nel frattempo, in Estremo Oriente lo scoppio della guerra appariva sempre più imminente.

L’evoluzione del Neutraly Act…

Neutraly Act del 1935

Questo atto vietava tutte le spedizioni di armi a entrambe le parti in guerra una volta che il presidente aveva dichiarato l’esistenza di una belligeranza. Inoltre, era proibito a qualsiasi cittadino degli Stati Uniti il viaggiare su navi belligeranti.

Neutrality Act del 1936

Questo atto vietava la concessione di prestiti e crediti verso belligeranti.

Neutrality Act del 1937

Questo atto proibiva l’invio di armi a entrambi i contendenti nella guerra civile in Spagna.

Il principio del Cash-and-Carry del 1939

Roosevelt convinse il Congresso ad adottare una Legge di neutralità meno restrittiva, che prevedeva che le nazioni in guerra che volessero scambiare o acquistare armi dagli Stati Uniti dovessero pagare in contanti e utilizzare le proprie navi per il trasporto delle merci dai porti degli Stati Uniti. Dal momento che la marina britannica controllava ancora i mari, se gli Stati Uniti avessero posto termine all’embargo sulle armi, potevano di certo aiutare la Gran Bretagna, non la Germania. Tecnicamente, il “cash and carry” era neutrale, ma in pratica, favorì fortemente la Gran Bretagna.

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