Hanna Reitsch, una vita per il volo

Dall’emeroteca Thule: Storia del Novecento, agosto 2004

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Hanna Reitsch, una vita per il volo

Giorgio Bifani

Tra le rare eccezioni che videro le donne come protagoniste di rilievo negli avvenimenti della seconda guerra mondiale, un posto decisamente di prestigio venne occupato da Hanna Reitsch. In un periodo dove il pionierismo fu soppiantato dagli eventi bellici, la Reitsch riuscì invece ad emergere ed a ritagliarsi un importante ruolo nel settore aeronautico ed elicotteristico. Collaudatrice di aerei civili prima e militari poi, nonché pilota d’eccezione, la Reitsch volò con qualsiasi cosa il III° Reich le mise a disposizione, dal primo elicottero (il Focke-Achgelis FA-61) alle VI.

Figlia di un medico oculista e di una poetessa, Hanna Reitsch nacque a Hirschberg, in Slesia, il 29 marzo 1912. Le frequenti visite che faceva al padre, insieme al fratello Kurt, presso la clinica di cui il genitore era il direttore, la convinsero, sin dagli albori della sua giovinezza, ad intraprendere la carriera di medico-missionario volante, per portare assistenza a tutti coloro che ne necessitavano, coniugando la sua passione per il volo con il desiderio di rendersi utile ai bisognosi. Sfortunatamente, il Trattato di Versailles, che imponeva alla Germania il completo smantellamento della sua aviazione in virtù della sconfìtta della prima guerra mondiale, ostacolava seriamente questo suo progetto. Si dedicò quindi agli alianti presso l’Aerodromo di Grunau, divenendo in breve tempo una eccellente pilota e conseguendo successivamente il brevetto per questo tipo di apparecchi. I suoi vent’anni le fecero capire che la strada della sua vita la portava verso il cielo, abbandonò quindi gli studi di Medicina per dedicarsi anima e corpo al volo ed in modo particolare del volo a vela. Furono gli anni in cui emersero altri pionieri come Peter Riedel, Heini Dittmar e Wolf Hirth che, insieme alla Reitsch, formeranno una squadra che si rivelerà di vitale importanza per l’aviazione civile e militare tedesca. Nel 1931, quando Hanna era ancora studente di Medicina, stabilì il record di volo su un aliante, rimanendo in cielo per  ben 5 ore e mezza, primato che venne da lei battuto due anni dopo volteggiando in aria per 11 ore e mezza.

Nel 1934 stabilì il record femminile di altitudine arrivando a 2.800 metri, mentre il 1936 la vide conseguire il primato di distanza per alianti, con oltre 305 Km di percorrenza. Il 1937 fu un anno carico di soddisfazioni per la nostra pioniera del volo che, a soli 25 anni, venne incaricata dal Generale Ernst Udet, responsabile del settore di progettazione e sviluppo della Luftwaffe, del collaudo dei nuovi apparecchi che la Germania, nell’ottica del riarmo voluta da Hitler, stava progettando ed iniziando a produrre. Sotto le direttive di Karl Franke, capo dei piloti collaudatori presso il centro sperimentale di Reichlin, la Reitsch divenne bene presto il miglior pilota collaudatore di cui il Reich tedesco disponesse.

Sempre nello stesso anno, in maggio, attraversò la Alpi su un aliante Sperber e ricevette, per questo, la nomina a Capitano. Gli anni Trenta la videro partecipare a numerosi raduni e concorsi aviatori in Finlandia, in Portogallo, in Sudamerica e negli Stati Uniti; i successi che coglieva la fecero divenire ben presto una celebrità nel campo aviatorio. In tutta la sua carriera ella collezionò oltre 40 primati (qualcuno dei quali tutt’ora imbattuto), record che non hanno mai avuto eguali, per una donna, in tutta la storia dell’aviazione. Il suo lavoro a Reichlin proseguiva nel frattempo con il collaudo ed il perfezionamento di due aerei che si sarebbero dimostrati di fondamentale importanza nel corso del secondo conflitto mondiale: il bombardiere da picchiata. Junkers Ju-87 (Stuko) ed il bombardiere Dornier Do-17. Per quanto concerne lo Stuka, le sue esperienze furono di fondamentale importanza e permisero ai progettisti uno studio di aerodinamica che consenti a tale aereo di possedere un carrello fisso. Ancora nel 1937 (il 4 luglio) fece volare da Brema a Berlino il primo elicottero degno di portare questo nome, il Focke-Achgelis FA-61, stabilendo l’ennesimo primato di distanza per voli con elicottero con una percorrenza di oltre 108 Km. L’ FA-61 venne poi ufficialmente presentato nel febbraio del 1938 nel corso del Berlin Motor Show e, durante questo avvenimento, l’elicottero fu fatto volare, in pieno controllo dalla Reitsch, all’interno della Deutschlandhalle Sports Stadium.

Hanna fu una patriota convinta e una fervente ammiratrice di Hitler, la sua adesione al Partito Nazionalsocialista fu quindi una logica conseguenza delle sue convinzioni.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale ridusse drasticamente le manifestazioni aeronautiche internazionali e la possibilità per la nostra amazzone volante di poter conseguire ulteriori primati in ambito aviatorio; la Reitsch si dedicò, quindi, al collaudo delle nuove armi volanti progettate dalla Luftwaffe.

Il 28 marzo 1941 il Führer in persona volle decorarla con la croce di ferro di seconda classe per il lavoro che svolse nell’ambito dello sviluppo di un progetto che consentiva di tagliare i cavi che ancoravano i palloni degli sbarramenti antiaerei in Inghilterra: fu una delle due sole donne insignite di simile onorificenza.

Nel settembre dello stesso anno effettuò il primo volo su quello che sarebbe divenuto il primo caccia intercettore con motore a razzo della storia: il Messerschmitt ME-163, altrimenti noto con il nome di Komet. Durante il primo test, portò in un minuto e mezzo l’aereo a ben 9.150 metri di altitudine alla velocità mai raggiunta di 805 Km/h e con un angolo di cabrata di 65°! I primi voli con i prototipi del Komet furono decisamente i più pericolosi, in quanto l’aereo presentava parecchi problemi sia con il propulsore che in fase di atterraggio. Fu appunto durante una di queste prove (la quinta) che il Komet della Reitsch sub! un serio incidente (non fu l’unico) in fase di atterraggio e che per poco non le costò la vita. Dopo 1′ infortunio, che le fece trascorrere quattro mesi in ospedale, venne insignita, il 5 novembre 1942, della croce di ferro di prima classe, esempio unico, per una donna, in tutta la storia del Reich tedesco.

Al suo rientro presso la base di Peenemunde si rese conto con estremo stupore che la produzione del Komet era già iniziata malgrado i seri problemi che ancora presentava la macchina volante.

Hanna era oramai diventata di casa presso la base di Peenemunde, dove venivano testate le ultime tecnologie belliche e dove si effettuavano gli esperimenti di volo.

Fu sua e di Otto Skorzeny l’idea di dotare i missili terra-terra V-l, nati da un’idea di Werner Vòn Braun, di cabina di pilotaggio, dato che la bomba volante soffriva di gravi problemi di stabilizzazione ed era quindi necessario effettuare sempre dei piccoli ritocchi di rotta. Nacque così la versione pilotata V-IE che, nelle intenzioni della Reitsch, avrebbe potuto essere utilizzata da piloti suicidi, una sorta di kamikaze tedeschi, progetto che non fu mai realizzato.

Negli ultimi giorni del Reich, per la precisione il 26 aprile 1945, le fu chiesto dal suo fidanzato, il Generale Robert Ritter von Greim, di portarlo in volo su Berlino, dove lo attendeva un importante colloquio con Hitler che intendeva nominarlo comandante in capo della Luftwaffe, dopo che Goering venne esautorato per il suo tentativo di trattativa con le forze alleate.

All’epoca la città era già stata invasa dai Russi ed i combattimenti, che si svolgevano casa per casa, rendevano problematico il suo attraversamento. L’unico modo di raggiungere il bunker della Cancelleria era sicuramente dal cielo e nessuno meglio della Reitsch avrebbe potuto riuscire nello scopo. Attraverso una serie di peripezie, compreso un colpo della contraerea sovietica che centrerà l’aereo ferendo Von Greim ad un piede, il velivolo riuscì a raggiungere le immediate vicinanze del bunker ed i due si presentarono al cospetto del Führer che parlò loro dei suoi propositi di suicidio. A questo punto le testimonianze sono discordanti: pare che sia la Reitsch che Von Greim si fossero offerti di morire insieme al Führer, ma che questi, all’inizio favorevole, avesse poi cambiato idea, adducendo la necessità che il nuovo Comandante della Luftwaffe avrebbe dovuto far levare in volo gli ultimi aerei dell’Aviazione tedesca nell’estremo tentativo di salvare il Reich.

Nel bunker Hanna tentò di convincere Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda che aveva manifestato l’intenzione di sacrificare sé e la sua famiglia insieme al Fuhrer, di lasciarle mettere in salvo almeno i suoi sei figli, ma Goebbels aveva deciso: tutta la sua famiglia, figli compresi, non avrebbe dovuto sopravvivere alla caduta del Reich.

Il 29 aprile Hanna e Von Greim decollarono con destinazione Monaco di Baviera dove avrebbero dovuto presentarsi al cospetto dell’ Ammiraglio Karl Doenitz che Hitler nominò suo successore; pochi giorni dopo la Germania capitolava.

Hanna Reitsch non partecipò mai a missioni di guerra malgrado le onorificenze ed i riconoscimenti ricevuti (oltre alle 2 croci di ferro, venne decorata anche con la spilla di diamanti della Luftwajfe); il suo campo rimase rigorosamente quello del collaudo e delle prove di velivoli sia civili che militari. Malgrado questo, alla fine della guerra, venne incarcerata dagli alleati e trascorse in prigione 18 mesi sotto pressanti interrogatori. Liberata nel 1946, ritornò alla vecchia passione: il volo a vela. Per qualche anno, infatti, gli alleati (come alla fine del primo conflitto) proibirono il volo a motore, anche a livello agonistico, in tutta la Germania.

Nel 1951 diede alle stampe il primo dei suoi 4 libri: una autobiografia dal titolo Mein Leben.

Hanna Reitsch si qualificò al terzo posto, vincendo la medaglia di bronzo, nel corso del Campionato Internazionale” di volo a vela svoltosi a Madrid nel 1952: fu l’unica donna partecipante.

Nel 1955 vinse il Campionato tedesco di volo  a vela,  qualificandosi  invece terza, nel corso della medesima manifestazione, nel 1957, stabilendo un ennesimo primato femminile di altezza. Invitata da Indirà Gandhi e Nehru in India nel 1959, Hanna vi soggiornò alcuni mesi e fondò una scuola di volo. Nel 1961 ricevette addirittura un invito alla Casa Bianca dall’allora Presidente della potenza un tempo nemica, John Fitzgerald Kennedy, mentre l’anno successivo si trasferì nel Ghana dove aprì, su invito del Presidente Kwame Nkrumah, di cui divenne amica e confidente, la sua seconda scuola di volo che la impegnò per i quattro anni successivi. Hanna Reitsch rimase attiva nel suo amore per il cielo ancora per tutti gli anni ’70, raggiungendo e battendo diversi primati della categoria, finché un attacco di cuore stroncò la sua esistenza il 24 agosto 1979 a Francoforte: aveva 67 anni.

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