Cosmogonia – 1

I PRIMI DEI

Ogni verità sulla creazione dell’Universo, comincia con Caos. Questo avvenne anche nel caso della nascita del mondo per gli antichi Greci. Da Caos, vennero Notte e Èrebo e Notte, a sua volta, fu la madre di Etere, Giorno, Ipnos (Sonno), Thànatos (Morte), e delle Moire (Parche). Più tardi, Gea divenne la selvaggia e solida base da dove scaturisce ogni vita. Urano, che li racchiudeva con la sua immensità, fu il dio maggiore agli inizi del Mondo.

I TITANI

Gea fu la maggiore protagonista della cosmogonia. Si unì a Urano: La prima coppia divina. Dalla loro unione nacquero i Titani: Il primo nato fu Oceano, che con Teti procreò le Oceanidi.

Iperione, che con Thea generò Elio (il Sole), Selene (la Luna) e Eos (l’Aurora). Ceo che con Febe fu responsabile della nascita di Asteria e Leto.

Crio sposò Euribia (figlia di Gea e Ponto), e generarono Astreo, Pallante e Perseo.

Giapeto che si accoppiò con l’Oceanide Climene, per generare Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo.

Ed infine, Crono (Saturno) che fece coppia con Rea, dalla cui unione nacquero Estia, Demetra, Era (Giunone), Ade (Pluto), Poseidone (Nettuno) e Zeus (Giove) gli dèi che avrebbero governato il mondo, dividendosi il potere su di esso.

Zeus regnò in cielo, Poseidone in mare e Ade nell’Averno, il regno sotterraneo.

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All’inizio, Gea e Urano vissero in armonia, ma poi si separarono. Urano venne mutilato da Crono, e Gea si uni a Ponto, facendo nascere Nereo, Taumante, Euribia, Forco e Ceto. L’unione tra Taumatante e l’Oceanide Elettra diede la luce a Iride ed alle spaventose e voraci Arpie (Aello, Tiella, Ocipete), delle quali parleremo più innanzi. Forco e Ceto, furono i parenti delle Graie (che nacquero già vecchie), e delle tre spaventose Gorgoni, Steno, Euriale e Medusa. Nereo e l’Oceanide Doride ebbero cinquanta figlie, le Nereidi.

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Crono e Rea

Crono, uno dei membri della prima generazione di dèi, fu il solo figlio ad aiutare Gea, ed a vendicarsi di suo padre Urano. Dopo aver castrato Urano, Crono ne prese il posto e gettò i suoi fratelli, gli Ecatonchiri ed i Ciclopi, nel Tartaro, dove erano già stati imprigionati dal loro padre.

Rea che consegna la pietra al posto di Zeus a suo marito e fratello (160 d.C. Roma, Museo Capitolino). [cliccare per ingrandire]

Rea che consegna la pietra al posto di Zeus a suo marito e fratello (160 d.C. Roma, Museo Capitolino). [cliccare per ingrandire]

Quindi, Crono sposò sua sorella Rea, ma faceva in modo che nessuno dei suoi figli restasse in vita, poiché gli fu profetizzato che avrebbe perso il potere per mano di qualcuno da lui stesso generato. Appena i bambini venivano al mondo, Crono li divorava: Estia, Demetra, Era (Giunone), Ade (Pluto) e Poseidone, uno dopo l’altro.

Appena Rea capì di essere di nuovo incinta (di Zeus), si rifugiò a Creta, e partorì in tutta segretezza. Lasciò il piccolo alla Oceanide Metide perchè lo allevasse, dando a Crono una pietra, avvolta in fasce. Egli, scambiandola per il nuovo nato, la ingoiò . Così fu che Zeus si salvò.

Titanomachia

Una volta cresciuto, Zeus forzò Crono ad ingoiare una pozione, che gli fece vomitare tutti i bambini che aveva ingoiato. Tutti i fratelli e le sorelle, quindi, unirono le loro forze, per liberare gli Ecatonchiri ed i Ciclopi e, tutt’insieme dichiararono guerra a Crono, che aveva come alleati i sui fratelli, i Titani. Tutti gli dèi, vecchi e giovani, presero parte a quella che fu definita La Battaglia dei Titani (Titanomachia). Durante la lotta, i Titani avevano il loro campo sul Monte Otri, mentre Zeus ed i suoi alleati, si accamparono sul Monte Olimpo.

I Ciclopi diedero a Zeus lampi, tuoni e folgori; a Poseidone diedero un tridente, e ad Ade diedero un elmetto che lo rendeva invisibile. I tre Ecatonchiri, con le loro trecento braccia, lanciavano enormi rocce contro i Titani. La vittoria, per gli dèi dell’Olimpo, fu veloce, e quindi Zeus, la giovane divinità, succedette all’antica e più primitiva generazione di dèi. Egli fu saggio, con valori superiori, e rappresentò le forze della natura.

Non tutti i membri della generazione dei Titani, comunque, furono al fianco di Crono. Oceano, per esempio, non lo appoggiò , mentre alcune fonti, dicono che Prometeo, figlio di Giapeto, fece molto per aiutare Zeus. Dopo la conclusione della Battaglia dei Titani, Crono ed i suoi fratelli, furono incatenati e gettati nel Tartaro, dove vi erano gli Ecatonchiri che facevano da guardiani.

Atlante

Per alcune figure mitologiche, il nuovo ordine delle cose, che adesso prevaleva, ebbe conseguenze dolorose. Atlante, per esempio, uno dei figli del Titano Giapeto, e fratello di

Atlante condannato a reggere la Terra sulle sue spalle (Tardo Periodo Romano, Napoli, Museo Nazionale). [cliccare per ingrandire]

Atlante condannato a reggere la Terra sulle sue spalle (Tardo Periodo Romano, Napoli, Museo Nazionale). [cliccare per ingrandire]

Prometeo e Epimeteo, venne punito molto severamente per il ruolo svolto nella guerra contro Zeus. Venne infatti mandato ad ovest, alla fine della Terra, dove si trovano i confini di Notte e Caos, e dove le Esperidi stanno a guardia delle loro mele d’oro, come noi vedremo tra poco. E lì venne condannato a restare, in eterno, reggendo il Cielo sulla terra, o la Terra ed il Cielo insieme, o l’asse terrestre. Secondo un altro mito, Atlante era stato il re di un regno fiabesco oltre l’oceano; una terra chiamata Atlantide.

LA BATTAGLIA DEI GIGANTI

Quando Zeus punì i Titani, Gea si arrabbiò perché alcuni dei suoi figli vennero puniti a quel modo (o secondo un’altra versione, perché secondo lei, gli dèi non gli concedevano gli onori dovuti). Per vendicarsi, partorì i Giganti, esseri di mostruosa grandezza e di terribile aspetto, la loro capigliatura era formata da serpenti, e la parte inferiore del corpo, era come quella dei dragoni. La loro vista ispirava terrore, ed erano quasi invincibili. Appena nati, si scagliarono all’attacco dell’Olimpo lanciando torce infuocate, una pioggia di massi ed interi alberi in fiamme. La montana tremò , ed il cielo ed il mare furono un inferno di fuoco. Gli dèi dell’Olimpo furono costretti, ancora una volta, a scendere in guerra, al comando di Zeus e delle sue folgori, fiancheggiato da camerati capaci di sopportare qualsiasi prova: Poseidone, Apollo, Efesto, le Moire, Dioniso ed il suo seguito, e tutti gli altri. Ma il ruolo principale venne svolto da Atena (Minerva), che nacque durante il corso della battaglia, spumeggiante e completamente armata, dalla testa di Zeus.

Ella uccise subito il Gigante Pallante e prese posizione al fianco del padre. La Battaglia dei Giganti si prolungava, e agli dèi venne predetto che non avrebbero potuto vincere senza l’aiuto di un mortale. Questi era Eracle (Ercole), e con il suo aiuto, i Giganti vennero sconfitti, uno dopo l’altro.

Particolare del fregio dell'Altare di Zeus a Pergamo, raffigurante una delle Moire, alleate di Zeus, che combatte con un orrendo gigante [cliccare per ingrandire]

Particolare del fregio dell’Altare di Zeus a Pergamo, raffigurante una delle Moire, alleate di Zeus, che combatte con un orrendo gigante [cliccare per ingrandire]

Zeus che duella con il terribile Tifone, inviatogli da Gea a vendicare la morte dei suoi figli, i Titani (Giara Calcidrica 540-530 a.C. Monaco) [cliccare per ingrandire]

Zeus che duella con il terribile Tifone, inviatogli da Gea a vendicare la morte dei suoi figli, i Titani (Giara Calcidrica 540-530 a.C. Monaco) [cliccare per ingrandire]

 

 

 

Un gigante nudo con elmo, che lotta con un leone (Dal fregio nord della Tesoreria dei Sifiani a Delfo, 525 a.C,, Delfio, Museo Archeologico) [cliccare per ingrandire]

Un gigante nudo con elmo, che lotta con un leone (Dal fregio nord della Tesoreria dei Sifiani a Delfo, 525 a.C,, Delfio, Museo Archeologico) [cliccare per ingrandire]

 

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