Cosmogonia – 2

[Cosmogonia – 1]

LA RAZZA UMANA

Una volta, in tempi molto lontani, quando al mondo vi erano solo dèi immortali e non esseri mortali, toccò agli immortali creare tali esseri che abitassero la Terra. Quando ciò avvenne, Zeus diede ordine a Prometeo ed Epimeteo, figli del Titano Giapeto, di elargire alle creature della Terra doni e poteri. Epimeteo chiese a suo fratello di poter essere lui a distribuire i doni degli dèi. Diede quindi la bellezza ad un animale, la forza ad un altro, l’agilità per controbilanciare ad un altro di taglia più piccola, l’intelligenza per bilanciarne un altro. E continuò ad elargire, decorare, spartire, ma gli mancava la saggezza del fratello. Avendo dato tutti i suoi doni e le armi agli appartenenti al regno animale, lasciò per ultimo l’uomo, nudo ed indifeso, senza armi naturali.

Prometeo

Eracle che arriva, inatteso, a liberare Prometeo (Cratere Attico 610 ca. a.C., Atene, Museo Archeologico) [cliccare le immagini per ingrandirle]

Eracle che arriva, inatteso, a liberare Prometeo (Cratere Attico 610 ca. a.C., Atene, Museo Archeologico) [cliccare le immagini per ingrandirle]

Prometeo, l’amico dell’uomo, rubò allora la saggezza ad Atena, e diede all’uomo la ragione, per quadrare il bilancio. Quindi rubò ad Efesto il fuoco e lo donò ai suoi protetti. Fin d’allora, l’uomo, ebbe il fuoco, per riscaldarsi e tenersi in vita. Prometeo divenne il protettore della razza umana, alla quale insegnò tutto quello che sapeva. Ma ciò indispettì Zeus, che non voleva che la razza umana fosse simile agli dèi. E quando scopri che Prometeo aveva persino rubato il fuoco per loro, liberò le sue folgori e i suoi tuoni: fino a quel momento, il fuoco era riservato ai soli dèi. Prometeo venne punito severamente. Zeus lo incatenò ad una vetta del Caucaso, alla fine del mondo, dove un’aquila si avventava su di lui ogni giorno, strappandogli il fegato, che gli riscresceva durante la notte, cosicché il giorno dopo, l’aquila potesse ristrapparglielo ancora. Dovettero trascorrere trent’anni prima che Eracle lo liberasse da questa terribile punizione.

Una variante a questo mito, ci da un’altra spiegazione dell’ira di Zeus per Prometeo. Una volta, durante un sacrificio, ingannò Zeus con un’astuzia: fece a pezzi un bue, mise da parte i pezzi migliori e li nascose sotto la pelle dell’animale, mentre dall’altra, dispose abilmente le ossa spolpate, e le copri d’un bel grasso dall’aspetto appetitoso. Zeus, invitato a scegliere, si prese le ossa, credendo fosse la parte migliore. Quando s’avvide dell’inganno, si abbandonò ad una collera violentissima punendolo come già detto.

Pandora

Efesto, il fabbro dio del fuoco, fabbricò la prima donna con la sua forgia. All’inizio, era solo una statua di metallo, ma era così bella che Zeus decise di darle la vita. Tutti gli altri dèi le fecero dei doni: bellezza, grazia, intelligenza, abilità. Ma il dono di Ermes fu furbizia e falsità, ed Era le diede la curiosità, dono che non l’avrebbe mai lasciata riposare.

Disegno raffigurante Pandora tra i martelli dei Sileni

Disegno raffigurante Pandora tra i martelli dei Sileni

Zeus poi, inviò in dono Pandora ad Epimeteo che, affascinato dalla sua bellezza, decise di prenderla in moglie. Come regalo di nozze, venne loro donato un meraviglioso vaso decorato con oro e pietre preziose. Il vaso era chiuso a chiave e Zeus, dando la chiave a Pandora le disse che se avesse voluto vivere felice con suo marito, non avrebbe mai dovuto usarla.

Per un certo tempo, la coppia visse felice e tranquilla. Ma la curiosità che Era le aveva donato, e che ora faceva parte del carattere della donna, alla fine risultò più forte, ed un giorno, ella aprì il vaso. Ne vennero fuori tutte le miserie e le disgrazie che avrebbero afflitto l’uomo: malattie, cattiveria, dolore e tutto il resto, e per ultima, venne fuori la speranza, come un piccolo uccello che porta un messaggio di consolazione per l’umanità.

Deucalione e Pirra

Venne il tempo in cui l’uomo divenne cattivo, e non vi era nulla di bello o di giusto in quello faceva. Allora Zeus decise di punire l’umanità, facendola perire con un diluvio. Ma per assicurarsi che la razza umana potesse sopravvivere, scelse di salvare Eucalione e Pirra, i soli umani buoni che riuscì a trovare. Pirra era figlia di Epimeteo e Pandora. Zeus fece piovere per nove giorni e nove notti, spazzando via tutte le città ed i villaggi. Quando tutto cessò , Deucalione e Pirra, che si erano rifugiati in un’arca, sacrificarono agli dèi per ringraziarli. Quindi, seguendo le istruzioni di Zeus, diedero vita ad un’altra razza umana.

Efesto creò Pandora con acqua e terra, bella come una dea, ed Atena la vestì e la ornò. In questa rappresentazione, Pandora è chiamata Anesidora. (Interno di un calice 470-460 a.C., British Museum)

Efesto creò Pandora con acqua e terra, bella come una dea, ed Atena la vestì e la ornò. In questa rappresentazione, Pandora è chiamata Anesidora. (Interno di un calice 470-460 a.C., British Museum)

Dopo essersi coperti i volti, cominciarono a camminare diritto davanti a loro, senza guardarsi indietro o intorno, e lasciando cadere, di tanto in tanto, delle pietre. Da quelle lasciate cadere da Deucalione, spuntavano altrettanti uomini, mentre le donne venivano fuori da quelle lasciate cadere da Pirra. Anche la nostra coppia ebbe poi dei figli che vennero considerati come un’emanazione dello stesso Zeus: Elleno, Anfizione, Protogenia, Melantia, Tea e Pandora.

Elleno, il loro primogenito, venne considerato il capostipite degli Elleni (i Greci).

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