Anteprima Rivista!

Sebbene sul primo numero del 2013 della Rivista Thule Italia – in uscita a fine mese – venga continuata la traduzione dell’Intervista a Degrelle, non possiamo esimerci dal riportare due brevi estratti. Ricordiamo che per ricevere i 6 numeri della Rivista direttamente a casa si può sottoscrivere l’abbonamento presso il portale della Thule Italia Editrice, dove è altresì possibile acquistare gli arretrati.

«In fondo, io sono sempre stato fondamentalmente un antiparlamentare. Già gliel’ho detto: non è la sola forma valida di rappresentazione, anche se non è neppure la più detestabile. Ma per me un solo uomo è perfettamente in grado di rappresentare il popolo, e pure molto meglio di una schiera di centinaia di deputati o di senatori tonti, e spesso proprio stupidi.
Il reclutamento dei parlamentari è sempre stato qualcosa di squallido.
Per essere nominato guardia campestre bisogna fare – e passare – un esame. Per essere deputato, vale a dire diventare colui che crea le leggi ed è responsabile della vita di un intero Paese, invece non ti viene richiesto nulla. L’ultimo dei sottosviluppati, quello a cui non affideresti neppure il compito di spazzar via gli escrementi degli animali, può andarsene in giro per il Parlamento, da vero fanfarone, se solo un partito decide di metterlo in pista».

«Fin dal primo giorno avevo preso delle precauzioni. Per esempio, i miei deputati non potevano viaggiare in prima classe. Non c’è nulla di più pericoloso che viaggiare in gruppo negli scompartimenti dei deputati. Ai parlamentari sono riservati degli scompartimenti speciali: quelli che, fino al giorno prima, non erano nessuno, ora si ritrovano tutti insieme, riuniti in una carrozza di prima classe.
Prima o poi rischiano di entrare in confidenza. È impossibile non entrare in confidenza se ogni giorno passi delle ore faccia a faccia con una persona. E a quel punto perdi inevitabilmente lo spirito combattivo, fai delle concessioni.
Avevo detto ai miei eletti: “Voi viaggerete solo in terza classe; così sarete in contatto diretto con il popolo”».

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