EHWAZ

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“cavallo”; a. isl. jór; got. aìhva; ags. eoh; a. ingl. eh. Cfr. sscr. dcva-s; lat. equus da i.e. EKWO-Presso i Germani il cavallo era associato al culto solare ed era l’animale degli eroi e dei re. Tacito

tramanda:

«… particolarità di quella gente (i Germani) è obbedire ai presagi ed ai vaticina dei cavalli. A spese pubbliche se ne nutrono alcuni nelle selve e nei boschi sacri, candidi e non deformati dalle fatiche. Questi, avvinti al carro, sono accompagnati dal sacerdote dal re o dal principe della città che osservano i nitriti ed i fremiti dei cavalli. Nessun auspicio trova maggior fede di questo, non solo tra la plebe, ma anche nell’aristocrazia, poiché tutti considerano i sacerdoti ministri degli dèi e i cavalli loro alleati».

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Nella mitologia germanica il carro solare è trainato da cavalli.

Al principio del II millennio il cavallo da guerra si impone al seguito delle migrazioni arie, anzi come principale responsabile delle travolgenti vittorie, e il suo culto parallelamente si diffonde sostituendosi – del tutto o in parte – al culto pre-ario del toro e della vacca. Il sacrificio del cavallo, Yagvamedha è particolarmente sacro nei culti vedici.

Il simbolismo del cavallo, tra i più complessi, presenta una duplice valenza: tellurica e solare, infera e celeste. Il cavallo nero appare sovente come epifania di forze sotterranee: in Germania la giumenta Mahrt è un demone tremendo. Altre volte è un cavallo bianco che atterrisce con le sue apparizioni.

Sempre in connessione col mondo dei morti sono da ricordare le cavalcature delle valkyrie che la Vòluspà definisce “abili nel cavalcare” (gòrvar at rida). Sleipnir, “Sdrucciolevole”, destriere sciamanico di Odirio ha otto zampe e permette al dio di comunicare con tutti i mondi.

Il cavallo accompagnava sovente il suo signore nel viaggio nell’aldilà.

Anche presso i Celti il cavallo appare come animale funerario.

Il simbolismo del cavallo appare anche in profonda relazione con la fecondità: i Dioscuri greci, come i gemelli Ashvin dell’India, sono possessori di cavalli e presiedono alla terza funzione divina: la protezione della salute e la fecondità, nonché alla terza classe sociale, quella dedita alla produzione (agricoltura, allevamento, commercio).

La connessione cavallo-acque-fecondità (protezione divina sulla salute) è conosciuta nelle più diverse culture: il carattere impetuoso dell’animale lo associa naturalmente alle correnti datrici di vita e di morte. Nella Grecia arcaica il cavallo era sacro a Poseidon, signore degli abissi marini e delle acque terrestri. Il sacrificio di cavalli alle correnti fluviali o alle acque in genere dovette essere praticato già in ambito indoeuropeo.

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