ARTEMIDE, dea della luna e della caccia

Artemide di Vavrona. Dettaglio da un rilievo rotiro del 4° sec. a.C. Museo di Vravrona.

Artemide di Vavrona. Dettaglio da un rilievo rotiro del 4° sec. a.C. Museo di Vravrona.

ARTEMIDE, dea della luna e della caccia

Artemide, figlia di Zeus, venne partorita da Leto nello stesso giorno di suo fratello Apollo. Era la dea della caccia e delle luna. Ancora fanciulla, implorò Zeus affinché gli concedesse di non sposarsi, quindi vagabondava per le foreste, con il suo arco e le sue frecce, accompagnata da cerbiatti e dai suoi amati animali selvatici. Prese parte alla Battaglia dei Giganti, dove con l’aiuto di Eracle, uccise il Gigante Gratione. Era una divinità vendicativa, puniva tutti coloro che mostravano di non aver rispetto per lei. Proteggeva i cacciatori e gli innocenti. Una storia ben conosciuta su Artemide, è quella della vendetta che, insieme con Apollo, si prese su Niobe, figlia di Tantalo. Niobe si vantava di aver dato alla luce dodici figli, mentre Leto solo due. I due dèi vendicarono l’offesa fatta alla loro madre uccidendo, con le loro frecce tutti i figli di Niobe; Apollo i maschi e Artemide le donne. Un’altra vittima della vendicativa ira della dea, fu Attenoe, figlio di Aristeo e della Ninfa Cirene (per altri di Aristeo e di Autonoe), che aveva imparato l’arte della caccia dal Centauro Chirone. Il mito racconta che egli, durante una partita di caccia, avesse sorpreso la dea nuda mentre faceva il bagno in uno stagno. La vendetta della dea fu quella di trasformarlo in cervo e sotto questa forma venne divorato dai cinquanta cani della sua muta.

Artemide era, di solito, adorata nei luoghi montuosi e boscosi, ed ebbe un famoso tempio ad Efeso. Era la patrona delle Amazzoni, una tribù di sole donne che vivevano lontano dagli uomini, e che tributavano alla dea onori speciali. Il famoso Tempio di Efeso, che era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, era dedicato ad Artemide. Era lungo 109 mt. e largo 55 mt. La tradizione vuole che Prassitele sia stato l’autore del meraviglioso altare, mentre il períbolo del Tempio, era decorato con statue di Fidia, Mirane e Policlete, con affreschi di Apelle.

Nelle foto di questa pagina, vediamo quattro statue raffiguranti Artemide. Due di esse hanno le sembianze della dea "cacciatrice" mentre le altre due la raffigurano vestita con elaborati e ornamentati costumi. Interessanti sono le protuberanze, simili a seni, sul torso, simbolo di fertilità.

Nelle foto di questa pagina, vediamo quattro statue raffiguranti Artemide. Due di esse hanno le sembianze della dea “cacciatrice” mentre le altre due la raffigurano vestita con elaborati e ornamentati costumi. Interessanti sono le protuberanze, simili a seni, sul torso, simbolo di fertilità.

Share

Comments are closed.