Ma la cultura germanica vive… [Signal – fascicolo 5 – 1944]

Consigliamo vivamente la lettura di questo documento in cui in un passaggio abbiamo pensato a Diego Della Valle e ai lavori di solo restauro del Colosseo…

Ma la cultura germanica vive…

La scienza e la civiltà germanica hanno ragione dei bombardamenti terroristici

Gli attacchi aerei anglo-americani contro le città tedesche non hanno potuto paralizzare l’industria bellica germanica, ma hanno colpito molte opere culturali. Numerose delle più antiche e più belle chiese sono state distrutte, teatri, musei, biblioteche ed istituti scientifici sono crollati o andati in fiamme, cliniche, edifici scolastici ed aule universitarie sono ridotti in cumuli di macerie. Ma la cultura tedesca vive nonostante tutto ciò. Come essa vive, riferiscono nelle pagine seguenti i cronisti di  guerra Walther Kiaulehn e Hanns Hubmann

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Ventanni or sono uno storico della letteratura scriveva le frasi seguenti: «Supponiamo che la Germania venisse distrutta da una catastrofe, che il popolo tedesco ed i suoi edifici sprofondassero nella terra e che l’aratro rivangasse il suo suolo. Supponiamo inoltre che gli uomini viventi dopo un paio di millenni trovassero per un caso fortuito un esemplare della Canzone dei Nibelunghi e del Faust di Goethe; ebbene, supposto che riuscissero poi a leggere queste due opere, essi potrebbero farsi un’idea esatta di quello che la Germania era stata in passato». La prima di queste opere è un vecchio poema epico, una leggenda rimata di autore ignoto, anzi, di essa non si sa neppure se sia l’opera di uno o di più cantori; l’altra è uno dei drammi del più grande poeta tedesco. Nella leggenda dei Nibelunghi i Tedeschi descrivono se stessi senza ogni riguardo e con tutti i loro difetti; la descrizione è talvolta tanto spinta che il lettore straniero potrebbe pensare che l’autore fosse un nemico del popolo germanico. Ma quelli che hanno saputo concepire questo sublime cantico della fedeltà, sono tedeschi perché essi non hanno dimenticato di narrare che i Nibelunghi nella loro ora più critica e disperata (quando non erano nemmeno più in grado di pregare, né di combattere) hanno cantato e suonato il violino. Il Faust è la tragedia dello scienziato che si trova sulla soglia della vecchiaia e che dubita in Dio perché egli non può sapere tutto e godere tutto ciò che offre la vita. E per questo che egli contrae un patto con il diavolo, ringiovanisce e s’ingolfa sempre più in una grave colpa. Egli, intraprende tutto ciò che ad un essere umano sia possibile intraprendere; ama una semidea ed induce una vergine all’infanticidio, diviene condottiero e cancelliere, contende il suolo al mare, vuole rendere felici tutti gli uomini e muore cieco pei che investito dall’alito della preoccupazione. Tuttavia l’ingannato è il diavolo; perché Faust ha sempre aspirato anche nella sua grave colpa alle mete più alte e più sublimi, e viene quindi redento dalla clemenza divina.

Quel letterato aveva indubbiamente ragione. Se della letteratura tedesca non rimanessero che questi due libri, gli uomini dell’avvenire potrebbero sapere esattamente quale fosse la natura dei Tedeschi. Le loro peculiari proprietà  sono  indelebili ed inconfondibili. Rinchiusi in un cerchio di fuoco, essi cantano e suonano il violino e non abbandonano la vita prima di non averne approfondito e vissuto i suoi ultimi misteri.

Per quanto riguarda la vita culturale dei Tedeschi, gli Americani e gli Inglesi hanno conseguito questo esito: i «Filarmonici Berlinesi», nella loro lunga storia che supera i cinquant’anni, hanno dato per la prima volta un concerto non in marsina e sparato bianco ma in abito da passeggio. Essi hanno suonato fra cumuli di macerie, ma hanno suonato.

Intendiamoci, non è stata la prima volta che i. celebri musicisti si siano esibiti in abito da passeggio. Essi lo fanno già da diversi anni, quando durante le cosiddette «pause di lavoro» che coincidono con le ore meridiane, suonano nei saloni degli stabilimenti berlinesi davanti ai lavoratori. Ma un «concerto filarmonico» è un concerto tradizionale che comunemente ha luogo di sera nella sala da concerto propria della «Philarmonie». Questa volta il concerto ha avuto luogo invece di dopopranzo ed in un’altra sala perché quella antica della «Philarmonie» — il sogno ambito di ogni maestro di musica di questo mondo era quello di poter dirigere una volta In questa sala — è stata bombardata come obiettivo d’importanza bellica. Molti musicisti avevano perduto i loro abiti da festa e specialmente molti auditori avevano perduto i loro migliori abiti, cosicché gli artisti hanno pensato bene di dare il concerto in vestito da passeggio.

Per i Tedeschi cultura vuol dire produrre e coltivare quelle cose che esigono dall’intelletto e dall’animo umano uno slancio ineffabile; religione e buon costume, arte e scienza. Luna cosa non può prosperare senza l’altra, e per la vita dei Tedeschi, esse sono indispensabili come il pane quotidiano.cultura germanica756

Per la concezione tedesca della vita vi sono epoche in cui il corpo non può esigere altra cosa che l’appagamento dei suoi bisogni fisici, ma in cui l’ultima forza vitale si concentra sulle manifestazioni culturali. Una di queste epoche si è iniziata con i bombardamenti terroristici sulla Germania.

Le abitazioni distrutte dai bombardamenti si contano a milioni. Per ricostruirle, vi sono due possibilità: o esse vengono ricostruite esattamente come erano un tempo, oppure in base a nuovi progetti, vale a dire in base a quelle idee che si sono sviluppate nel campo dell’architettura urbana. I Tedeschi hanno scelto questa seconda via, e ciò costituisce l’espressione della loro sempre viva volontà culturale. Nel caso di alcuni danni, prodotti dalle bombe durante gli anni scorsi, si è seguita la prima via.

Le lacune aperte sono state ricolmate nella forma identica a quella originaria. Ma le grandi devastazioni degli ultimi tempi hanno determinato un nuovo orientamento delle considerazioni.

Il ministro del Reich Speer, oltre al suo compito dell’approntamento delle armi e delle munizioni, ha ricevuto anche l’incarico di elaborare fin d’ora un progetto per la ricostruzione delle città  germaniche.

Qualcuno dirà che ciò potrà esser fatto soltanto sulla carta, e che ci si dovrà limitare soltanto alla teoria; ma non è cosi: con la ricostruzione del Teatro dell’Opera di Berlino, rimasto distrutto da  un bombardamento aereo, – anche la nuova costruzione è stata nel  frattempo  nuovamente bombardata – i Tedeschi hanno dato la dimostrazione che essi ricostruiscono immediatamente i loro monumenti culturali, qualora questi si trovino in un posto che si riveli migliore di ogni altro. E nel caso dell’antico Teatro federiciano non si poteva proprio scegliere un posto migliore.

cultura germanica757Tuttavia, le abitazioni delle nostre città dovranno in gran parte venire ricostruite in base a nuovi progetti perché la Germania moderna aspira ad eliminare la contraddizione che nel corso degli ultimi settant’anni si interponeva fra le esigenze della tecnica e le aspirazioni dello spirito. Costretti a ricostruire le loro abitazioni, le vogliono rifare nel miglior modo possibile. La premessa di questa opera di ricostruzione è il lavoro dell’intelletto, cioè la progettazione. Il Tedesco rinuncia in un primo tempo all’abitazione quale manifestazione culturale. La sua abitazione avvenire vive soltanto nei suoi pensieri. Ma le cose a cui egli non può rinunciare, sono i suoi monumenti culturali e la pratica della cultura.

Le cattedrali medievali non si possono far risorgere dalle macerie con la bacchetta magica. La loro costruzione ha richiesto l’opera di numerose generazioni. E dai Tedeschi non si può certo pretendere che essi facciano risorgere nel giro di un anno il sacro splendore delle loro antiche chiese imperiali e borghesi. La piazza del municipio di Lubecca con la vista sulla Marienkirche è stata definita da August Strindberg una commovente opera architettonica europea. Per ricostruire queste opere architettoniche in modo che esse possano suscitare in un poeta dei tempi futuri la commozione della bellezza immacolata, non quella commozione che produce oggi nell’animo il trionfo della barbarie, richiederebbe molto tempo e molta fatica.

Tuttavia, accanto alla produzione delle munizioni i Tedeschi considerano la ricostruzione di simili monumenti colturali quale loro primissimo compito.

Gli Americani hanno ricostruito nel loro paese un’unica città. Si tratta di Williamsburg, nella Virginia. Ma questa è stata danneggiata, come per miracolo, soltanto lievemente.  Ma questa città’ aorta all’inizio del secolo XVIII secolo non era stata distrutta dai bombardamenti aerei. Era stata soltanto imbruttita sempre più dagli Americani moderni degli ultimi ottant’anni. John D. Rockefeller dovette intervenire col suo nome e con il suo patrimonio al fine di ridare a Williamsburg il suo antico aspetto. E perché Williamsburg ridivenisse una « genuina città antica » era necessaria la costruzione o la trasformazione di 220 edifici. Se si pensa all’opera di ricostruzione che la Germania dovrà iniziare per far risorgere, almeno nello splendore delle rimembranze, le sue antiche città che risalgono a più di un millennio, si può ben immaginare che non siano pochi quelli che di fronte ad una simile impresa provarlo un senso di sgomento.

La Germania non ha nessun Rockefeller.

Tuttavia la Germania ha la mentalità e la volontà culturale che possedeva già alcuni millenni or sono: La Germania non è il paese dell’oro, ma un paese di architetti di cattedrali, di pittori e di musicisti. Essa non ha bisogno di milionari e di miliardari. I suoi monumenti culturali non vengono ricostruiti con l’oro, ma con le proprie mani. Non il capriccio di un milionario, bensì la volontà del popolo farà rivivere meglio che potrà l’antica bellezza.cultura germanica759

Tutti i monumenti distrutti non potranno venire ricostruiti; questo è certo già da ora. Il resto rimarrà eternamente l’onta degli adoratori dell’oro. Essi hanno dato l’ordine di  compiere queste distruzioni, perché la Germania ha osato protestare contro il predominio dell’oro nel nome della cultura europea. E contro questi barbari bisogna perfino rendere giustizia a Rockefeller, perché egli ha voluto far ricordare agli Americani i loro antichi ideali. I magnati di mammone non avrebbero ricostruito Williamsburg perché non ne avrebbero tratto nessun profitto: e gli antichi ideali, gli ideali dei pionieri e dei colonizzatori credenti in Dio, essi li avevano calpestati già da molto tempo.

All’epoca in cui Dante era studente, gli auditori dell’università di Parigi sedevano su dei fasci di fieno all’aria aperta. Oggidì numerosi studenti germanici si trovano nelle stesse condizioni. Ma se alcune università germaniche sono oggi costrette a impartire le loro lezioni nelle cantine, esse hanno pur tuttavia mantenuta intatta tutta la loro dignità. Il Teatro dell’Opera di Amburgo dà i suoi spettacoli nei teatri di operetta e nei fienili perché il teatro è rimasto distrutto. Numerosi altri celebri teatri del Reich danno le loro recite in. sale da ballo di campagna e l’Accademia di Canto di Berlino tiene le sue assemblee nei locali di un caffè. Kant, Bach, Mozart, Lessing, Schiller, e Goethe, rimangono sempre quello che erano. Nessuna lettera e nessuna nota musicale si trasformano o perdono il loro valore. Si possono demolire degli edifici, si possono uccidere gli uomini, si possono incendiare i monumenti culturali, ma la cultura è indistruttibile. Il ricordo e la volontà sono immortali. Le forme una volta plasmate, dice Goethe, sono indistruttibili fintanto che esse si sviluppano conservandosi vive.

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