LAGUZ

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“distesa d’acqua”, “acqua”. A. isl. lògr; a. irl. loch; lat. lacus, da i.e. LAKU-. Forse, alle origini, il nome della runa era LAUKAR / LAUKAZ: “porro”, “aglio”, ma anche “crescita”, “prosperità”.

Runa delle acque nel loro aspetto benefico come elemento di fertilità ma anche nel loro aspetto pericoloso e distruttore.

La figura divina cui la runa si riferisce è Njòròr, uno dei Vanir, signore delle acque, il nome del quale è da riconnettersi con ogni probabilità al Nerthus di Tacito che questi definisce come “madre Terra”:

«…adorano Nerto, cioè la Terra Madre, e pensano che essa si interessi alle cose degli uomini, e venga fra loro trasportata con un carro. Esiste in un ‘isola dell ‘oceano un intatto bosco sacro (castum nemus), ed in esso un carro dedicato alla dea, coperto da un drappo. Solamente al sacerdote è concesso toccarlo. Questi comprende che la dea è discesa, e con molta venerazione la segue quando la dea vi si insedia, trainata da due vacche. Sono giorni di letìzia e luoghi di festa quelli ove ella si degna di giungere come ospite. Non si fanno guerre. Non si impugnano armi. Il ferro è rinchiuso. La pace e la quiete sole sono conosciute e amate finché lo stesso sacerdote restituisce al tempio la dea soddisfatta di conversare coi mortali. Dopo il carro, il drappo e, se vuoi crederlo, lo stesso nume (si credere velis numen ipsum) sono lavati in un lago segreto. Gli schiavi che la servono vengono inghiottiti dallo stesso lago. Perciò un arcano terrore ed una religiosa ignoranza circondano questa dea che solo i morituri possono vedere».laguz777

Nell’Edda l’acqua è la sede della vita, il grembo dal quale all’inizio, per la forza fecondante del fuoco, sorse la vita. Dalle acque emerse la prima terra. Dalle acque emergerà la nuova terra dopo che la presente sarà distrutta:

«L’Alto (Odino) rispose: “Certamente la terra si alzerà verde e bella dal mare, cresceranno gli alberi là dove nessuno ha mai seminato”».

60760_180305665319371_1831627_nMa l’acqua è anche la sede del Serpente del Mondo, Jòrmun-eandr (jòrmun- è un prefisso che denota “vastità immensa” e gandr, letteralmente è “bastone magico”). Il Serpe che ucciderà i>orr si annida sul fondo dell’oceano che circonda Miògaròr ed attorno alla Terra di Mezzo con le sue spire si avvolge.

Nel Beowulf’sotto le acque si annidano tremendi demoni notturni abitatori delle paludi stagnanti, oscuri laghi frequentati da forze innominabili, dalle acque profonde che emanano una così intensa malvagità che «cervo braccato dai cani fin sul bordo del lago preferisce essere sbranato pur di non gettarsi in quelle acque».

Tutto ciò ci riporta ad una valenza particolare del simbolismo delle acque, quella che pone l’acqua in relazione con la sfera psichica, col mondo dell’instabilità e del divenire. L'”acqua” è l’elemento che va dominato, “fissato” affinchè possa giungersi alla Sapienza simboleggiata dall’Isola delle mele d’oro (Avallon celtica, Isola delle Esperidi greca). Giasone deve affrontare le insidie di un viaggio pericoloso per giungervi e potrà riuscirvi solo grazie all’aiuto di Athena. Mosè e Remolo sono salvati dalle acque. Cristo e Buddha sono dominatori delle acque.

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