L’aquila

Tratto da F. Hölderlin, Germanien [1801]

E l’aquila che viene dall’Indo e vola
sulle vette innevate del Parnasso
alta sui colli sacrificali d’Italia,
cercando al Padre una felice preda,
l’antica, più di un tempo esperta al volo
si lancia finalmente giubilando
oltre le Alpi e vede paesi dalle molte forme.
[…] e la giovane aquila a voce alta
chiamò Germania: “Sei tu la Prescelta
o tutta amore, e divenisti forte perché portassi una pesante gioia…”

 

e ricordiamo il testo “Dio Che Amavi (a Hölderlin)” della Compagnia dell’Anello

Dio che amavi visitare queste contrade
Ed in figura di aquila
Nessuno mi ha insegnato mai per quali strade
Salire alle tue vette

E se il mio sguardo sale
Trovo soltanto quel sole impassibile e muto
E la distanza è tale
Che si nasconde o mi abbaglia e mi sento perduto

Eppure un po’ ricordo che sul monte Ida
O sulle rive del Reno
Più di duemila anni fa, o molto meno
Tu mi rapisti nel cielo

E dalla quiete inerte tu
Tra le creature volesti strappare me solo
Ricordo le ali aperte che
Al tuo convito mi spinsero nell’alto volo

 

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