EFESTO, dio del fuoco e dell’arte

EFESTO, dio del fuoco e dell’arte

Efesto ubriaco, aiutato da un Satiro (da un'anfora del 430 a.C. ca., B.C. Monaco).

Efesto ubriaco, aiutato da un Satiro (da un’anfora del 430 a.C. ca., B.C. Monaco).

Efesto, figlio di Zeus e di Era, era il dio del fuoco, dei fabbri e dell’arte. Creò gioielli e altri capolavori, ed era anche capace di trasformare tutto; scettri in troni, anfore in robot d’oro. Fu lui, che su richiesta di Tetide, fabbricò  l’armatura di Achille e incise le stupende scene rappresentate sul suo scudo. L’officina di Efesto si trovava a Lemno, ma tutti i luoghi ove vi erano vulcani e fuoco, appartenevano a lui. Era forte di braccia, come tutti i fabbri che passano la loro giornata a martellare sull’incudine, ma era debole nelle gambe. In più, Efesto era zoppo, fatto per il quale, esistono due spiegazioni: secondo una di esse, Zeus stava litigando con Era e il giovane Efesto si permise d’intervenire in favore della madre. Nella sua rabbia, Zeus lo prese per una gamba e lo scaraventò giù dall’Olimpo. Cadde sulla Terra, a Lemno, dove venne accolto con cordialità dagli abitanti che si presero cura di lui, ma rimase zoppo ad una gamba. L’altra versione, invece ci dice che egli nacque già zoppo e che Era, vergognandosene, lo  scaraventò  giù  dall’Olimpo. Cadde nell’oceano dove Tetide ed Eurinome lo salvarono, e lo tennero presso di loro per nove anni, durante ¡ quali visse in una grotta nelle profondità dell’oceano. Comunque, Efesto si prese la sua rivincita sulla madre. Una volta cresciuto, le inviò un trono d’oro, da lui stesso costruito. Non appena Era vi si sedette, ne divenne prigioniera, e solo Efesto avrebbe potuto liberarla. Tutti gli déi dovettero intercedere, per convincere Efesto a tornare sull’Olimpo e liberare la madre. Si dice che Zeus, per appianare le divergenze con Efesto gli diede in moglie Afrodite. Benché fosse estremamente brutto, lo ritroviamo sempre in compagnia di bellissime donne, incluse Charis (la bellezza personificata) e Aglaia, la più giovane delle tre Cariti (Grazie). Tra i figli di Efesto vi furono: l’Agonauta Palemone; Ardalo lo scultore; il ladro Perifete (ucciso da Teseo); e Erittonio.

Il ritorno di Efesto all'Olimpo. Qui Efesto viene rappresentato con le gambe da animale, al contrario di tutti gli altri dèi, non aveva alcuna bellezza fisica. (Caraffa Ionica, 525 a.C. ca., B.C. Vienna).

Il ritorno di Efesto all’Olimpo. Qui Efesto viene rappresentato con le gambe da animale, al contrario di tutti gli altri dèi, non aveva alcuna bellezza fisica. (Caraffa Ionica, 525 a.C. ca., B.C. Vienna).

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