Priapo – Eros – Temi

Priapo, il dio della fertilità

CultePriapeAssomigliava molto a Pan. Le fonti lo vogliano figlio di Dioniso e della Ninfa Chione; di Dioniso e di Afrodite; di Ermes; o addirittura di Zeus. Crebbe a Lampsaco, che egli stesso avrebbe fondato. Priapo fu il dio della fertilità, per il regno vegetale, quello animale, e per l’amore fisico.

L’enorme pene di Priapo, sempre pronto alla riproduzione (o alla punizione), serviva a imporre il suo volere su tutto ciò che proteggeva o controllava. Secondo un’altra versione era la rappresentazione dell’organo maschile come portatore di vita e creazione.

 

Eros, il figlio di Afrodite

Rappresentazione di diversi Eros con giare da vino e fiasche. Bassorilievo dal Tempio dedicato ad Afrodite ed Eros (Lato Nord dell'Acropoli, fine del II sec a.C.)

Rappresentazione di diversi Eros con giare da vino e fiasche. Bassorilievo dal Tempio dedicato ad Afrodite ed Eros (Lato Nord dell’Acropoli, fine del II sec a.C.)

Il bambino nudo con le ali sulle spalle, la testolina piena di riccioli e l’arco dal quale scocca le sue magiche frecce, per gli antichi Greci era il figlio di Afrodite e Ares, prima di diventare il prediletto dei poeti, degli scultori e dei pittori. Il feritore dei cuori degli dèi e degli uomini era considerato il più bello degli dèi, perché in essi ispirava il sentimento più bello e aiutava ad unire le coppie. Anche in tempi più antichi, Eros poteva ammorbidire i cuori più duri ed i caratteri più rudi degli uomini, portando bellezza e voglia di vivere.

 

Temi, la dea della giustizia

Statua in marmo della dea Temi, da Ramnous (3 sec a.C., Museo Archeologico Nazionale)

Statua in marmo della dea Temi, da Ramnous (3 sec a.C., Museo Archeologico Nazionale)

La dea della giustizia, che vegliava sull’ordine morale tra gli dèi e gli uomini e proteggeva i deboli e i maltrattati. Possedeva il dono della divinazione, e aveva il suo oracolo a Delfi, prima che venisse preso da Apollo al quale trasmise la sua abilità. Temi era figlia di Urano e Gea e sorella di Crono, Rea, Mnemosine, Oceano e degli altri Titani.

La sua unione con Zeus diede vita alle Ore, a Eunomia, (“Buona Legge”) a Dice (o Astrea “Giustizia”), a Irene (“Pace”), e alle Moire. La prima delle tre Moire, Cloto era quella che teneva la cannocchia e filava la vita dei mortali; la seconda, Lachesi assegnava all’uomo il suo fato; e la terza, Atropo era colei che recideva il filo della vita.

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