MP 40

E con l’MP40 iniziamo una nuova rubrica dedicata alle armi.

MP 40

La Maschinenpistole 40 (pistola mitragliatrice 40) fu un mitragliatore ideato durante il corso della seconda guerra mondiale dalla Germania e fortemente utilizzato sia dalla divisione Wehrmacht sia dalle Waffen SS. Essa discende da un modello precedente chiamato MP 38.

MP 38

MP 38

Già durante le prime fasi del secondo conflitto mondiale lo stato maggiore tedesco era a conoscenza dell’evidente importanza che le armi automatiche leggere individuali avrebbero assunto durante il conflitto. D’altronde prove circa la validità di questa circostanza si erano raccolte nel 1932 durante la guerra del Chaco (tra la Bolivia ed il Paraguay) e durante la guerra di Spagna, dove furono inviati ingenti quantitativi di MP Schmeisser , di Bergmann mod. 1934 ed Erma. Inoltre, oltre a questi “esperimenti” diretti, si era notato che in vari conflitti, come ad esempio in Etiopia, spesso le sorti delle battaglie erano decise da modelli di mitra provenienti da vari stati europei, che con la loro rapidità di fuoco facevano sentire la propria voce su ogni campo di battaglia.

MP 40

MP 40

La Germania e per sperimentazione diretta e per osservazione delle altrui armi conosceva la versatilità e l’utilità delle mitragliatrici leggere. Inoltre la strategia militare tedesca, l’invincibile Blitzkrieg sulla quale tanto si è scritto, fondata su una guerra di movimento estremamente rapida e potente, imponeva un largo impiego di truppe scelte che fossero in grado di attuare gli sfondamenti nelle linee nemiche ed i rapidissimi mutamenti di fronte che la Blitzkrieg richiedeva. Le truppe dovevano quindi essere equipaggiate con armi leggere ma capaci allo stesso tempo di ingenti ed elevatissimi volumi di fuoco: saranno le Maschinenpistole MP38 ed MP40 a soddisfare questi requisiti.

Milite con MP40

Milite con MP40

In passato le forze Alleate facevano risalire l’ideazione della MP 1938 al progettista Hugo schmeisser ma fonti autorevoli ne attribuiscono la paternità ai tecnici dell’Erma (Erfurt Maschinen-fabrik).Questo è provato dal fatto che l’insieme di percussore e molla di recupero rientrante erano uno sviluppo di sistemi preesistenti nella MP Erma. Non si sa con grande certezza il motivo per il quale l’ideazione dell’arma fu attribuita a Schmeisser: forse generò confusione il fatto che il caricatore montato dalla MP 40 portasse impresso il nome del progettista Schmeisser,visto che lui si occupava della produzione di questo componente del fucile . Il nome poi era altamente evocativo, poiché sta a significare qualcuno che lancia un oggetto con scarsa precisione, ma immensa forza. Schmeisser lavorava comunque presso la Haenel e non per la Erma. Fonti dell’epoca testimoniano infine la paternità della MP 38 e della MP 40 all’ingegnere tedesco Heinrich Vollmer, ponendo fine alla confusione generata dai frettolosi resoconti delle forze alleate.

La MP 38 prende spunto dalla MP 18 (produzione Haenel), un fucile automatico in uso durante il primo conflitto mondiale. E’ tra i primi modelli costituiti interamente in metallo senza inserti in legno od altro materiale. La sua genesi fu giustificata dal fatto che a seguito della campagna di Polonia e del precipitare degli eventi storici la Germania fu costretta ad affrontare una guerra che ben sapeva doveva essere condotta sotto il migliore profilo tattico, economico e tecnologico. L’arma fu privata del manicotto traforato di raffreddamento della canna,ma la sua produzione rimaneva comunque costosa, sicuramente non competitiva. Inoltre presentava il grave difetto (in realtà comune alla maggioranza delle mitragliatrici leggere) di essere dotata di una sicura incapace di arrestare la partenza del colpo incidentale, specie a caricatore inserito. Ciò presupponeva una grave mancanza di sicurezza nei confronti del soldato.

A seguito di ricerche ingegneristiche però si passò ad un modello intermedio detto MP 38/40, dotato di un sistema di sicurezza molto più efficiente della precedente maschinenpistole, ideando infine la MP 40. Questo è il mitra più prodotto durante il corso della guerra,contandone più di 1 milione di armi prodotte. Essa era prodotta senza finitura manuale, utilizzando esclusivamente acciaio stampato: ciò abbatté notevolmente i costi di produzione, rendendo inoltre questa più veloce. Come tutti i mitra tedeschi montava il calibro 9 mm Parabellum. Differiva dall’MP38 inoltre per l’espulsore, l’imbocco del caricatore ed il corpo della culatta, senza scanalature e di diametro ridotto. Era un’arma piuttosto robusta con funzionamento esclusivamente automatico. Dotata di calcio d’acciaio ripiegabile, misurava 81,3 cm di lunghezza con questo esteso e 63 cm con questo ripiegato. La canna era lunga 25 cm, il peso complessivo del fucile era invece di quattro chilogrammi circa. Il caricatore, di forma prismatica, conteneva 32 proiettili disposti in due file. Proprio il caricatore costituisce il punto debole di questo glorioso fucile. Le due file di proiettili, infatti, confluivano in un’unica bocca di alimentazione e questo provocava un grande attrito sul corpo della munizione prima che raggiungesse la camera di scoppio: questo già poteva portare la maschinenpistole a incepparsi. Il meccanismo di carica inoltre tendeva a sporcarsi con facilità, determinando una maggiore facilità al blocco dell’arma. Il problema veniva comunque immediatamente risolto dal soldato senza la necessità di smontare il fucile: per sbloccarlo bastava infatti un sonoro pugno nell’aggancio all’arma. Fu necessario comunque addestrare il soldato ad utilizzare l’impugnatura sopra il caricatore, poiché impugnare questo causava lo spostamento della bocca, provocando problemi nell’alimentazione del fucile;questa operazione veniva facilitata dall’impugnatura a pistola, molto apprezzata dai militari tedeschi. I proiettili uscivano dalla bocca a 370 m/s , con una gittata utile di 100 metri circa. Questo fucile non era comunque fornito a tutta la truppa, ma solo a capisquadra,sottoufficiali ed ufficiali.

In seguito venne prodotto un nuovo modello di MP 40, la MP 40 II, dotata di due caricatori (per un totale di 64 proiettili), la cui massa di fuoco potesse contrastare i fucili russi. L’arma in realtà era poco sicura, disequilibrata ed eccessivamente pesante. Non ebbe quindi grande successo.

MP 41

MP 41

Ad esclusivo utilizzo delle Waffen SS fu prodotta la MP 41, dotata di calcio in legno (senza impugnatura a pistola) e di selettore di tiro. E’ doveroso inoltre indicare che dopo la fine della guerra molti paesi utilizzarono i progetti tedeschi della MP40 per realizzare nuovi fucili mitragliatori.

Come piccola nota a margine aggiungo poi la grande popolarità che questo fucile possiede presso i giovani grazie al suo utilizzo virtuale in alcuni famosi marchi video ludici del genere sparatutto come Wolfenstein, Medal of Honor, Call of Duty.

Pasquale Piraino

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