PRINZ EUGEN LA 7a DIVISIONE DA MONTAGNA DELLE WAFFEN SS – prima parte

Da Storia del Novecento, febbraio 2001.

PRINZ EUGEN

LA 7a DIVISIONE DA MONTAGNA DELLE WAFFEN SS – prima parte

di Massimiliano Afiero

Costituita in gran parte da volontari croati, con lo scopo di contrastare le formazioni partigiane di Tito, fu una delle più combattive unità del Reich.

Paracadutisti tedeschi sulle colline di Drvar

Paracadutisti tedeschi sulle colline di Drvar

Ufficiali della "Prinz Eugen" consultano le mappe durante l'operazione Rosselsprung

Ufficiali della “Prinz Eugen” consultano le mappe durante l’operazione Rosselsprung

I movimenti di resistenza in Jugoslavia

Dopo la fulminea sconfitta militare dell’esercito jugoslavo ad opera delle forze dell’Asse, sia gli italiani che i tedeschi dovettero fronteggiare quasi subito la ribellione armata delle popolazioni slave. Approfittando del rapido spostamento del grosso delle truppe tedesche sul fronte dell’est per l’operazione Barbarossa, molti soldati dell’esercito jugoslavo riuscirono a evitare la cattura e il disarmo iniziando da subito la guerriglia contro le forze di occupazione. Nella Jugoslavia occupata operarono due movimenti di resistenza: l’Armata nazionale jugoslava di Draza Mihailovic e l’Esercito popolare di liberazione di Tito.

Il colonello Mihailovic, non obbedì all’ordine di capitolazione dell’aprile 1941, ed insieme ad altri soldati ed ufficiali sbandati, raggiunse il Ravna Gora, un altopiano tormentato e boscoso della Serbia occidentale. Gli uomini di Mihailovic, chiamati “cetnici”, dal nome dato ai patrioti serbi in lotta contro gli oppressori turchi ed austro-ungarici, già nel mese di maggio del ’41, effettuarono azioni di sabotaggio e di guerriglia contro le forze tedesche. Durante il mese di luglio, i cetnici in collaborazione con i partigiani comunisti di Tito, organizzarono una grande insurrezione in Serbia, mettendo in crisi le forze tedesche che persero il controllo della regione per molto tempo. Nel settembre i cetnici ed i titini smisero di collaborare, pur combattendo contro lo stesso nemico. I contrasti erano di natura puramente ideologica. Mihailovic, fedele al Re ed al governo in esilio a Londra, sognava la resurrezione della Jugoslavia prebellica, vicina alle democrazie occidentali. Tito, comunista croato, sognava invece una repubblica di Jugoslavia comunista e legata all’Unione sovietica.

Da quel momento comunisti e cetnici si combatterono aspramente: alla fine prevalsero i titini, che si conquistarono anche l’appoggio degli alleati, a scapito dei cetnici, accusati di collaborare con le forze italo-tedesche. In realtà i cetnici, per evitare alla popolazione dei villaggi e delle città le spietate ritorsioni dei tedeschi, spesso scesero a patti soprattutto con i comandi militari italiani, per mantenere l’ordine e combattere contro i partigiani comunisti.

Le Milizie territoriali

Soldati della "Prinz Eugen". con un elemento croato, trasportano un ferito

Soldati della “Prinz Eugen”. con un elemento croato, trasportano un ferito

Per combattere i partigiani comunisti e i cetnici i tedeschi cominciarono ad utilizzare milizie territoriali nei territori ottenuti dopo lo smembramento della Jugoslavia: alla Germania erano andate la Slovenia settentrionale, la Stiria e la Carinzia, l’amministrazione del Banato orientale (abitato da minoranze rumene) e la costituzione di un regime militare in Serbia che fu ricondotta ai confini del 1914. Nel territorio della Croazia indipendente, amministrato però militarmente dalla Germania e dall’Italia, nell’ottobre del ’41 i tedeschi con volontari croati residenti in Germania, formarono un’unità ustasha comprendente quattro battaglioni, denominati Prinz Eugen, Ludwig von Baden, General Laudar e Emanuel von Bajern: i volontari indossavano la divisa delle SS e vennero impegnati in Sirmia ed in Slavonia contro i partigiani. Nell’aprile del ’43 la maggior parte dei volontari venne trasferita nella 7a divisione SS Prinz Eugen. Per combattere più efficacemente la guerriglia i tedeschi autorizzarono poi la formazione di alcune divisioni tedesco-croate poste sotto il loro controllo militare: la Vrazja division (divisione del diavolo), la Tigar (tigre) division e la Piava (blu) division. Nella Serbia occupata, retta dal generale Milan Nedic, fu autorizzato il reclutamento di truppe per il servizio di sicurezza interno. Furono create cosi la Guardia serba cittadina, con circa 15.000 uomini; la Guardia nazionale serba, che sostituì la Regia Gendarmeria jugoslava e la Guardia Serba di frontiera. Nel Banato orientale, venne formata un’unità militare sotto il controllo della polizia tedesca, chiamata Banater Staatswache (guardia di stato del Banato) conosciuta anche come Schwarz Poli-zei agli ordini del colonello Ernest Pelikan con una forza di circa 15.000 uomini.

Quando le forze partigiane iniziarono però ad essere meglio organizzate e a diventare un vero e proprio esercito, i tedeschi furono costretti ad impiegare unità regolari dell’esercito e delle Waffen SS. La divisione da montagna delle SS Prinz Eugen nacque proprio per coordinare meglio le operazioni militari tedesche contro le forze partigiane in Jugoslavia.

Formazione della Divisione

L’ordine di costituzione della nuova divisione fu emesso il Io marzo 1942: in essa dovevano confluire volontari tedeschi e volk-sdeutsche dei territori slavi sotto occupazione tedesca. Come comandante della divisione venne scelto il Brigadeführer Arthur Phleps, un soldato di vecchio stampo, con i suoi 62 anni di età. Originario della Transilvania, aveva prestato servizio come ufficiale di Stato Maggiore nell’esercito Austro-Ungarico durante l’ultima guerra. Dopo l’armistizio, riuscì ad entrare nell’esercito rumeno, dove raggiunse il grado di generale, diventando uno specialista delle truppe di montagna. Nel 1940 si arruolò volontario nelle Waffen SS ricevendo il comando del “reggimento Westland della divisione Wiking. Per ordine personale di Himmler lasciò il fronte orientale per i bai-cani dove ci resterà fino alla morte.

La divisione SS Principe Eugenio

Il nome della divisione era quello del Principe Eugenio di Savoia (Parigi 1663 -Vienna 1736), figlio cadetto di Eugenio Maurizio di Savoia Carignano. Entrato nel 1683 a far parte dell’esercito imperiale austriaco al servizio dell’Imperatore Leopoldo Io; per l’alto valore dimostrato in combattimento venne nominato feldmaresciallo nel 1693; nel 1697 sconfisse i turchi a Zenta costringendoli alla pace di Carlowitz (1699). Durante la guerra di successione spagnola, guidò le forze imperiali in Italia, battendo i francesi a Carpi (1701), a Luzzara (1702), a Hochstadt (1704) e a Torino (1706). Nominato a capo del consiglio di guerra dell’Imperatore Giuseppe, sconfisse nuovamente i turchi a Petervadino (1716) e a Belgrado (1717). Tra il 1733 ed il 1735 guidò l’esercito asburgico durante la guerra di successione polacca, senza riuscire però a salvare Philippsburg.

L'Obergruppenfìihrer Arthur Phleps, a sinistra nella foto, con alcuni ufficiali della Divisione. Phleps, che fu il primo comandante della "Prinz Eugen", venne ucciso dai partigiani titini.

L’Obergruppenfìihrer Arthur Phleps, a sinistra nella foto, con alcuni ufficiali della Divisione. Phleps, che fu il primo comandante della “Prinz Eugen”, venne ucciso dai partigiani titini.

L’Odal

Essendo una Freiwilligen Division le SS della Prinz Eugen non avrebbero portato sul bavero della divisa la classica doppia runa ma PODAL, il vecchio simbolo nordico della fedeltà al sangue. Secondo i progetti di Phleps la divisione avrebbe dovuto comprendere due Brigate ciascuna costituite da sei battaglioni, ma quando il Reichsführer Himmler ridusse l’area di reclutamento dei volontari alla sola zona del Bana-to orientale, fu costretto a riorganizzarla su due soli reggimenti da quattro battaglioni ciascuno. Il primo nucleo di volontari arrivò da un battaglione ustasha croato formato nell’ottobre del 1941 con volontari croati residenti in Germania e chiamato proprio Prinz Eugen.

L’afflusso dei volontari del solo Banato, non riuscì però a completare comunque l’organico della divisione, per cui Himmler si vide costretto ad ordinare la coscrizione obbligatoria di tutti gli uomini di età compresa tra i 17 e i 54 anni. Solo così si riuscirono a reclutare circa 15.000 uomini. Per sopperire alla mancanza di ufficiali e sottufficiali, Phleps richiamò molti suoi vecchi commilitoni dell’esercito imperiale austriaco, che andarono ad unirsi ad altri sottufficiali trasferiti da altre unità SS. Molti volontari giunsero anche dai campi di prigionia, da dove vennero prelevati tutti gli ufficiali ed i sottufficiali di origine tedesca che avevano combattuto nell’ex-esercito jugoslavo. Con queste forze venne completato l’organico della Freiwilligen Division der SS Prinz Eugen che comprendeva:

– due reggimenti di fanteria da montagna (ognuno con 4 battaglioni);

– un reggimento di artiglieria da montagna (su 4 battaglioni);

– un battaglione esploratori (comprendente anche uno squadrone di cavalleria);

– un battaglione pionieri;

– un battaglione segnalatori;

– un reparto corazzato con carri francesi Hotchkiss.

Vista la particolare natura del territorio jugoslavo e l’impiego della divisione come forza di repressione, alla Prinz Eugen venne aggregato anche uno squadrone da ricognizione aerea equipaggiato con aerei Fieseler Storch. La divisione venne equipaggiata inizialmente con armamenti e mezzi obsoleti dell’ex-esercito jugoslavo, tra cui alcuni vecchi carri armati francesi Renault ed automezzi russi.

Durante l’estate del 1942 la Prinz Eugen venne dislocata nella Serbia meridionale come forza di presidio, per dare tempo agli uomini di completare l’addestramento.

Nell’ottobre 1942, avvenne il battesimo del fuoco lungo il confine tra Serbia e Montenegro sulle montagne ad est del fiume Ibar, in un’azione contro le forze cetniche, che stazionavano nell’area di Kriva Reka, che si concluse con un completo successo registrato nei bollettini di guerra tedeschi. Nel mese di dicembre, i reparti della divisione combatterono nell’area intorno a Zagabria e Karlovac.

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