LVF – Legione dei volontari francesi contro il Bolscevismo (prima parte)

lfvPoiché oggi parliamo di Marc Augier (pseudonimo: Saint-Loup) ci pare giusto parlare della Legione dei Volontari francesi contro il Bolscevismo attraverso la prima traduzione in italia – di Monica – dell’opuscolo originale e che fu pubblicata dalla Rivista Thule Italia nei numeri luglio – agosto e settembre – ottobre 2011.

SOMMARIO

Ciò che ogni francese dovrebbe sapere

 

INTRODUZIONE

Prima Parte

I – LA CREAZIONE DELLA LEGIONE

II – LA LEGIONE DEI VOLONTARI AL FRONTE

III – LA LEGIONE ANTIBOLSCEVICA E LO STATO FRANCESE

IV – ORGANIZZAZIONE DELLA LEGIONE DEI VOLONTARI FRANCESI

V – COMITATO CENTRALE

VI – SERVIZIO SOCIALE DELLA L.V.F.

VII – REALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE

VIII – ASSOCIAZIONE DEI VETERANI DELLA L.V.F.

 

 

Seconda parte

I – PER ARRUOLARSI NELLA LEGIONE

II – VANTAGGI RISERVATI AL LEGIONARIO

III – DISCIPLINA E REGOLAMENTO

IV – LA BANDIERA DELLA L.V.F. È IL TRICOLORE FRANCESE

V – SCUOLA QUADRI

VI – LA VITA IN CASERMA

VII – ORGANIZZAZIONE A VERSAILLES

VIII – LA VITA SUL FRONTE

IX – CONCLUSIONE

X – CITAZIONI

XI – INDIRIZZI DELLE SEDI

 

 

LEGIONE DEI VOLONTARI FRANCESI CONTRO IL BOLSCEVISMO

Ciò che ogni francese dovrebbe sapere

 

INTRODUZIONE

Il presente opuscolo è destinato a coloro che desiderano arruolarsi nella Legione dei volontari francesi contro il bolscevismo.

Le brevi indicazioni che precedono la parte effettivamente documentaria vengono ricordate allo scopo di ben precisare agli interessati ciò che è la Legione, e quali sono i suoi obiettivi.

In questo stato d’animo del popolo francese, è certo che la maggior parte di coloro che manifestano il desiderio di arruolarsi nella Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo si troveranno ad affrontare l’ironia, se non l’ostilità, dei loro concittadini.

I Francesi vivono molto lontano dalle frontiere bolsceviche. Molti di loro non sanno nulla dell’URSS o ne conoscono solo le rappresentazioni ingannevoli e menzognere che hanno dipinto, a partire dal 1917, la Russia dei Soviet come la nazione più moderna e più felice del mondo.

Non è dunque strano che i Francesi, pochi mesi dopo la conclusione di una guerra disastrosa, facessero delle obiezioni a coloro che, partendo, indicavano loro la via del dovere. Essi combatteranno per una causa che molti sentono non essere la loro, e che, tuttavia, è quella di ogni buon Francese.

Non si ripeterà mai abbastanza che la causa per la quale gli Europei stanno combattendo sul fronte dell’Est è quella della civiltà nel suo complesso.

I volontari della L.V.F. sono, tra i Francesi, coloro che, più di ogni altro, servono davvero il proprio Paese. Essi lavorano per restituire alla Francia il rango nel quale era stata posta dalla sua civiltà, dal suo passato, dalla sua gloria e dalla sua potenza.

 

Prima parte

I – LA CREAZIONE DELLA LEGIONE

 

In tutte le nazioni che non erano in guerra, un movimento prese forma molto rapidamente per partecipare a questa crociata. Venne creata una legione spagnola, alla quale si unirono le Legioni scandinava, belga, olandese e danese.

Pochi giorni dopo, i capi dei principali partiti politici, Jean Boissel, Pierre Constantin, Marcel Deat, Eugène Deloncle, Jacques Doriot, si misero d’accordo per creare immediatamente una Legione antibolscevica francese, che doveva rappresentare la Francia sul fronte dell’Est.

Essi ottennero, senza difficoltà, il consenso del maresciallo Pétain e del cancelliere Hitler.

Le Autorità di occupazione concessero ogni agevolazione al Comitato centrale della Legione per consentirle di avere successo rapidamente.

Ciascun partito fece un grande sforzo di propaganda nel proprio Paese. Delle riunioni vennero organizzate un po’ ovunque. Dopo un periodo di raggruppamento necessario per radunare questi uomini di diverse formazioni militari, diversi contingenti di legionari vennero inviati in un campo di addestramento, da dove vennero poi spediti sul fronte russo.

Senza fornire dettagli precisi circa la partecipazione francese alle operazioni, noi possiamo dire che essa fu brillante. Gli uomini della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo hanno saputo dimostrare che essi erano i degni figli di quelli della Marna e di Verdun. È grazie ad essi che, per la prima volta dopo la sconfitta, la bandiera francese è stato issata e salutata dai Tedeschi. Ancora grazie ad essi, durante la cerimonia di inaugurazione della Legione, le corti reali di Versailles sono state scosse dagli accenti vibranti della Marsigliese.

È, infine, grazie ad essi se noi abbiamo potuto gioire per lo stesso spettacolo nel cortile degli Invalidi, il 27 agosto 1942, in occasione della celebrazione del primo anniversario della Legione.

 

II – LA LEGIONE DEI VOLONTARI AL FRONTE

Il comportamento brillante della L.V.F. sotto il fuoco nemico è stato riconosciuto dallo stesso esercito tedesco.

Ecco con quali parole il generale barone von Gablentz, comandante della divisione alla quale venne incorporata la Legione, si esprimeva in una lettera scritta il 16 dicembre al comandante della L.V.F.:

AL COMANDANTE

DELLA 7° DIVISIONE

Sul fronte, il 16 dicembre 1941.

“Caro signor Colonnello,

Mi dispiace profondamente di non essermi potuto congedare di persona da voi, a causa della mia partenza precipitosa.

Che mi sia dunque permesso di farlo con questa mia.

Sarei stato molto felice di potervi salutare insieme alla vostra Legione, che ha combattuto nelle fila della mia divisione contro un nemico comune: il bolscevismo.

Sotto il vostro comando sperimentato, e nonostante le grandi difficoltà che entrambi conosciamo bene, la Legione ha combattuto con coraggio. Nel suo battesimo del fuoco, ha versato il suo sangue e si è così legata al cameratismo necessario per costruire una Europa nuova e felice.

Mi permetta, caro signor colonnello, di esprimere la mia profonda gratitudine per la vostra capacità di comando e la vostra collaborazione amichevole. I miei migliori auguri possano accompagnare voi e la vostra truppa.

Spero che, in questa guerra, la fortuna vi assista sempre, così come lo faccia con i vostri valorosi soldati, e che numerosi successi e onori vi siano resi per la gloria della vostra Patria.

Voglio assicurarvi che per me sarebbe una grande gioia se le nostre strade dovessero incrociarsi nuovamente nel futuro. Spero che voi possiate rimanere il più a lungo possibile presso la mia cara Divisione e che questo vi soddisfi interamente.

Saluto voi, così come i vostri signori ufficiali, i vostri sottufficiali e soldati, pregandovi di credere all’espressione della mia profonda stima, così come ai miei sentimenti di cameratismo”.

Firmato: Il vostro generale

von Gablentz.

Una simile testimonianza non ha bisogno di altre parole.

 

III – LA LEGIONE ANTIBOLSCEVICA E LO STATO FRANCESE

Dal giorno in cui fu decisa la creazione della Legione antibolscevica, una campagna di calunnie e di menzogne si è scatenata nel Paese su istigazione delle forze internazionali giudaiche, desiderose di ostacolare il risveglio della Francia.

Perché mai confutare o discutere le notizie ridicole e puerili di tutti coloro che hanno cercato di impedire che la Legione nascesse? Basta leggere il messaggio che il maresciallo Pétain, il capo dello Stato, indirizzò al comandante della Legione:

“Il messaggio di fedeltà che mi inviate, a vostro nome e per conto dei vostri amici, prima di andare sul campo di battaglia, ha profondamente toccato tanto il soldato che c’è in me quanto il capo di Stato alla vigilia dei vostri prossimi combattimenti.

SONO FELICE DI SAPERE CHE VOI NON SCORDATE DI DETENERE UNA PARTE DEL NOSTRO ONORE MILITARE. Non può esservi compito più utile in questo momento che rendere il nostro Paese fiducioso nella sua propria virtù, ma anche di servire la Francia nella maniera più diretta.

Partecipando a questa crociata di cui la Germania ha preso il comando, guadagnando in questo modo e a giusto titolo la riconoscenza del mondo, contribuendo ad allontanare da noi il pericolo bolscevico, è il vostro Paese che state proteggendo, e nel contempo state salvando la speranza di un’Europa riconciliata.

Per queste ragioni, vi auguro buona fortuna nel compimento del dovere che avete scelto. Da parte mia, io vi seguirò nelle vostre prove con tutta la mia sollecitudine, fino al giorno glorioso del ritorno nella vostra patria”.

Queste parole del maresciallo Pétain sono chiare. Niente, nessuna critica o obiezione, può valere contro delle affermazioni così precise.

La Legione di Volontari, creata dapprima, come già abbiamo detto, per iniziativa dei grandi partiti politici francesi, ha assunto una tale importanza che non è stato più possibile mantenerla nel suo aspetto originario, vale a dire come emanazione di un certo tipo di tendenze.

La Legione è diventata un elemento fondamentale della Francia che si sta creando. Ecco perché essa è stata riconosciuta di pubblica utilità con la legge n. 95 dell’11 Febbraio 1943, che così dice:

Il capo del governo decreta:

Articolo primo. L’Associazione denominata Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo è riconosciuta di pubblica utilità.

I suoi statuti, allegati alla presente legge, sono approvati.

Art. 2. Le disposizioni della legge n. 704 del 18 luglio 1942 e il decreto interministeriale del 16 settembre 1942, si applicano a pieno diritto ai membri della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo e ai loro aventi diritto.

Il pagamento delle pensioni e dei sussidi garantiti secondo i termini delle disposizioni di cui sopra, è garantito, se se ne mostra occasione, per intero o in parte, dallo Stato, tenendo conto e deducendo ogni altro sussidio eventualmente percepito da altra fonte.

Art. 3. In vista dell’attuazione delle garanzie di cui all’articolo 2, la Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo procederà obbligatoriamente alla raccolta di tutti i documenti relativi:

1. Allo stato civile degli aderenti.

2. Al riconoscimento di gradi, servizi e infermità.

3. Ai diritti da stipendi, indennità e pensioni.

Art. 4. I documenti di stato civile e i documenti militari emanati eventualmente da una autorità straniera, seguendo le regole della sua propria legge interna riguardante i membri della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo, faranno fede dinnanzi alle autorità e ai tribunali francesi.

Art. 5. La Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo è sottoposta, in materia finanziaria, al controllo del Segretario di Stato per le Finanze.

Art. 6. Gli ufficiali e i sottufficiali della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo potranno passare di grado nell’esercito per decisione del Capo del Governo, su proposta del Consiglio Centrale della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo e dopo parere conforme del Segretario di Stato per la guerra.

Art. 7. La Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo può essere sciolta dal Capo del Governo.

Art. 8. Le condizioni di applicazione del presente decreto saranno fissate con ordinanze del Capo del Governo.

Art. 9. Il presente decreto sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” e applicato come legge dello Stato.

VICHY, l’11 febbraio 1943.

Pierre LAVAL

 

Gli statuti allegati a questa legge definiscono così i tre obiettivi della L.V.F.:

 

1. Organizzare il reclutamento dei legionari.

2. Garantire i loro diritti e i loro benefici.

3. Organizzare delle opere di solidarietà in loro favore e a favore delle famiglie.

 

IV – ORGANIZZAZIONE DELLA LEGIONE DEI VOLONTARI FRANCESI

 

La L.V.F., la cui sede legale è in 19 rue Saint Georges, è amministrata e gestita da un Segretario Generale, designato dal Capo del Governo, sotto il controllo del Comitato Centrale.

I servizi di amministrazione e di direzione sono a Parigi.

Il territorio è suddiviso in diciotto regioni. A capo di ciascuna regione viene nominato un Ispettore Regionale; in ciascun dipartimento, un Segretario Dipartimentale.

Presidente del Comitato Centrale: Sua Eccellenza M. de Brinon, Ambasciatore di Francia, Segretario di Stato.

 

Servizi principali.

Servizi di propaganda: 12, piazza Malesherbes.

Servizi Sociali: 19, rue Saint Georges.

Servizi Amministrativi: 19, rue Saint Georges.

Delegazione Militare: 12, piazza Malesherbes.

 

V – COMITATO CENTRALE

Il Comitato Centrale della L.V.F. è così composto:

 

Presidente: Sua Eccellenza il Sig. Brinon.

Membri: colonnello Puaud, Delegato Generale Militare.

Giuseppe Darnand, Segretario Generale della Milizia Francese.

J.-M. Renault, Capo della “Giovane Milizia”.

G. Soules, Segretario Generale del M.S.R.

M. Deat, Capo del R.N.P.

J. Doriot, Capo del P.P.F.

P. Constantini, Presidente della Lega Francese.

L. Chasseigne, Direttore Generale della Propaganda Operaia.

Ch. Lesca, Amministratore di “Je suis partout”.

J. de Lesdain, Direttore Politico di “L’illustration”.

Comandante Demessine, ex legionario.

A. de Chateaubriant, Direttore di “La Gerbe”.

M. Boyez, Direttore Aggiunto della Propaganda Operaia.

B. Agostini, Segretario Generale della L.V.F.

M. Lievre, Direttore di gabinetto dei M. de Brinon.

Signora de Morineau, Presidentessa delle Opere Sociali Femminili della L.V.F.

M. Paoletti, Controllore Finanziario.

G. Servant, Presidente dell’Associazione dei Veterani della Legione dei Volontari Francesi contro il bolscevismo.

 

VI – SERVIZIO SOCIALE DELLA L.V.F.

I suoi obiettivi principali sono:

1. Vegliare sulle famiglie dei Legionari durante la loro assenza.

2. Difendere i loro interessi in generale.

3. Guidarli nei loro rapporti con le Amministrazioni pubbliche, con le Casse di assicurazione sociale, ecc.

Esso intrattiene, su loro richiesta, rapporti assistiti con i Legionari che combattono sul fronte dell’Est.

Dà loro la notizie della Francia, fornisce loro delle madrine, degli intrattenimenti (giochi, libri, giornali, ecc.).

Quando sono feriti o malati, li fa visitare nelle sue strutture sanitarie in Francia e corrisponde con loro quando si trovano in cura presso strutture al di fuori dei confini.

Dopo la mobilitazione, con l’aiuto dell’Associazione dei Veterani della L.V.F., esso facilita il loro ritorno alla vita civile, aiutandoli, in particolare, a trovare dei lavori.

In ogni caso in cui venga chiesto il suo aiuto, il Servizio Sociale della L.V.F. fornisce il sostegno materiale e morale più efficace.

 

VII – REALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE

Servizio legale. Un servizio legale funziona presso la sede della L.V.F. due volte alla settimana, il mercoledì e il sabato, dalle 15:00 alle 18:00. I Legionari e i loro genitori potranno trovarvi tutte le informazioni pratiche di cui potrebbero avere bisogno.

Casa per bambini. Un Centro di Accoglienza per bambini dai 4 ai 12 anni è stato aperto, in rue des Belles-Feuilles 51, Parigi (16°), sotto la direzione di M. Brancaccio, un ex Legionario. I genitori che non possono garantire la custodia dei propri figli possono inviarli lì corrispondendo un canone mensile di 360 franchi.

Colonie di vacanze. I bambini delle grandi città potranno essere inviati in vacanza, sia a Joinville sia nei pressi di Lille.

Sanatorio. I Legionari affetti da malattie polmonari sono accolti nel sanatorio di Villers-le-Lac.

Casa di riposo e di convalescenza per feriti gravi. Situata in rue du Général Mangin 8, a Versailles, e diretto dalla signorina Pechaud; è aperta a tutti i feriti gravi che vogliono terminare la propria convalescenza.

Case del Legionario. I Legionari di passaggio sono accolti:

1. A Marsiglia, in rue d’Aubagne 5.

2. A Rouen, in rue Jeanne d’Arc 81.

3. A Parigi, in rue de Tilsitt 5.

VIII – ASSOCIAZIONE DEI VETERANI DELLA L.V.F.

Creata ai primi di marzo del 1943, in seguito a un accordo tra le autorità tedesche e le autorità francesi, l’Associazione dei Veterani della L.V.F. ha messo fine a una situazione particolarmente sfavorevole che dovevano subire coloro che hanno combattuto sul fronte dell’Est.

Situato in rue de Tilsitt 5, a Parigi (8°), l’Associazione ha come finalità:

1. di raggruppare tutti i volontari della L.V.F. che si trovano in Francia (smobilitati o riformati);

2. di mantenerli in un clima simile a quello vissuto al tempo del loro arruolamento;

3.di riqualificarli all’interno dell’attività nazionale;

4. di difendere i loro interessi presso che le autorità franco-tedesche;

5. di donare loro un’istruzione, che gli permetta di diventare dei quadri necessari alla lotta anticomunista in Francia.

I membri dell’associazione sono classificati in due categorie:

a) Membri titolari: i Volontari che sono appartenuti ad una unità a contatto con le truppe nemiche, sia al fronte, sia all’interno del territorio sovietico.

b) Membri aderenti: i Volontari che hanno dovuto, per ragioni onorevoli, fare ritorno in Francia prima di aver potuto combattere.

I membri titolari e i membri aderenti non si distinguono che per il formulario della loro carta. Essi sono trattati esattamente allo stesso modo.

L’associazione è essenzialmente apolitica. Resta inteso che nessuna discussione o attività politica o religiosa potrà essere tollerata in associazione o nella casa, pena l’esclusione immediata pronunciata dal Segretario Generale.

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