La Svastica, simbolo della vita creativa

La Svastica, simbolo della vita creativa

Origine del simbolo.

s1Da quando le legioni germaniche stanno marciando al seguito di bandiere adorne della croce uncinata, anzi da quando il Nazionalsocialismo ha assunto questo simbolo alla gloria rappresentativa di tutta una grande Nazione, gli studiosi di ogni specie si sono dati a ricercarne il valore e le origini, con più impegno e passione di     quanto non fosse stato fatto sino ad allora. Lo scopo che noi qui ci proponiamo non ha però nulla di scientifico. Intendiamo dare soltanto uno sguardo breve e      riassuntivo alla genesi ed allo sviluppo del simbolo,

La maggioranza dei ricercatori sono oggi d’accordo nel ritrovare l’origine della croce uncinata o, come la chiamavano i Latini, gammata, nell’antichissimo culto che l’uomo ebbe per il sole. L’uomo primitivo vide in esso, nella divina ingenuità del suo pensiero, una ruota di fuoco che rotolava per l’immenso padiglione del cielo.

La linguistica ha confermato questa ipotesi. Infatti nella lingua dei primi Germani noi troviamo per indicare la ruota la parole «Hjol», che come ognuno può facilmente immaginare, corrisponde al Greco «Elios», il dio del sole.

Dalla ruota alla croce gammata

Identificato graficamente l’astro con un disco, breve dovette essere il passaggio da questa concezione, in sé statica, a quella dinamica della croce gammata. Essa sorse certamente dalla naturale evoluzione della ruota medesima che, nata originariamente da un disco tagliato da un tronco d’albero, fu in seguito alleggerita e resa più scorrevole intagliandovi dentro grossi buchi a forma di spicchio, in modo da formare come una croce circoscritta da un circolo.

Da questo perfezionato tipo di ruota alla croce gammata il passo fu breve. Perché poi bastò tagliare quattro segmenti in quattro punti corrispondenti ed adiacenti ai quattro bracci della croce, per averne una figura che in quei suoi segmenti ricurvi, rincorrentisi in una medesima direzione, dava immediatamente l’immagine del moto rotante. Come e quando poi i ricurvi angoli della croce uncinata siano divenuti col volgere degli anni angoli retti e come in genere la croce uncinata abbia assunto i multiformi aspetti che i numerosissimi ritrovamenti ci mostrano, non è nostro compito indagare. Forse interesserà più il lettore vedere dove e quando il simbolo ebbe vita.

Terra d’origine e sua diffusione.

Dove ebbe vita dunque questo simbolo cosmico, che poi tanta diffusione doveva trovare fra le genti? Anche qui non v’è accordo totale fra gli studiosi, che il simbolo è con tutta probabilità altrettanto antico quanto l’umanità o quasi ed assai difficile risulta quindi il seguirne le tracce e l’identificarne la provenienza. La più antica iconografia che ne abbiamo fu rinvenuta fra gli scavi di Samarra, in Mesopotamia, una città ricoperta da millenni di macerie e di oblio. Deduzioni geologiche e storiche fanno risalire l’età di questa croce uncinata, dipinta in verde e viola sul fondo di un recipiente d’argilla, a forse 6000 anni prima di Cristo. Ma chi era questo popolo, che in età cosi lontana già modellava vasi e li dipingeva a colori? Anche qui la storia è costretta a mantenere un obiettivo silenzio. Si crede però che esso fosse indogermanico, sceso dai monti del Turkestan occidentale e si sa che esso fu poi sottomesso da un’altra tribù dell’Asia Minore, più precisamente della Siria, di razza pure indogermanica, dando luogo in tal modo alla fusione delle due civiltà.

La più antica croce uncinata è stata scoperta in Mesopotamia, dipinta su un recipiente di circa 8000 anni fa

La più antica croce uncinata è stata scoperta in Mesopotamia, dipinta su un recipiente di circa 8000 anni fa

In tempi a noi più vicini ritroviamo il simbolo della croce uncinata sparso un po’ dovunque, fra i vari popoli e le varie civiltà. Cosi esso fu rinvenuto negli scavi di Micene e di Troia, dove il grande Schliemann rinvenne numerose monete col simbolo, perforate al centro. A Micene esso ornò, dodici secoli avanti Cristo, le tombe degli Atridi. E da questa età si può seguire il diffondersi del simbolo gammato in tutto il bacino dell’Egeo e del Mediterraneo. Non ne sono mancati numerosi ritrovamenti in Africa, Asia e America.

Caratteristico è però il fatto che non lo ritroviamo affatto o quasi fra i popoli di razza semitica. Solo fra le popolazioni di razza indoariana esso appare costantemente attraverso i secoli, pur nelle sue varie forme, e se lo si trova talvolta anche fra popoli di ceppo non indoariano esso vi fu indubbiamente portato nel corso di quelle infinite migrazioni di genti che per millenni e millenni travagliarono la storia dell’uomo. Cosi noi ritroviamo ad esempio il simbolo gammato in Cina ed in Giappone, dove comparve certamente quale prodotto d’importazione della religione buddistica dall’India. Perché noi sappiamo oggi che lo sterminato territorio dell’India fu una delle parti del mondo dove più fortuna ebbe lo sviluppo del simbolo. Il nome stesso di «Svastica» ci viene di laggiù, dalla lingua sanscrita, che chiamava appunto con questo nome la croce gammata e si riallaccia in parte anche alla cosmografia indiana e bramimea, come simbolo cosmico o portafortuna. Budda stesso considerava la svastica come simbolo sacro, che nella visione religiosa di Visnù rappresentava un astro lucente, portatore di vita.

In Italia tale segno fu portato assai probabilmente dagli Etruschi, circa dieci secoli avanti Cristo, nel corso di quelle migrazioni di popoli indoariani di cui abbiamo fatto cenno poco sopra. Dagli Etruschi esso passò evidentemente nel mondo romano e fu poi assunto come simbolo, agli inizi della civiltà cristiana, insieme al pesce, all’ancora, alla colomba e al buon pastore, per ornare le catacombe.

Nel corso dei vari scavi e ritrovamenti si è rinvenuto il simbolo gammato sui più diversi oggetti e nelle più diverse applicazioni. Cosi lo si è trovato su graffiti di roccia, su armi e monete, su calici e recipienti di argilla o terracotta, su ciondoli, anelli o fibule ornamentali, su sepolcri, urne e sarcofaghi e molto spesso come elemento ornamentale su mosaici di ogni specie.

Il simbolo della Germania nazionalsocialista.

Resta in ogni modo, come dato di fatto indiscutibile, consacrato dalle ricerche scientifiche, che la croce uncinata, come simbolo cosmico o solare, come portafortuna o semplice elemento decorativo, come simbolo religioso o guerresco, appare sempre dovunque popoli ariani o che degli ariani avevano assimilato elementi di civiltà abbiano posto piede. Esso è dunque un vero e proprio simbolo delle razze indogermaniche e più particolarmente dell’Arianesimo. Ed è quindi perfettamente comprensibile l’idea di Adolfo Hitler di sceglierlo come simbolo di lotta per la sua grande rivoluzione politica, etnica e sociale, che aveva in sé come elemento base la lotta del pensiero e della civiltà ariana contro il dilagante semitismo «Perché» — egli scrisse in «Mein Kampf» — «noi vediamo nella croce uncinata la missione della lotta per il trionfo dell’uomo ariano e contemporaneamente per il trionfo dell’idea del lavoro creatore e produttivo, che fu e sarà eternamente antisemita».

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