Tokarev (fucili SVT-38 e SVT-40)

Tokarev (fucili SVT-38 e SVT-40)

Fedor Tokarev

Fedor Tokarev

Nel corso del Novecento, dopo il primo conflitto mondiale, la maggior parte degli stati, europei come americani, iniziò una politica rivoluzionaria di cambiamento della natura delle armi d’ordinanza dell’esercito: si è visto il tramonto dell’uso dei fucili a tiro singolo (almeno su larga scala) e l’avanzare delle mitragliatrici leggere. Prima del secondo conflitto mondiale gli eserciti poterono provare la validità delle invenzioni dei propri ingegneri progettisti cedendo i primi modelli prodotti a nazioni impegnate in rivoluzioni civili od in strascichi di guerre coloniali, così da potere evidenziare eventuali difetti da correggere. Per l’Italia e la Germania ad esempio un banco di prova fu costituito dalla guerra civile spagnola, dove i militi locali furono armai con armi italiane e tedesche. Per l’Unione Sovietica il principale banco di prova, oltre la già citata guerra civile, fu l’invasione armata della Finlandia. Questa operazione venne eseguita in opposizione a tutte le norme del diritto internazionale che regolano le relazioni tra gli stati,norme che poi essa stessa avrebbe difeso nel processo di Norimberga  per voce del generale Rudenko, che con modi aggressivi e irosi taccerà come criminali coloro i quali si difesero dalle aggressioni estere,dimenticando di fatto che le sue mani grondavano del sangue dei civili che le sue armate trucidarono: fu facile per Rudenko sparare a dei leoni chiusi in una gabbia. Il conflitto finlandese fu breve, ma sanguinosissimo: le perdite finlandesi ammontano a 50.000 morti (secondo fonti recenti) e 43.500 feriti. Eppure l’esercito finlandese riuscì ad infliggere sonore batoste all’Armata Rossa, che di fatto perse gran parte del suo prestigio internazionale: la Guerra d’Inverno doveva durare pochi mesi, ma i militi russi non furono capaci di concluderla prima di due anni! Questo conflitto mostrò infatti le grandissime deficienze degli armamenti russi, sicuramente peggiori di qualsiasi stato mondiale civilizzato. Stalin risolse il problema applicando il suo metodo consueto,collaudatissimo e sicuro, che egli utilizzò sin dalla primissima giovinezza politica: l’epurazione. Il dittatore comunista fece fuori la maggior parte dello stato maggiore dell’Armata Rossa, rimpiazzando i generali che avevano fallito con altri che, a causa del ricordo della cruenta fine dei loro predecessori, avrebbero svolto meglio i loro compiti,anche con un apparato militare scadente. Un grande dispiacere dello scrivente è costituito dal fatto che mentre nella letteratura di settore si comincia finalmente a quantificare gli eccidi staliniani, non si abbia mai notizia di questo nelle televisioni e nei giornali:eppure verso altre nazioni si approfitta di ogni ricorrenza storica per eseguire la solita campagna di condizionamento del lettore/ascoltatore, non temendo di dare notizie false,anzi presentando queste come assolutamente vere.

SVT 38

SVT 38

Nella riformata Armata Rossa si rese immediatamente evidente la necessità di riorganizzare il piano d’armamento,di fatto incapace di sostenere adeguatamente una guerra moderna. Così si decise di adottare un nuovo fucile a tiro rapido per la fanteria, da utilizzare al posto del fucile d’ordinanza modello 1891 (!!!) derivato dal Mosin-Nagant adottato dalle autorità militari zariste. Venne ideato un nuovo modello, che in realtà non differiva molto dal tipo precedente:in sostanza le novità erano costituite dal calibro 7,62 mm ,dalla canna più corta ed a sezione circolare (invece che esagonale come nel vecchio modello). Novità sostanziali erano invece costituite dal dispositivo di mira,con tacca di mira ed alzo a quadrante graduato sino alla distanza di mille metri (mentre nel Mosin-Nagant le distanze erano scalate in arshin, l’unità di misura russa per la lunghezza) . Pesava 3,9 kg circa ed era lungo 1,2 m;montava inoltre un caricatore da 5 colpi.

Eppure quest’arma doveva servire solo come mezzo temporaneo, prima della creazione di qualcosa di nuovo ed efficiente. Nel 1941 la Russia stava testando dei fucili relativamente nuovi,l’AVS 1936 e l’SVT 1938. La gloriosa Operazione Barbarossa colse la Russia nel mezzo della sperimentazione bellica. Laddove Stalin potette  permettersi  di far la voce grossa con i piccoli stati che egli non si preoccupò di affogare nel sangue dei civili, così non potè fare contro la prima vera unione europea di stati continentali dai tempi del Sacro Romano Impero, guidati da un risorto Reich tedesco la cui supremazia tecnologica e bellica era assoluta. Fu così che il primo fucile, l’AVS 1936, mostrò sul campo tutti i suoi limiti:munizionato con calibro 7,62 mm e programmabile per il fuoco automatico o semi automatico,mostrò gravissimi problemi che lo fecero accantonare e mettere fuori produzione:il meccanismo di funzionamento era infatti estremamente complicato e portava con eccessiva facilità lo sporco ad incunearsi nei meccanismi di scatto,con il risultato di inceppamenti sin troppo frequenti. Si passò quindi al fucile SVT 1938, ideato da Fedor Tokarev.

SvT 40

SvT 40

Per quanto sembra difficile ed arduo potere scrivere quanto segue, bisogna riconoscere che all’interno dell’Armata Rossa ed in generale dell’apparato politico-economico dell’URSS si distinsero persone che, nonostante il giogo opprimente rappresentato dalla violenta dittatura staliniana,poterono operare al meglio con gli strumenti a loro disposizione, riuscendo ad utilizzare i mezzi che la dittatura comunista poteva offrire. Uno di questi fu F?dor Vasil’evi? Tokarev .Egli fu un inventore ed un politico sovietico. Lo scrivente sottolinea che spesso il regime staliniano tendeva a dare cariche politiche a personalità che si distinguevano in ambito scientifico,così da aumentare la sua credibilità all’estero, portando così migliori rappresentanti del regime fuori dai confini dell’Urss. Le notizie circa il suo luogo di nascita sono incerte: secondo alcune fonti nacque il 14 Giugno 1871 nel villaggio di Yegorlykskaya, nell’attuale regione di Rostov,secondo altre invece nacque il 22 Giugno 1871 nel villaggio di Mechetinskoy, nella Regione del Don. Nel 1891 lavora come armiere nel reggimento cosacco Volinia e nel frattempo frequenta la scuola cosacca Junker,che termina nel 1900, con promozione a responsabile dell’armeria. In seguito si iscrive ai corsi della scuola ufficiali a Oranienbaum, terminati i quali inizia la carriera come ingegnere progettista all’interno dell’esercito russo. Comincia qui la sua storia di brillante inventore bellico, che faranno risaltare le sue altissime qualità d’ingegnere: sue creazioni più famose,destinate a rimanere a lungo nella storia delle armi belliche,sono la pistola semiautomatica TT30,la TT33 ed i fucili SVT38 ed SVT40. Per i suoi meriti in campo militare (che riguardano la sola parte scientifica e di ricerca,poiché ad onor del vero si deve dire che Tokarev mai si macchiò le mani dei crimini di guerra che l’Armata Rossa ha compiuto) egli ricevette moltissime onorificenze da parte del regime staliniano: innanzitutto fu membro del Soviet supremo dell’URSS;insignito della medaglia all’ordine della bandiera rossa del lavoro,dell’ordine di Suvorov di II classe, per 4 volte dell’ordine di Lenin e nel 1940 ricevette uno tra i più grandi onori concessi nell’URSS,ovvero il premio di Eroe del lavoro socialista. Non prenderà parte attiva alla guerra, preferendo occuparsi dell’ingegneria meccanica in campo bellico e civile, preoccupandosi inoltre di cercare (per quanto la disastrosa dittatura staliniana consentisse) di migliorare le condizioni del popolo russo,portando le innovazioni tecnologiche anche nei territori più sottosviluppati. Non si sa molto sugli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale, ma sono note le sue pubblicazioni e dissertazioni circa i mezzi di locomozione militari,lo studio sui meccanismi d’azionamento nelle armi moderne,in particolare fucili e mitragliatori. L’ultimo suo scritto risale al 1960, riguardante i pregi del fucile automatico Kalašnikov (scritto all’età di 89 anni). Muore nel 1968 all’età di 97 anni ed i suoi resti mortali riposano nel cimitero di  Vsekhsvyatsokoye, vicino Mosca.

L’SVT38 (Samozaryadnaya Vintovka Tokareva obrazets 1938: “fucile semiautomatico Tokarev modello 1938) era un robustissimo fucile funzionante a sottrazione di gas e può essere ritenuto (come molti dei fucili automatici dell’epoca) ispirato all’italiano Cei-Ringotti dei primi del Novecento. Nel 1930 Stalin aveva indetto una gara per selezionare il futuro fucile della fanteria dell’Armata Rossa:primo si classificò Sergei Gavrilovich Simonov ,con il suo AVS36,ma una volta notate tutte le sue debolezze tecniche si virò sul secondo classificato, l’SVT di Tokarev. Era dotato di calcio in legno con un copricanna traforato costituito parte in ferro e parte in metallo. L’effetto del rinculo era controllato mediante il freno di bocca, un dispositivo applicato all’estremità della canna che stabilizzava il fucile deviando i gas alla loro uscita dalla canna. Il caricatore amovibile conteneva 10 colpi. L’arma era lunga 1,2 m (canna da 635 mm) e pesava 2,95 kg. La velocità del proiettile in uscita era di 831 m/s ed il dispositivo di mira era costituito da un alzo a quadrante con tacche graduate da 100 a 1000 m. La versione per la fanteria presentava una baionetta, mentre ne esisteva un tipo adatto per il cecchinaggio che montava un’ottica disegnata apposta per questo fucile.

SVT Particolare

SVT Particolare

In seguito la produzione dell’SVT38 verrà interrotta per iniziare quella dell’SVT40,una versione del fucile più adatta all’uso militare. A causa della scarsità di fondi e della scarsa industrializzazione sovietica ed efficienza degli apparati,l’Armata Rossa potè permettersene ben pochi, lasciando gli SVT40 come armi per ufficiali e sottoufficiali,armando invece la truppa con l’SVT38 ed il vetustissimo Mosin-Nagant.  L’azionamento risultava sempre a presa di gas regolabile, ma la corsa del pistone era stata accorciata a 22 mm. Di questo fucile se ne fece un “fratello”,esternamente uguale e simile nei meccanismi, ma dotato di un selettore di fuoco automatico-semiautomatico:l’AVT40.  Questo fucile era ancora più costoso e sembra che ne venisse dato in dotazione solamente uno al caposquadra. Non era però molto efficiente,poiché vista la munizione tanto potente la raffica di fuoco perdeva moltissimo in precisione. Vista la similarità comunque spesso le parti dei due fucili (SVT e AVT)venivano intercambiate, rendendo più facile la manutenzione o la ricerca di pezzi di ricambio. L’SVT40 presenta una canna più corta rispetto al suo predecessore (625 mm), ma pesava di più (3,5 kg): questo aumento di peso è da giustificare con la maggiore robustezza del fucile. Essendo un buon fucile semiautomatico da fanteria, si pensò di utilizzarlo per operazioni di cecchinaggio, ma con scarso successo, vista la scarsa stabilità della slitta porta ottica che causò di continui scivolamenti dell’apparato di mira (con relativi ricalibra menti).

I due SVT di Tokarev rimasero in servizio sino al 1942, anno di ripresa della produzione dei nuovi modelli di Mosin-Nagant .

Pasquale Piraino

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