LA GUERRA DI TROIA – prima parte

LA GUERRA DI TROIA

LE CAUSE E LE RAGIONI LA SPEDIZIONE DEGLI ACHEI A TROIA

Paride ed Elena in un disegno del Francese Nadar.

Paride ed Elena in un disegno del Francese Nadar.

La  campagna di Troia fu la grande guerra che portò quel lontano periodo in una grande confusione. Il terribile conflitto durò dieci anni e costò la vita a molti eroi. Gli Achei e gli Eoli, Greci continentali, assediarono e sconfissero i Troiani, Greci dell’Asia Minore. Il mito relativo alla guerra di Troia ci racconta che essa venne combattuta per amore della bellissima Elena. Comunque, la guerra non fu un mito, come ci è stato dimostrato dagli scavi degli archeologi che riportarono alla luce tutto ciò che ci ha raccontato Omero nell’Iliade. Oggi, il mondo intero sa che gli Achei andarono sulla costa opposta alla loro, con tutto il peso della loro forza militare, per sconfiggere la fertile e civilizzata Troia. Erano forti e coraggiosi, quindi perché non avrebbero dovuto conquistare quelle ricchezze, fare schiave quelle bellissime donne e prendere tutto ciò che di bello Ilio poteva offrire? Oltretutto non c’erano grossi problemi per arrivarci. I Troiani appartenevano alla stessa razza, anzi erano parenti. Gli Achei avevano un esercito di 100.000 – 135.000 uomini ed una flotta di 1.186 navi. Tutti i capi degli Achei e degli Eoli presero parte alla campagna. I Troiani avevano una città molto ben fortificata ed erano assistiti dai loro alleati, che erano i popoli circostanti, razze Greche e non: Liei, Misi, Ciconi, Paflagoni, Frigi, Meoni, Cari, Pelasgi, Traci, Assiri ed Etiopi, e forse anche alcuni Egiziani. Famosi eroi Omerici hanno lasciato il loro marchio in questa guerra: Achille, la figura dominante dell’Iliade, Agamennone, Ulisse, Ettore, Paride e molti altri. Gli antichi storici credono che la causa principale della guerra di Troia fosse stata la ricerca di nuove terre, poiché dopo la discesa dei Dori nel 1100 a.C, la Grecia fronteggiava una minaccia per la propria sopravvivenza. Ma il mito che circonda questa guerra ci porta indietro ad eventi che sono in relazione tra essi. Tutto cominciò alla festa per le nozze di Peleo e Tetide.

Anfora a rilievo da Tino, con scene che rappresentano la Guerra di Troia. Datato intorno al 670 a.C e trovato a Micono. (Micono, Museo Archeologico).

Anfora a rilievo da Tino, con scene che rappresentano la Guerra di Troia. Datato intorno al 670 a.C e trovato a Micono. (Micono, Museo Archeologico).

Il matrimonio tra Peleo e Tetide

Peleo rapisce Tetide che sta facendo il bagno ad una sorgente. (Cratere Etrusco, 340 a.C. ca., Roma).

Peleo rapisce Tetide che sta facendo il bagno ad una sorgente. (Cratere Etrusco, 340 a.C. ca., Roma).

Peleo era re di Ftia, terra dei Mirmidoni. Un vecchio mito ci dice che i Mirmidoni, governatili nati da Peleo e suo padre Eaco, fossero una volta formiche che vennero trasformate in uomini per popolare il regno di Eaco.

Peleo sposò la Nereide Tetide. Tutti gli dei parteciparono al banchetto  nuziale, con la sola eccezione di Eris, dea della controversia e della discordia, che ne venne esclusa.  Per vendicarsi di quest’ affronto, Eris scelse il momento opportuno e, lanciò  una  mela d’oro di fronte a tre dee: Era, Atena e Afrodite. La mela, che proveniva dal giardino delle Esperidi,  aveva un’iscrizione: “Alla più bella”. Naturalmente vi fu una discussione abbastanza animata tra le tre dee perchè ognuna  di   esse   reclamava come sua la mela. E come voleva il fato, quella disputa avrebbe  condotto alla caduta di Troia ed  alla  dissoluzione  di Micene, che erano entrambe città molto fiorenti. Lontano, nella Troade, Paride, il giovane principe figlio di Priamo, sorvegliava le sue greggi e Zeus, volle che fosse lui a decidere a quale dea destinare la mela dopo aver valutato le grazie di ognuna, ed inviò Ermes a portargli il suo messaggio. Le dee offrirono al giovane principe i doni che erano in loro potere: Era gli promise di regnare sull’Asia e l’Europa; Atena l’eroismo e la vittoria; ed Afrodite, l’amore della bella Elena.

I Centauro Chirone fu il maestro di Achille e di molti altri eroi, come Giasone ed Eracle. Alcuni miti si riferiscono a lui come re dei Centauri, ed altri asseriscono che era figlio di Crono, e per questo immortale. (Affresco da Ercolano).

I Centauro Chirone fu il maestro di Achille e di molti altri eroi, come Giasone ed Eracle. Alcuni miti si riferiscono a lui come re dei Centauri, ed altri asseriscono che era figlio di Crono, e per questo immortale. (Affresco da Ercolano).

Paride non aveva mai visto Elena, ma la reputazione della donna era così grande che, senza esitare diede la mela alla bella Afrodite. Le altre due dee si adirarono e, più tardi si schierarono dalla parte degli Achei, contro i Troiani nella guerra che sarebbe da li a poco scoppiata. Afrodite istruì Paride su come conquistare Elena.

L’unione tra Peleo e Tetide produsse Achille, che era destinato ad essere l’eroe maggiore della Guerra di Troia. Tetide voleva che suo figlio fosse immortale e lo immerse nelle acque del fiume Stige, reggendolo per il tallone. Il risultato fu che Achille divenne invulnerabile in tutta la sua persona tranne che nel punto in cui lo tenne la madre, ed il detto “Il tallone di Achille” è usato ancora oggi per descrivere il punto debole di qualcuno. Peleo condusse suo figlio dal Centauro Chirone che insegnò ad Achille l’arte della guerra, della caccia, la musica, la pittura e tutte le altre cose in uso a quel tempo.

La scena su questo vaso ci mostra il corteo nuziale di Peleo e Tetide. (570 a.C. ca., Firenze, Museo).

La scena su questo vaso ci mostra il corteo nuziale di Peleo e Tetide. (570 a.C. ca., Firenze, Museo).

Share

Comments are closed.