Karabiner 98k

Karabiner 98k

I fratelli Mauser

I fratelli Mauser

Si nota durante lo studio della macchina bellica tedesca del secondo Novecento una grandissima versatilità negli armamenti, visto che il milite tedesco della Wehrmacht aveva a disposizione un arsenale eccezionale sia qualitativamente che quantitativamente,dato dal grande numero di armi presenti e dalle differenti tipologie (mitragliatrici leggere, pistole, fucili), tutte però accomunate dall’altissima qualità ed eccellente funzionalità. Tra le tante, abbiamo la Mauser karabiner 98k.

Questo era un fucile semiautomatico, derivante da un progetto eseguito su un vecchio fucile della Mauser, il Karabiner 98b, che venne modificato così da diventare un arma più potente ed affidabile, adatta alle nuove tattiche belliche fondate su armi veloci, potenti e facilmente trasportabili. Negli anni Trenta si produsse così un nuovo fucile, economico e facilmente assemblabile, che divenne il fucile d’ordinanza dei militi tedeschi della Wehrmacht. Il nuovo fucile venne chiamato 98k dove la k sta per “kurz” ,corto, così da distinguerlo dal suo progenitore più lungo, il 98b. Era un fucile ad otturatore girevole-scorrevole, funzionante con la versione di questo meccanismo costruita ideata dalla Mauser. Accoppiando le parti meccaniche con una particolare geometria venivano da una parte semplificate le operazioni di ricarica (che richiedevano così un minore numero di movimenti) e dall’altra ridotti gli ingombri della manovella dell’otturatore, permettendo così il montaggio di mirini ottici o d’altro. Le parti in legno potevano essere prodotte mediante l’utilizzo di macchine automatiche, mentre quelle metalliche in acciaio stampato venivano,prima di essere montate, sottoposte ad un trattamento particolare di placcatura che li ricopriva con un leggero strato di magnetite (Fe3O4), proteggendo così il metallo dalla ruggine e dalla corrosione, allungando la vita del fucile e la sua resistenza anche in assenza di una manutenzione completa. Vediamo quindi le sue caratteristiche tecniche.

Mauser Karabiner 98k

Mauser Karabiner 98k

Era un fucile lungo 1100 mm (600 mm la canna), che permetteva il montaggio di una baionetta. Pesava 3,7 kg scarico, mentre caricato arrivava a 4,1 kg. Il caricatore era del tipo a piastrina bifilare da 5 colpi, che potevano anche essere caricati manualmente uno alla volta. Il calibro era da 8 mm, cartuccia Mauser 7,92×57 mm. La velocità del proiettile alla bocca  era di 560 m/s,mentre la cadenza di tiro era di 20 colpi al minuto, con gittata massima di 2000 m, gittata utile di 500 m o di 1000 m a seconda del dispositivo di mira montato: infatti di base il fucile era dotato di un mirino metallico con regolatore a tacche da 10 m, ma poteva montare anche un’ottica. Altri accessori per il fucile erano la guida per l’innesto della baionetta (subito sotto la canna), l’asta per permettere la pulizia della canna ed il mirino poteva essere ribaltato così da essere utilizzato come dispositivo di mira anche nella modalità lanciagranate.

Mauser system 98 (otturatore del kar 98k)

Mauser system 98 (otturatore del kar 98k)

Il fucile venne studiato dagli ingegneri della Mauser in ogni singolo particolare. In effetti, i tecnici dell’armeria fondata a Ziegelstadel dai fratelli Wilhelm e Paul Mauser avevano ormai un’esperienza decennale, avendo servito con grandi onori lo stato prussiano durante la prima guerra mondiale e continuando le ricerche tecniche durante il regime della repubblica di Weimar, a volte camuffando certi progetti sotto l’etichetta di nuovi fucili da caccia o per uso sportivo.  Analizziamo alcuni particolari, primo fra tutti il meccanismo di sicura del fucile: esso poteva oscillare tra tre posizioni, una di tiro libero, una di tiro bloccato (fucile sicuro), mentre la terza oltre a mettere l’arma in sicura bloccava anche l’otturatore. Inoltre, pensando a delle veloci operazioni di manutenzione sul campo, si pensò di inserire una circonferenza metallica forata al centro nel calcio, così da velocizzare le operazioni di smontaggio dell’otturatore. Tecnicamente poi il tiro era stabile e preciso, cosa che fece di questo fucile anche un’ottima arma per le operazioni di cecchinaggio, una volta montata un’ottica adeguata;ne furono provate tante, ma alla fine l’ottica considerata vincente fu la Zf 40. Inoltre dopo la produzione in massa dei primi modelli, constatando gli ottimi risultati sul campo, si decise di ideare nuove versioni modificate di questo fucile, che si era rivelato adattabile in svariati contingenti,tra le quali se ne ricorda una con calcio ripiegabile per paracadutisti.

Militi con kar 98k

Militi con kar 98k

 Vista l’estrema affidabilità , la precisione di tiro accompagnata da un alto potere d’arresto e l’economia di produzione, il kar 98k poteva essere il miglior fucile in assoluto del secondo conflitto mondiale,ma non lo fu. Uscì vincitore l’M1 Garand made in U.S.A. Questo perché il Garand, seppur leggermente inferiore nella potenza di tiro e nella precisione, aveva una caratteristica nuova ed innovativa che invece nel kar 98k non era presente: la possibilità del fuoco automatico, che aumentava notevolmente la cadenza di fuoco.  Il kar 98k invece si basava ancora sulla vecchia tecnologia dei bolt action, così che il singolo tiro era sì preciso e potente, ma le sue raffiche erano troppo lente, con tempi di attesa tra un colpo e l’altro assolutamente indecenti se messi a confronto con quelli del Garand.

Attenzione però al lettore che non si lasci sfuggire giudizi affrettati, infatti il kar 98k fu un fucile di estrema qualità e grandi doti balistiche, abbattendosi il suo pugno potente su tutti gli scenari bellici lasciando la sua firma in svariate operazioni militari coronate dall’assoluto successo. Non deve quindi stupire che il fucile affrontò una seconda giovinezza dopo il secondo conflitto mondiale. Tutti quelli persi sul campo durante la campagna di Russia vennero raccolti dai Sovietici, ricamerati per supportare la cartuccia del Mosin-Nagant e utilizzati in seguito dall’esercito russo. Compare inoltre in scenari bellici apparentemente diversi tra loro, finendo in mano ai Vietcong ed all’esercito israeliano, facendo presupporre l’esistenza di una matrice unificante occulta. Inoltre risulta essere tra le armi più contraffatte al mondo, infatti fu spudoratamente copiata e contraffatta dall’esercito iugoslavo (durante il regimo di Tito) prendendo il nome di M48. Azioni analoghe furono condotte da Norvegia, Belgio e Svezia. Il fucile infine è “regolarizzato” di nuovo quando ricalibrato con la cartuccia NATO da 7,62 mm venne utilizzato dalle forze atlantiche in Iran ed Afghanistan.

Ranghi in marcia con kar 98k

Ranghi in marcia con kar 98k

Attualmente il fucile è acquistabile liberamente (assolvendo ai necessari permessi legali) ed è munizionabile con le cartucce per uso civile, notando come sia sempre più difficile trovare esemplari originali del tempo (ad un prezzo sempre più alto) mentre è facile imbattersi in copie rifatte ed anticate o in fucili ricambiati con parti non originali. La Mauser invece opera tutt’oggi e vende armi per uso venatorio di grandissima qualità ed estremo pregio estetico, essendo rimasta fedele ai bolt-action rifle, ma non è più indipendente, essendo stata assorbita nel 1993 nel gruppo Rheinmetall (altro storico colosso dell’industria bellica tedesca).

Soldati della Wehrmacht in Russia con kar98k con ottica

Soldati della Wehrmacht in Russia con kar98k con ottica

Il Mauser karabiner 98k è ancora utilizzato durante le parate degli Schützen, il corpo paramilitare tirolese costituito per la difesa del suolo dell’alto Adige. Oggi quest’associazione svolge solo funzioni legate alla propaganda dei valori cristiani e della cultura tirolese, ma sovente effettuano delle parate nei loro costumi tipici portando con se dei kar 98k caricati a salve (modificati così da rendere impossibile lo sparo con cartucce offensive). In ambito cinematografico l’arma compare inoltre nel film “La Mummia”.

Pasquale Piraino

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