B.A.R.

B.A.R.

Browning ed un tecnico della Winchester

Browning ed un tecnico della Winchester

Durante la seconda guerra mondiale gli unici nemici che poterono permettersi di fronteggiare la macchina bellica tedesca, a livello di qualità e quantità degli armamenti, furono gli Stati Uniti d’America. Questo dato dovrebbe fare riflettere molto il lettore sul livello industriale e tecnologico che si raggiunse nella Germania nazionalsocialista, perché un singolo stato europeo, accerchiato dai nemici, fu in grado di tenere testa alla più grande confederazioni mondiale di stati, che poteva permettersi di combattere contro coloro che si trovavano a fronteggiare i nemici a migliaia di kilometri di distanza, potendo quindi avere una produzione industriale interna assolutamente esente da attacchi esterni. Ma d’altronde la macchina bellica tedesca rappresentò qualcosa di unico e spettacolare all’interno del panorama mondiale, anzi tutta la Germania nazionalsocialista godeva di un ordine e di una organizzazione tale che la quantità non contava assolutamente più nulla di fronte alla qualità del suo lavoro, anche se ostacolato da nemici che lottavano in condizioni meno severe.

La Germania costituì un caso unico anche dal punto di vista degli armamenti, visto che le armi tedesche erano di gran lunga superiori a quelle europee sia per quantità che per qualità. Eppure ebbero un valido rivale nelle armi statunitensi. Tra queste, oltre alle già citate mitragliatrici Thompson e fucili Garand, abbiamo il B.A.R.

I primi tre modelli a confronto

I primi tre modelli a confronto

L’acronimo sta per Browning Automatic Rifle (Fucile Automatico Browning) ed era una mitragliatrice leggera prodotta negli Stati Uniti da John Moses Browning, una vera personalità nel campo degli armamenti bellici che impresse a fuoco il suo nome con le sue splendide invenzioni, che influenzeranno le produzioni sino ai nostri giorni. Browning nacque nel 1855 a Ogden , nello Utah. Suo padre è Jonathan Browning, un venditore di armi nonché uno dei migliaia di pionieri mormoni che furono protagonisti dell’esodo di massa dall’Illinois allo Utah. Anche John fece parte della Chiesa di Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (questa era la religione professata dai mormoni),  infatti a 37 anni fu impegnato per conto della sua comunità religiosa in una missione in Georgia. Ma la vita di John Browning non fu famosa per le sue opere religiose, ma per le sue invenzioni. Già dall’età 7 anni egli lavora presso il negozio d’armi del padre ed a soli 13 anni progetta e costruisce il suo primo fucile. Il negozio del padre è per Browning una vera e propria fonte di sapere dove egli, pur non scolarizzato, può studiare la meccanica dei fucili e delle pistole e compiere tutti gli esperimenti che il suo astuto intelletto gli suggerisce. Comincia così a produrre i primi fucili ed a ottenere i primi brevetti, arrivando a fondare una propria azienda produttrice, la Browning  Arms Company. Il punto di svolta nella sua vita avviene nel 1883, quando la Winchester Repeating Arms Company (un colosso industriale bellico americano) nota il giovane produttore dello Utah e studia i suoi brevetti. Immediatamente ,notato il suo genio, lo chiama per proporgli un lavoro in partnership,che permettesse a Browning di continuare liberamente la produzione ed allo stesso tempo non obbligasse la Winchester a produrre tutte le armi ideate da Browning, ma solo quelle giudicate più congeniali. Browning decide così di impostare un rapporto di lavoro basato sulla vendita dei brevetti delle sue produzioni tramite un canale privilegiato alla Winchester, che così poteva scegliere quali brevetti rilevare e quali no. Comincia così un rapporto lavorativo che darà frutti immensi, portando ai livelli della grandissima produzione fucili di assoluta qualità e perfezione, dotati spesso di caratteristiche innovative ed all’avanguardia, alcune delle quali oggi non ancora obsolete, come la tecnologia della canna delle mitragliatrici leggere, il castello dei fucili, gli attacchi per il carrello della pistola e tanti altri. Comunque i fucili costruiti da Browning, ma il cui brevetto fu acquisto dalla Winchester, vennero prodotti con il nome di quest’ultimo. In seguito però Browning, visto l’ampio successo delle sue armi, decise di cambiare i termini dell’accordo, impostando la vendita del brevetto non su un singolo pagamento, ma su più pagamenti da ricevere ogni volta che la Winchester realizzasse un certo numero di unità vendute. La Winchester non fu d’accordo nel sottoscrivere l’accordo e così la lunga e fortunata relazione con Browning si concluse. John pensò allora di proporre i suoi brevetti ad un altro gruppo industriale bellico, la Remington Arms, ma il suo proprietario, Remington, morì proprio quando Browning stava per presentare l’offerta del nuovo fucile, il Browning Auto-5 . Così non gli restò che cercare oltre l’atlantico un’industria capace di iniziare la produzione in massa di questo nuovo fucile e trovò l’acquirente del brevetto in Belgio, presso la Fabrique Nationale de Herstal. Così in seguito Browning si trasferisce a Liegi, in Belgio . Lì egli fa conoscere le sue caratteristiche di lavoratore instancabile, di sperimentatore, di uomo che ha costruito sul campo il suo sapere, mettendo a disposizione il suo bagaglio di conoscenze ai tecnici più giovani. E’ un lavoratore instancabile ed un perfezionista, cercando sempre di migliorare anche ciò che era già ottimo. Per questi motivi non si risparmia neanche negli anni dell’anzianità e continua a lavorare instancabilmente. Muore per un infarto a Liegi il 26 Novembre del 1926, all’età di 71 anni, nel negozio di suo figlio, mentre stava lavorando per perfezionare l’impugnatura ed il meccanismo di scorrimento del carrello di una pistola di nuova generazione. Quest’arma sarà prodotta prima sotto il nome di FN GP 35, ma in seguito sarà battezzata col nome con il quale tutti gli sportivi la conoscono oggi, la Browning Hi-Power  pistol. In seguito la FN Herstal acquista la proprietà della Browning Arms Company, industria che è attiva ancora oggi nella produzione di fucili da caccia e pistole per uso sportivo.

Dettagli

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La storia della B.A.R. comincia nel 1917. La prima guerra mondiale, ancora in corso, aveva dimostrato l’assoluta obsolescenza delle armi americane, che non solo erano qualitativamente sorpassate ed impresentabili, ma anche quantitativamente scarse, specie dal punto di vista delle mitragliatrici leggere. Così lo stato maggiore americano fece richiesta di una mitragliatrice leggera capace di sparare un alto numero di colpi senza sacrificare la potenza del tiro, che rendesse possibile il fuoco di soppressione. Fu così indetto un pubblico concorso che permettesse di scegliere il fucile migliore. Così Browning si presentò personalmente a Washington D.C. per presentare le sue due armi migliori, la Browning Machine Gun (una mitragliatrice raffreddata ad acqua) e il Browning Machine Rifle. Durante le prove di tiro, alle quali partecipò tutto lo stato maggiore americano più altre 300 persone tra tecnici delle armi e politici, il Browning Machine Rifle impressionò tutti, focalizzando su di sé l’attenzione  per la grandissima stabilità di fuoco, il potere d’arresto e la gittata del suo fuoco, vincendo così il concorso. Per non generare confusione con la Browning Machine Gun il suo nome fu cambiato in Browning Automatic Rifle, B.A.R. , mitragliatrice leggera utilizzabile sia per il fuoco da spalla che da fianco, utilizzante la cartuccia ordinaria dell’esercito americano, la Springfield 30-06. Restava però il problema della produzione di massa, che non poteva essere assicurata dalla Browning Arms Company; in un primo momento si pensò di affidarla alla Colt , ma questa risultava già impegnata in altre produzioni, così che non poteva prendere in carico pure questa. La produzione venne allora affidata alla Winchester (in virtù di quel canale privilegiato di vendita dei brevetti Browning del quale prima si è scritto), che produsse la B.A.R. sotto il nome di Browning e non sotto la sua sigla.  La prima guerra mondiale volgeva però verso la fine ed il primo modello di B.A.R., seppur prodotto in grandi quantità in seguito ai subappalti del brevetto alla Colt ed alla Marlin-Rockwell Corporation, non vide mai grandi scenari bellici. Affronterà però una seconda giovinezza durante la seconda guerra mondiale, potendo prima affrontare una fase di modifiche e cambiamenti nel periodo temporale tra i due conflitti e poi divenendo una tra le armi più affidabili dell’esercito U.S.A., nonché la preferita del corpo dei Marines  che la apprezzavano per via del supporto che questa mitragliatrice era in grado di fornire durante le operazioni d’assalto. Quest’arma però , come molte altre del suo tempo, venne concepita pensando solamente alla qualità del fucile e non ai costi di produzione e manodopera. Vista la fortissima e mai così alta richiesta di armamenti, la filosofia di produzione bellica cambiò, enunciando che una data cosa non doveva solo essere efficiente, ma anche costare relativamente  poco per potere essere considerata vincente.  Così durante la pausa tra il primo ed il secondo conflitto mondiale venne condotta una lunga campagna di sperimentazione sulla B.A.R., volta a semplificare ed  economizzare il processo produttivo. In particolare si lavorò sulla tecnologia di produzione dei castelli, prima in acciaio fuso, in seguito in acciaio stampato e lavorato a caldo. Altre sostanziali modifiche portarono ad un accorciamento della canna ed alla possibilità di rendere questa intercambiabile.

La dimostrazione al congresso di Washignton

La dimostrazione al congresso di Washignton

 Analizziamo i quattro modelli ufficiali prodotti:

–        B.A.R. M1918 : è in assoluto il primo modello della serie; impiegava un rompi fiamma tubolare, era priva di bipiede ed utilizzabile per il fuoco da spalla o da fianco. Era inoltre dotata di un selettore di tiro (colpo singolo o raffica), ma il calciolo era privo di appoggio ribaltabile per la spalla. Gli organi di mira sono metallici, a tacche graduate.

–        B.A.R. M1918 A1 : uguale al precedente, ma in più porta in dotazione un appoggio ribaltabile per il fuoco da spalla ed un bipiede per il fuoco da fermo: le modalità di tiro diventano così quelle tipiche della B.A.R., ovvero fuoco in velocità da fianco  durante le fasi d’assalto, fuoco di soppressione alla spalla durante le fasi difensive ed infine fuoco (relativamente) di precisione mediante l’ausilio dell’appoggio del bipiede. Questo modello viene ufficialmente adottato nel 1937.

–        B.A.R. M1918 A2 : modello nato dalle modifiche apportate alle unità prodotte lungo la fine del primo conflitto mondiale. Viene ideato e prodotto in vista della guerra di movimento, visto ormai il tramonto della guerra di trincea. Cambia il bipiede,i cui piedi sono a pattino e non a puntuale e questo viene attaccato direttamente al rompi fiamma. L’appoggio pieghevole per la spalla è presente, ma è più corto ed inoltre si può anche smontare, così da essere eliminato durante le fasi che bisognavano di un movimento più veloce da parte dei soldati. Il meccanismo di mira cambia, passando dalle tacche alle viti micrometriche ed inoltre la modalità di fuoco è esclusivamente a raffica,  permettendo comunque il selettore di tiro la possibilità di scegliere tra due raffiche differenti. Viene inoltre risolto il problema del riscaldamento della molla di recupero (che prima tendeva a rompersi a causa del calore) isolando questa mediante uno schermo metallico, mentre er economizzare la produzione il meccanismo di aggancio del caricatore viene semplificato mediante la creazione di due scanalature direttamente nell’appendice inferiore del ponticello. Sempre ai fini economici si deve la sperimentazione di un calcio in materie plastiche, mentre per velocizzare il trasporto si pensò di dotare il B.A.R. di una maniglia. Questo modello fu adottato durante la seconda guerra mondiale e sarà quello più presente. Inoltre dopo la fine del secondo conflitto mondiale farà la sua comparsa anche durante la guerra di Corea.

–        Browning Machine Rifle M1922 : quest’arma fu ideata per assicurare altissimi volumi di fuoco, anche a scapito della precisione o della capacità d’arresto. Era dotata di una canna molto pesante (costruita così per sopportare le altissime temperature sviluppate da fuoco continuo) raffreddata mediante alette. Non arrivò mai nella grande produzione e già nel 1940 fu dichiarata obsoleta.

–        T34 Automatic Rifle : è il nome con la quale venne distribuita la B.A.R. M1918 A2 una volta ricamerata con il calibro NATO 7,62. Fu inoltre l’ultimo dei fucili Browning ad essere utilizzato dall’esercito U.S.A.

Soldato Marine con B.A.R.

Soldato Marine con B.A.R.

Parliamo quindi della sua geometria e delle caratteristiche, che tra i quattro modelli rimasero pressoché costanti. Il B.A.R. pesava 8,3 kg, era lungo 1,19 m (0,61 m la canna) ed era munizionato con il calibro Springfield 30-06 (7,62×63 mm), con caricatore da 20 colpi. L’azionamento era a recupero di gas. La gittata utile varia tra i modelli sopra descritti da un minimo di 600 m ad un massimo di 3000 m, per una cadenza di tiro variabile tra 300 ed i 650 colpi al minuto a seconda del modello, con una velocità alla bocca del proiettile fissata generalmente sugli 860 m/s. Quest’ultimo dato farà capire al lettore la potenza assoluta del fucile.

Quest’arma risulta tra le più copiate nel mondo, se ne vedono infatti alcune versioni provenienti da Belgio, Cina, Egitto, Polonia, Svezia e Cile. Ricordo però che queste versioni non furono originali né mai riconosciute da John Browning. Dopo il secondo conflitto mondiale invece il Browning Automatic Rifle ricamerato per la cartuccia NATO diventa una delle armi dell’Esercito Italiano.

Soldato Marine con B.A.R.

Soldato Marine con B.A.R.

Ultima curiosità finale: oltre che per le innumerevoli comparsate in film e videogiochi vari, la B.A.R. (in particolare il primo modello del 1918) fu  l’arma personale e preferita di Clyde Barrow,il noto gangster  americano della coppia Bonnie & Clyde.

Pasquale Piraino

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