Pistola Browning HP

Pistola Browning HP

Browning HP35

Browning HP35

Durante gli anni del ‘900 si vide un vero e proprio fiorire di armi corte, riuscendo l’ingegneria a sviluppare processi tecnologici prima irrealizzabili od inadatti alla produzione di massa. In particolare il mondo delle pistole venne investito da una vera e propria ondata rivoluzionaria, che portò queste armi a diventare tra le più diffuse al mondo. Questo è dovuto chiaramente alle loro doti di facilità di manutenzione, assoluta semplicità di trasporto ed estrema facilità d’utilizzo negli ambienti urbani. Inoltre se alcuni stati, come la Gran Bretagna, rimasero ancorati a tecniche costruttive ed a modelli ormai superati, si registra generalmente nel mondo un grande ardire inventivo che portò a soluzioni anche piuttosto audaci, che diedero risultati eccellenti sul campo: è il caso delle Beretta italiane o delle pistole tedesche. Tra le eccellenze però si affaccia una pistola che, per l’epoca di costruzione ed ideazione, sembra quasi provenire dal futuro: questa è la Browning modello 1935 High Power  (ad alta potenza). Questa pistola può essere considerata l’ultima creazione partorita dall’ingegno di John Moses Browning. La biografia di questo mormone americano, da ritenersi uno tra i personaggi più prestigiosi e brillanti nel campo delle armi automatiche, è stata già trattata dallo scrivente ed il lettore interessato la potrà leggere nella scheda relativa al B.A.R. . Come è stato scritto fucili, pistole e mitragliatrici da lui ideate portano il suo nome ancora oggi e molti modelli, ideati nei primissimi anni del Novecento, risultarono tanto moderni ed all’avanguardia da prestare servizio sino ai nostri giorni senza modifiche rilevanti alla meccanica, ma sempre con alte prestazioni. Nel ‘900 inoltre il nome Browning era addirittura divenuto sinonimo di pistola automatica, tanto famosa e diffusa fu la sua ultima pistola; eppure quest’arma, nonostante Browning fosse originario degli Stati Uniti d’America, risulta prodotta dalla fabbrica belga FN Herstal. Analizziamo la sua storia, così da capire meglio lo sviluppo della pistola.

Spaccato HP

Spaccato HP

Un modello a lei direttamente collegabile è la M1911, pistola progettata da Browning che vinse  la gara indetta dagli Stati Uniti per scegliere la dotazione della nuova arma leggera da fanteria. In seguito Browning, non contento del risultato, decise di progettare una pistola più performante rispetto alla M1911, munizionata con un calibro da 9 mm Parabellum. Dopo la rottura dei suoi rapporti lavorativi con la Winchester Browning emigrò in Belgio e cominciò a lavorare presso gli stabilimenti della Fabrique Nationale de Herstal. Nel 1925 egli termina il primo progetto e solo nel 1926, dopo continue ricerche atte ad ottimizzare le caratteristiche balistiche, costruisce il primo prototipo. Egli muore poco dopo (proprio mentre lavorava in officina per migliorare la pistola), ma i risultati del prototipo erano tanto promettenti che la FN Herstal voleva proseguire l’ottimizzazione della pistola, magari utilizzando alcuni meccanismi e cinematismi della M1911, ma di fatto non poteva: come è noto dal precedente scritto, Browning impostò il rapporto lavorativo con le aziende non su una base di impiego salariato, ma semplicemente sulla vendita dei singoli brevetti. Dopo avere vinto la gara del 1912, la Colt decise di occuparsi della produzione su larga scala della M1911 comprando il brevetto da Browning e possedendo così tutti i diritti su ogni singola parte della pistola. Quindi la FN dovette aspettare 2 anni, poiché la licenza della Colt sarebbe scaduta nel 1928. In quell’anno la FN Herstal compie delle ricerche atte ad ottimizzare la pistola (riuscendo tra le altre cose a dotare l’arma di un capiente caricatore bifilare): nasce così la pistola GP (Grand Puissance, grande potenza), che però non entrerà in produzione prima del 1935, a causa della grande depressione: da qui il nome P-35.

Soldato SS con Browning HP

Soldato SS con Browning HP

La pistola, dalla sua prima ideazione sino all’anno di produzione effettivo (il 1935), subì continue modifiche da parte dei tecnici della FN , che portarono a cambiamenti nella forma della canna, nell’impugnatura, negli organi di mira: fu insomma soggetta a continui miglioramenti e revisioni. Alla fine la P-35 venne nominata pistola Browning Hi-Power in onore al genio che di fatto la progettò ed alla capienza del caricatore (ben 13 colpi), oltre che per la capacità d’arresto. La HP venne prodotta principalmente in due modelli: uno era del tipo “ordinario”, dotata di tacche di mira fisse; l’altro era invece era dotato di un alzo graduabile e di un attacco per calcio-fondina (era pensata per la mira dalla lunga distanza, permessa dalle caratteristiche balistiche dell’arma). In seguito la John Inglish Company di Toronto comprò la licenza di fabbricazione della pistola, preoccupandosi così di rifornire d’armi tutti i paesi della Commonwealth (prima fra tutti la Gran Bretagna): così la pistola subì una grandissima diffusione, armando i soldati di diversi stati del globo. Ma questa splendida arma non prestò servizio solo nelle forze alleate, ma presso quelle dell’asse: subito dopo la capitolazione del Belgio infatti la Wermacht decise di rifornire i propri ranghi anche con le pistole HP prodotte dalla FN Herstal. Così la pistola di Browning fece la sua comparsa anche negli eserciti tedeschi, italiani e giapponesi. Lo scrivente crede che mai un’arma abbia combattuto contemporaneamente su due fronti opposti con una presenza così massiccia e soprattutto con una così ampia diffusione mondiale.  Dopo la Seconda Guerra Mondiale la pistola non terminò il suo servizio, continuando ad essere utilizzata, sino ad oggi, da diverse forze armate come l’esercito canadese, quello americano, la polizia cinese,ecc. L’arma oggi è molto apprezzata per le sue straordinarie doti balistiche anche dagli sportivi ed il suo uso come arma da tiro (ricamerata con calibri per uso civile) non è raro.

Soldati sovietici insegnano l'uso della pistola a partigiani

Soldati sovietici insegnano l’uso della pistola a partigiani

Analizziamo le caratteristiche meccaniche della pistola. Essa è dotata di un caricatore bifilare da 13 colpi prismatico. Condivide il numero di proiettili nel serbatoio con la Mauser, ma in questa i proiettili si caricano mediante una piastrina a strappo, mentre nella HP sono allocati in un caricatore prismatico totalmente estraibile. E’ una pistola a singola azione, necessita quindi che il cane sia armato manualmente prima del primo colpo e dopo ogni operazione di ricarica: questo è dovuto al fatto che il grilletto risulta del tutto scollegato dal cane. L’automatismo è particolare ed è del tipo a canna e carrello rinculanti in proporzioni diverse, con un’idea che può ricordare vagamente quella della Beretta 1934. Questa pistola risulta potente,sicura ed affidabile, dotata di un rinculo facilmente governabile e di un’ottima stabilità, figlia dell’ottima scelta progettuale nella geometria delle masse e nello studio dei carichi dinamici durante l’esplosione della cartuccia. Presenta però due difetti. Uno è relativo alla forza da applicare al grilletto, piuttosto elevata: questo nasce in conseguenza della natura bifilare del caricatore e dei meccanismi di espulsione del bossolo collegati al grilletto, ma si può facilmente ovviare provvedendo ad una buona lubrificazione delle parti meccaniche e degli accoppiamenti cinematici. Un altro difetto è costituito dal movimento congiunto del cane e del carrello, che tendono a “mordere” la mano del tiratore, causando graffi ed escoriazioni nella pelle della mano:questo sistema è stato risolto migliorando la tecnica d’impugnatura della pistola (in particolare serrando di meno la mano) , anche se alcuni stati hanno deciso di dare in dotazione ai propri eserciti delle HP con cane e carrello modificati così da non provocare danni alla mano del tiratore.

Browning HP con sigillo Wehrmacht

Browning HP con sigillo Wehrmacht

Vediamo quindi le caratteristiche tecniche: la pistola è munizionato con un calibro da 9 mm parabellum in un caricatore bifilare da 13 colpi (14 con un colpo in canna).Pesa circa 1 kg ed è lunga 198 mm (116 mm la canna). La velocità del proiettile alla bocca è di 380 m/s, con un tiro utile variabile tra i 50 m ed i 100 m ( a seconda dei dispositivi di mira). Ufficialmente il numero di unità prodotte nel mondo supera il milione, ma una sua quantificazione totale è impossibile a causa anche delle produzioni clandestine: a titolo d’esempio lo scrivente riporta la produzione di contrabbando eseguita nell’arsenale indonesiano di Bandung, nell’isola di Giava. E’ una pistola ancora in produzione, visto che costituisce l’arma d’ordinanza di diverse forze armate mondiali.

Ultime curiosità finali: il suo soprannome “King of nines” (il re delle 9 mm) si deve ai soldati inglesi; inoltre si nota la sua presenza nel film 007 Casino Royale e nel videogioco Fallout: New Vegas.

Pasquale Piraino

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