Le cinque età dell’uomo

Prosegue dopo i Due miti filosofici della creazione il nostro viaggio di approndimento nei miti greci.

Lucas Cranach - Das Goldene Zeitalter

Lucas Cranach – Das Goldene Zeitalter

Le cinque età dell’uomo

a) Taluni negano che gli uomini siano stati creati da Prometeo, oppure che siano nati dai denti di un drago. Dicono invece che la Terra li generò spontaneamente, come i suoi frutti migliori, specialmente sul suolo dell’Attica, (1) e che Alalcomeneo fu il primo uomo che visse nei pressi del lago Copaide in Beozia, prima ancora che vi fosse la Luna. Egli fu il consigliere di Zeus quando il dio venne a contesa con Era, e il tutore di Atena giovanetta. (2)

b) Codesti uomini costituirono la stirpe appartenente alla cosiddetta «età dell’oro» e furono sudditi di Crono. Vivevano senza pena e senza fatica, nutrendosi di ghiande, di frutta selvatica e del miele che stillava dalle piante, e bevendo il latte delle pecore e delle capre. Fra svaghi e danze, in serena allegria, non invecchiavano mai, e la morte per loro non era più temibile del sonno. Ora si sono estinti, ma i loro spiriti sopravvivono come geni tutelari di rustici eremi, come datori di buona fortuna e come difensori della giustizia.

c) Poi vi fu la stirpe dell’«età dell’argento», anch’essa creata dagli dèi. Gli uomini erano in tutto soggetti alle madri e non osavano disobbedire i loro ordini. Litigiosi e ignoranti, non sacrificavano mai agli dèi ma, almeno, non combattevano gli uni contro gli altri. Zeus li distrusse tutti.

d) Poi vi fu la stirpe dell’«età del bronzo», i cui uomini caddero dai frassini come frutti maturi e portavano armi di bronzo. Mangiavano carne e pane e godevano nel fare la guerra, poiché erano insolenti e spietati. La Morte Nera si impadronì di loro.

e) La quarta stirpe appartenne pure all’«età del bronzo», ma fu più nobile e generosa, perché generata dagli dèi in madri mortali. Essi si batterono valorosamente all’assedio di Tebe, nella spedizione degli Argonauti e nella guerra contro Troia. Divennero eroi e ora vagano nei Campi Elisi.

f) La quinta stirpe è l’attuale stirpe dell’«età del ferro», e i suoi uomini sono indegni discendenti della quarta: crudeli, ingiusti, infidi, libidinosi, empi e traditori. (3)

Note

(1) Platone, Menesseno 6-7.

(2)  Ippolito, Confutazione delle Eresie V 6 3; Eusebio, Preparazione ai Vangeli III 1 3.

(3)  Esiodo, Le Opere e i Giorni 109-201, con scolio.

Approfondimento

II mito dell’età dell’oro si ricollega probabilmente all’organizzazione sociale di certe tribù devote alla Dea-Ape, ma all’epoca di Esiodo ci si era ormai scordati dei riti crudeli che accompagnavano il culto di tale dea e i mitografi idealisticamente supposero che gli uomini un tempo vivessero in pace e in armonia, come le api. Esiodo era un piccolo coltivatore che conduceva una vita dura, e ciò lo rese arcigno e pessimista. Nel mito dell’età dell’argento si ricordano le usanze matriarcali che sopravvissero poi anche in epoca classica presso i Pitti, i Mesineci del Mar Nero e talune tribù delle Baleari, della Galizia e del Golfo delle Sirti, presso le quali il sesso maschile era disprezzato, benché si fosse già introdotta la pratica dell’agricoltura e le guerre fossero rare. L’argento è il metallo della Dea Luna. La terza stirpe fu quella degli antichi invasori elleni: gli allevatori di bestiame dell’età del bronzo che adottarono il culto del frassino, proprio della dea e di suo figlio Posidone . La quarta stirpe fu quella dei re guerrieri dell’età micenea. La quinta fu quella dei Dori del dodicesimo secolo a.C. che usavano armi di bronzo e distrussero la civiltà micenea. Alalcomeneo (« protettore ») è un personaggio fittizio, e il suo nome è la forma maschile di Alalcomeneide, un appellativo di Atena (Iliade IV 8), protettrice della Beozia. La sua figura fu utile al dogma patriarcale secondo cui nessuna donna, sia pure dea, poteva diventare sapiente senza l’aiuto dell’uomo, e la Dea Luna e la Luna stessa erano state create da Zeus.

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