Subcontinente indiano

Inizieremo con questo una serie di pubblicazioni inerenti l’India e l’Induismo. Come abbiamo fatto – e stiamo facendo – per Assiri, Celti, Germani, ecc. non vogliono essere esaustive, ma fornire alcune nozioni basilari.

L’induismo è soprattutto un’ortoprassi, cioè il conformarsi a un “retto agire” rinsaldato nei secoli dalla storia culturale dell’India.

Subcontinente indiano

Tempio di Brihadeshvara, XI secolo, Gangaikondacholapuram, Tamil Nadu.

Tempio di Brihadeshvara, XI secolo, Gangaikondacholapuram, Tamil Nadu.

Nella visione più antica e consolidata, il sistema di vita e pensiero che viene definito induismo, o, più tradizionalmente, sanatana dharma, “norma eterna”, è caratteristico dell’India, e di questa soltanto. Chi è nato in questo paese appartiene a una casta (jati), cioè al sistema sociale tipicamente indiano, e non professa una religione in contrasto come il buddhismo o il cristianesimo, è ritenuto un hindu, qualunque sia il suo livello di fede o devozione. Ne consegue anche che all’induismo non ci si può convertire, se non, al limite, scegliendo vie ascetiche o monastiche che trascendono all’istante l’appartenenza alla società. Oggi questa identificazione dell’induismo con l’India è alla base del fondamentalismo hindu, e contrasta del resto con l’esistenza di notevoli comunità di hindu in terre lontane, come Sudafrica, Regno Unito, Indie Occidentali, Stati Uniti, Giava e così via. Se si guarda al passato, d’altro canto, l’India storica rivela confini ben più vasti del moderno stato politico, nato nel 1947, ed è meglio definita con i termini subcontinente indiano, oppure Asia meridionale: comprende infatti anche i moderni Pakistan, Afghanistan, Nepal e Bangladesh. Quest’area immensa dispiega una grandiosa varietà geografica: dalle catene montuose più alte del mondo, il Karakorum e l’Himalaya, alla sterminata pianura indo-gangetica, dal deserto di Thar al gigantesco delta bengalese dove l’acqua si confonde con la terra, fino al sud con le sue palme tropicali. In questa ricchezza di territori, e grazie alla varietà dei popoli che li hanno abitati, l’induismo ha preso forma nel corso di molti secoli.

Egnazio Danti, Mappa dell'India, XVI secolo, Firenze, Palazzo Vecchio.

Egnazio Danti, Mappa dell’India, XVI secolo, Firenze, Palazzo Vecchio.

Il paese dei Bharata

Secondo la dottrina classica solo l’India, o meglio il “paese dei Bharata” (i discendenti di un mitico eroe, da cui Bharat, il nome ufficiale della moderna Confederazione Indiana), è la terra dove sussistono il karman, cioè l’azione che genera un risultato, il ciclo delle esistenze (samsara) e la possibilità di ottenere la liberazione (moksba, mukti) dall’eterno divenire: le forze alla base della concezione hindu della vita umana e del mondo.

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