Il re esecutore del volere divino

Obelisco nero di Salmanassar III (858-824 a.C.), da Nimrud, h 298 cm, pietra nera, Londra, British Museum (WA 118885).

Obelisco nero di Salmanassar III (858-824 a.C.), da Nimrud, h 298 cm, pietra nera, Londra, British Museum (WA 118885).

Quando Ningirsu rivolse lo sguardo benigno alla sua città e scelse Gudea a pastore del paese … allora Gudea compì ogni cosa per Ningirsu, con tutto decoro” (Statua B di Gudea)

Il re esecutore del volere divino

Ogni azione del sovrano è legittimata dal volere divino: senza il consenso della divinità le azioni intraprese si trasformano in disgrazie e punizioni che colpiscono il re e il suo popolo. Il binomio regalità/divinità conserverà, nel corso di circa tre millenni di storia, sebbene con lenti e graduali processi di laicizzazione e trasformazioni ideologiche/teologiche, questi aspetti simbiotici dal contenuto principalmente celebrativo e giustificativo. Tutti gli aspetti della regalità (dal “re eroe” al “re di giustizia”) sono spiegati, con qualche sporadica eccezione, dal concetto che la “regalità discende dal cielo”, cioè è donata dagli dèi al sovrano, che si impegna a essere strumento del volere divino mediando le due sfere conoscitive, quella umana e, appunto, quella divina. In particolare, i re delle prime formazioni urbane e del III millennio mesopotamico si presentano come amministratori di un territorio e di un popolo che appartengono alla divinità cittadina; le loro incombenze principali sono quelle di curare gli aspetti amministrativi e di difesa del regno, sebbene la qualità e la quantità dei raccolti e della produttività del regno, così come l’esito delle battaglie, siano di responsabilità e volontà del dio. Il re si deve anche fare garante degli aspetti cultuali del regno che amministra, cercando un buon rapporto con la divinità, tale da permettere di giustificare, su un piano ideologico, la concessione del potere a lui attribuito.

Stele di Adad-Nirari III (811-781 a.C.), da Teli Rimali, tempio del dio Adad, h 130 cm, calcare, Baghdad, Museo Nazionale dell'Iraq (IM 70543)

Stele di Adad-Nirari III (811-781 a.C.), da Teli Rimali, tempio del dio Adad, h 130 cm, calcare, Baghdad, Museo Nazionale dell’Iraq (IM 70543)

Termini che indicano la regalità

En (= gran sacerdote, usato a Uruk);

Ensi (= fattore del dio, usato a Lagash);

Lugal (= re, usato a Ur e a Kish)

Stele della vittoria di Sargon (2335-2279 a.C.), da Susa, 54,7 x 26 cm, diorite, Parigi, Louvre

Stele della vittoria di Sargon (2335-2279 a.C.), da Susa, 54,7 x 26 cm, diorite, Parigi, Louvre

 

Stele degli avvoltoi di Eannatum, re di Lagash, Periodo Protodinastico Illb (2450-2350 a.C.), 180 x 130 cm, calcare, Parigi, Louvre

Stele degli avvoltoi di Eannatum, re di Lagash, Periodo Protodinastico Illb (2450-2350 a.C.), 180 x 130 cm, calcare, Parigi, Louvre

Stele degli avvoltoi di Eannatum, re di Lagash, Periodo Protodinastico Illb (2450-2350 a.C.), 180 x 130 cm, calcare, Parigi, Louvre

Stele degli avvoltoi di Eannatum, re di Lagash, Periodo Protodinastico Illb (2450-2350 a.C.), 180 x 130 cm, calcare, Parigi, Louvre

 

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