Odino signore della magia e delle rune

Odino signore della magia e delle rune

La scienza magica, e le rune che ne sono l’espressione tangibile, garantiscono a chi le possieda, e sappia correttamente disporne, il potere su ogni entità del mondo. Esse infatti sono il tramite per cui si entra in contatto con la forza stessa della vita: la loro conquista sarà perciò frutto di un processo di iniziazione nel quale l’essere è sacrificato all’essere.

Io so che io pendetti dall’albero [spazzato dal] vento

per nove notti intere,

dalla lancia ferito e sacrificato a Odino,

io stesso a me stesso,

su quell’albero che nessuno sa,

da quali radici cresca.

Pane [nessuno] mi diede né corno [per bere],

in basso guardavo;

raccolsi le rune, urlando le presi,

poi caddi di lassù.

Così canta Odino e ricorda che il possesso delle rune lo rese saggio e lo fece prosperare. Ancora egli apprese nove possenti cantidal gigante Bölþorn, padre di Bestia, e un sorso del nettare prezioso conservato nel bacile detto Óðrorir, che rende saggio e poeta chi lo beva. Così l’una saggezza seguì all’altra, l’una azione all’altra ed egli divenne sovrano di ogni conoscenza. Odino insegnò le rune agli uomini che gli parvero degni di avere un tale potere. Grazie a quello stesso potere egli era capace ugualmente di sciogliere e di legare qualsivoglia essere, poiché le rune sono straordinariamente potenti. Egli le sapeva incidere, dipingere e interpretare. Ogni cosa egli divenne capace di fare: guarire i dolori o provocarli, placare l’odio o fomentarlo, comandare all’acqua, al vento e al fuoco, parlare con i morti, disorientare le streghe, indurre le fanciulle all’amore, distribuire saggezza, vittoria e fortuna. Divenne anche padrone di ogni magia guerriera, come sopra è stato detto. Egli dunque poteva tutto e il contrario di tutto, poiché ogni essere ha duplice natura e chi ne possegga il segreto può avvalersi della sua qualità giovevole così come di quella nefasta.

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