Le grandi divinità

Tempio di Vishnu Dashavatara, cioè "Dalle dieci discese", periodo Gupta, 500 circa, Deogarh, Uttar Pradesh.

Tempio di Vishnu Dashavatara, cioè “Dalle dieci discese”, periodo Gupta, 500 circa, Deogarh, Uttar Pradesh.

A partire dagli ultimi secoli prima di Cristo le potenti divinità dell’induismo, di origine assai remota ma finora solo adombrate dalle fonti, occupano definitivamente l’orizzonte religioso.

Le grandi divinità

Tramontata ormai definitivamente la maestà delle antiche divinità vediche, nei grandi poemi Ramayana e Mahabharata, quindi nel corso del primo millennio d.C, nei voluminosi testi noti come Purana, il vasto corpus dei miti prende forma, elaborando le vicende legate a Vishnu, a Shiva, alla Dea e alle altre numerose divinità del pantheon hindu. A seconda dell’orientamento dei fedeli, ognuno dei grandi dei può essere concepito come la divinità suprema, che riassume e comprende in sé tutte le altre. Secondo un processo già in atto verso il V-IV secolo a.C, come mostra un’Upanishad famosa, la Shvetashvatara, dedicata a Rudra-Shiva, l’essenza divina viene infatti a essere intesa in ultima analisi come la personificazione del brabman, l’Assoluto. Gli dei vengono ora rappresentati in immagini, mediatrici fra la concretezza e la trascendenza, e a queste viene rivolto il culto, che si concretizza in un atto d’omaggio chiamato puja. A partire dall’epoca degli imperatori Gupta, che fiorirono fra il IV e il V secolo e che segnano il periodo che nella storia indiana è considerato della classicità, l’induismo si avvia a diventare in India la religione dominante; a quest’epoca risalgono anche ì più antichi edifici templari che si siano conservati fino a oggi.

Vishnu libera l’elefante, pannello del tempio di Vishnu Dashavatara, periodo Gupta, 500 circa, Deogarh, Uttar Pradesh.

Vishnu libera l’elefante, pannello del tempio di Vishnu Dashavatara, periodo Gupta, 500 circa, Deogarh, Uttar Pradesh.

Approfondimenti

Ciascuno degli dei maggiori dell’induismo è noto e invocato con molti nomi diversi, ognuno dei quali può fare riferimento a una sua caratteristica o a un momento particolare del suo mito: classiche sono le litanie che raggruppano centootto nomi di una divinità, andando così a completare un numero considerato di buon auspicio, come quelle che di nomi ne elencano addirittura mille.

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