Magia

Odino era esperto in un’arte che … gli permetteva di profetare il destino degli uomini e gli avvenimenti futuri, e di dispensare agli uomini morte , disgrazia o malattie” (Ynglinga SagaJ

Magia

Sia presso i Celti che i Germani e i Vichinghi, gli addetti ai culti religiosi avevano anche prerogative magiche: ad essi erano attribuite capacità divinatorie e la possibilità di modificare, attraverso misteriose formule, la realtà dei fatti. L’arte della profezia era in particolare esercitata dalle donne a cui, anche in situazioni politiche di particolare gravità, era riconosciuto l’insindacabile diritto di decidere quale fosse il comportamento più opportuno. La profezia si manifestava in uno stato di trance attraverso visioni o attraverso l’interpretazione di fenomeni naturali. Le pratiche magiche per i Vichinghi erano legate indissolubilmente al mistero della scrittura: Odino è il dio veggente, colui che sacrifica una parte dei sensi terreni (un occhio) per acquisire una più alta e intangibile conoscenza, vale a dire il mistero e la magia delle rune; solo possedendo il segreto delle rune è possibile esercitare l’arte magica e conoscere i più potenti segreti del mondo. Anche per i Celti sembra esserci una relazione tra magia e scrittura: mentre era bandita la trascrizione delle leggi e delle pratiche religiose, si conoscono invece alcune iscrizioni in lingua celtica che riportano formule magiche. Questo diversa tradizione sembra sottolineare una conscia distinzione tra la religione ufficiale che cerca con l’oralità un mezzo per perpetuarsi e la magia che, nel tracciare le sue formule con  misteriosi segni, trae una forza sempre nuova.

Per approfondimenti consigliamo:

http://thule-italia.com/wordpress/la-magia-nel-mondo-nordico-prima-parte/

http://thule-italia.com/wordpress/la-magia-nel-mondo-nordico-seconda-parte/

http://thule-italia.com/wordpress/la-magia-nel-mondo-nordico-terza-parte/

"Scettro" celtico in ferro e bronzo, fine del VI - inizi del V secolo a.C, dalla tomba 59 ad Hallein-Dürrnberg, Hallein, Keltenmuseum.

“Scettro” celtico in ferro e bronzo, fine del VI – inizi del V secolo a.C, dalla tomba 59 ad Hallein-Dürrnberg, Hallein, Keltenmuseum.

Carro hallstattiano di Strettweg, VII secolo a.C, Graz, Landesmuseum Joanneum.

Carro hallstattiano di Strettweg, VII secolo a.C, Graz, Landesmuseum Joanneum.

Pettorale celtico, 600-520 a.C, dalla tomba 67 di Hallein-Dürrnberg, Keltenmuseum.

Pettorale celtico, 600-520 a.C, dalla tomba 67 di Hallein-Dürrnberg, Keltenmuseum.

Moneta celtica, prima metà del I secolo a.C, Rennes, Musée de Bretagne.

Moneta celtica, prima metà del I secolo a.C, Rennes, Musée de Bretagne.

Statuetta bronzea celtica di cinghiale, II – I secolo a.C., da Praga.

Statuetta bronzea celtica di cinghiale, II – I secolo a.C., da Praga.

Calderone celtico di Gundestrup, inizi del I secolo a.C., Copenaghen, Nationalmuseet.

Calderone celtico di Gundestrup, inizi del I secolo a.C., Copenaghen, Nationalmuseet.

Incisioni all'interno della grande roccia incisa di Fossum, 1000-500 a.C., Bohuslan, Svezia.

Incisioni all’interno della grande roccia incisa di Fossum, 1000-500 a.C., Bohuslan, Svezia.

 

 

Grande ascia cerimoniale vichinga in ferro, X secolo, da Mammen (Jutland), Copenaghen, Nationalmuseet.

Grande ascia cerimoniale vichinga in ferro, X secolo, da Mammen (Jutland), Copenaghen, Nationalmuseet.

Matrice vichinga incisa, VI secolo, da Bjornhouda, Stoccolma, Historiska Museet.

Matrice vichinga incisa, VI secolo, da Bjornhouda, Stoccolma, Historiska Museet.

Bracteato in oro, V-VII secolo, da Skane, Stoccolma, Historiska Museet.

Bracteato in oro, V-VII secolo, da Skane, Stoccolma, Historiska Museet.

 

 

 

 

 

 

 

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