MG modello 1942

MG modello 1942

In una precedente scheda è stata trattata quella mirabile mitragliatrice che fu la maschinengewehr mod. 1934. E’ inoltre stato accennato come, quando purtroppo si capì che la strategia della guerra lampo non fosse più applicabile e la guerra si trasformò in lotta di logoramento, questa non fosse più adatta alle esigenze di un esercito che da una parte aveva bisogno di un numero di armamenti sempre crescente e dall’altra chiedeva dei tempi di approvvigionamento sempre più brevi. L’industria tedesca quindi fu costretta ad abbandonare gli schemi perfezionistici che tanto la distinguevano in favore di una produzione più rapida e meno costosa, così da potere soddisfare le mutate richieste dell’esercito.  Questi cambi di produzione portarono alla costruzione della maschinengewehr mod. 1942, la mitragliatrice più performante mai apparsa sino ad allora sui campi di battaglia ed ancora oggi caratterizzata da invidiabili prestazioni.

MG 1942

MG 1942

La richiesta principale da apportare alla produzione era quella della semplificazione del processo, oltre che fare in modo che non solo i grandi complessi tecnologicamente all’avanguardia, ma anche quelli più piccoli ed improntati ad un sistema più artigianale potessero contribuire alla produzione.  Si decise così di puntare su un nuovo sistema di lavorazione dei metalli, lo stampaggio delle lamiere. Questo sistema innovativo permetteva di produrre pezzi dalla geometria complessa a partire da semplici lamiere piane d’acciaio, mediante l’azione di una pressa. Tutto ciò che era necessario quindi, oltre alla lamiera ed alla pressa, era uno stampo la cui geometria fosse il negativo di quella del pezzo finale. In realtà, nei processi di stampaggio delle lamiere, la problematica maggiore è legata all’individuazione della geometria dello stampo: questo problema poteva comunque essere risolto dai più grandi apparati, tecnologicamente ed umanamente meglio attrezzati, i quali potevano poi mettere a disposizione i loro stampi per la produzione delle industrie più piccole.

Venne così bandito un concorso in tutta la Germania atto alla presentazione di una nuova mitragliatrice capace di soddisfare le mutate esigenze della Wehrmacht, al quale si presentarono tre ditte concorrenti: la Rheinmetall, la Stubgen e la Großfuß AG. Fu proprio quest’ultima a vincere la gara, in virtù del cinematismo di sparo notevolmente più semplice ed economico da loro ideato rispetto ai modelli presentati dalle altre due ditte. Va notato però che la Großfuß AG era un’industria che per la prima volta in assoluto si presentava nel panorama delle armi, avendo prodotto sino a quel momento solo lampade in metallo stampato. Eppure l’ingegnere capo della ditta, il dott. Werner Gruner, non si scompose quando gli venne proposto di progettare una nuova mitragliatrice, pur non avendo mai progettato un’arma in vita sua. Egli mise in pratica l’abilità principale che a nessun ingegnere dovrebbe mancare: quella dell’arrangiarsi. Così sfruttò tutte le proprie conoscenze riguardo allo stampaggio delle lamiere acquisite durante la sua carriera professionale, innestandole nel processo di fabbricazione di una mitragliatrice che partisse dal modello 34, ma che lo adattasse alle nuove richieste dei militari. Così grazie all’implementazione della tecnica dello stampaggio di lamiere alla costruzione della MG si riuscì a semplificarne la produzione (il modello 42 richiedeva sole 75 ore di lavoro per unità contro le 150 del modello 39) ed i costi (250 marchi contro i 340 del precedente modello). L’arma venne prodotta nel 1939, testata nel 1941 ed infine ufficialmente adottata dalla Wehrmacht nel 1942 (anno che battezzerà la mitragliatrice), venendo prodotta principalmente dalla Großfuß, dalla Mauser-Werke e dalla Gustlof-Werke.

Alcuni particolari

Alcuni particolari

Grazie alla condivisione degli stampi ed alla decentralizzazione della produzione anche le più piccole fabbriche tedesche poterono contribuire all’approvvigionamento delle armi al fronte, potendo inoltre non produrre tutta l’arma, ma ognuna dei singoli pezzi che poi venivano assemblati da altri complessi. Grazie a questo piano industriale durante la seconda guerra mondiale fu possibile produrre più di 450000 unità di MG 42.

Tutta l’arma era costituita da pezzi in lamiera stampata: non solo la parte portante, ma anche il castello, il meccanismo di alimentazione, l’impugnatura, lo scatto, il grilletto. Dal punto di vista esteriore la MG 42 risulta simile alla M34 a meno del manicotto di copertura della canna, la cui forma è mutata da circolare a quadrata, ricavato in un unico pezzo col castello. Le differenze maggiori sono invece nascoste alla vista e riguardano il meccanismo cinematico dell’arma. I tecnici tedeschi sono infatti riusciti a semplificare di molto gli automatismi interni, eliminando la molla del percussore e l’intero meccanismo di scatto secondario presenti nella MG 34. La MG 42 infatti funzionava a rinculo diretto, con canna ed otturatore rinculanti per spazi diversi e sfruttando l’energia cinetica posseduta dall’otturatore in seguito al movimento impresso dalla deflagrazione della cartuccia; il percussore sporge dall’otturatore solo quando questo ha concluso la corsa di ritorno e chiuso la canna, la quale viene bloccata in vista del nuovo colpo tramite due rulli mobili che agiscono solidalmente al corpo anteriore dell’otturatore.

Milite con MG 42

Milite con MG 42

La MG 42 inoltre pur essendo lunga come la MG 34 (122 cm), pesava circa 0,5 kg in meno (11,5 kg comprensivi di bipiede). Sparava il calibro 7,92 mm Mauser con velocità iniziale della pallottola pari a 760 m/s, che assicurava un tiro di 3500 m. Le caratteristiche balistiche dell’arma erano in generale pari al modello 1934, quindi eccezionali, ma a queste si aggiungeva una straordinaria cadenza di fuoco pari a 1200 colpi al minuto ovvero a 20 colpi al secondo. Particolare era il sistema di mira: un mirino frontale a V rovesciata ed uno posteriore a V graduato per il tiro dai 200 sino ai 2000 metri, oltre ad un mirino per il fuoco antiaereo incluso nel kit di manutenzione dell’arma che andava sovrapposto a quello già esistente. Occorre poi ricordare il sistema “Tiefenfeuerautomat” che consisteva in un comando che innescava un movimento oscillatorio (in direzione verticale) dell’arma durante il tiro. Questo serviva quando il mitragliere non era certo della distanza del bersaglio: così impostava il mirino, per esempio sui 1500 m, e poi selezionava questa modalità in modo che il fuoco effettivo grazie alle oscillazioni della canna variava tra i 1200 ed i 1700 metri, riuscendo quindi a compensare gli errori dovuti al calcolo sbagliato della distanza.

Nonostante le capacità balistiche dell’arma, i manuali vietavano ai soldati di superare i 250 colpi durante il fuoco sostenuto, visto che questo avrebbe provocato dei riscaldamenti tali da compromettere la sicurezza dell’arma e del mitragliere, oltre a dosare sapientemente il fuoco, visto che l’arma tendeva letteralmente a prosciugare in pochissimo tempo interi magazzini di proiettili. Lo scrivente sottolinea che l’elevatissima cadenza di fuoco non era pensata tanto per scaricare fiumi di proiettili sui nemici, quanto per colpirli con la massima velocità possibile, anche quando il loro tempo d’esposizione era piuttosto breve.

 Proprio a causa di quest’enorme frequenza di fuoco la canna tendeva a surriscaldarsi, ma questa poteva essere sostituita prima di essere danneggiata in maniera rapida, così da permettere il raffreddamento del pezzo ed al contempo non interrompere le operazioni di sparo. Invece proprio per sfruttare la velocità di fuoco l’arma non veniva alimentata da normali caricatori prismatici o circolari, ma da nastri metallici composti da un totale di 250 cartucce divise in 5 cicli da 50 cartucce l’uno. La MG 42 è l’arma portatile con il più alto rateo di fuoco mai costruita ed ancora oggi nessuno è riuscito a produrre una mitragliatrice portatile dotata di un volume di fuoco maggiore. Bisogna dire che sono state costruite anche altre armi che, teoricamente, potrebbero mantenere la stessa cadenza della MG 42, ma in realtà a causa di eccessivi surriscaldamenti e di sistemi di sostituzione della canna più complicati queste alla prova pratica non riescono a tenere il ritmo della mitragliatrice tedesca.

Bipiede improvvisato

Bipiede improvvisato

Grazie alle sue caratteristiche balistiche straordinarie ed all’altissima cadenza di fuoco la MG 42 destò più volte lo scompiglio nelle difese nemiche. Questo fu dovuto anche a disastrosi errori strategici commessi dalle forze alleate; infatti queste fondavano la loro strategia sull’utilizzo dei fucilieri come forza di sfondamento e dei mitraglieri come unità di copertura, mentre le forze dell’Asse seguivano la strategia opposta ovvero utilizzavano l’azione dei fucilieri solo come copertura e difesa delle unità mitragliatrici; in questa maniera più volte gli incauti fucilieri alleati si sono trovati nel mezzo di una tempesta di proiettili scatenata dai mitraglieri dell’Asse, non trovando nessuna copertura a causa dell’esiguo numero delle loro unità mitragliatrici. Spesso le forze alleate che combattevano contro le squadre dotate di MG 42 credettero di trovarsi di fronte ad una qualche arma di tipo pesante dal funzionamento segreto, ma la loro sorpresa fu  massima quando, in seguito al furto di qualche unità, si accorsero che l’arma era leggera (facilmente trasportabile da un solo uomo), poco ingombrante ed assolutamente economica da realizzare. Cercarono allora di imitare questo eccezionale mitragliatore, adattandolo al contempo alla loro cartuccia (quella da 0.3 pollici), ma il progetto costituì un vero e proprio buco nell’acqua. Infatti la cartuccia da trenta centesimi di pollice è molto più lunga della 7,92 mm Mauser e ciò causava l’impossibilità dell’espulsione del bossolo, a meno di rivoluzionare interamente la geometria dell’arma.

Foto che testimonia la leggerezza della MG

Foto che testimonia la leggerezza della MG

Proprio all’immenso volume di fuoco è legato il soprannome dell’arma, Hitlersage (la motosega di Hitler) o Hitler’s zipper (lo squartatore di Hitler). Infatti l’orecchio umano è incapace di avvertire i singoli colpi (un colpo ogni 0,3 secondi), sentendo invece un continuo ronzio metallico simile appunto al rumore della catena di una motosega.

In ambito moderno la MG 74 (arma in dotazione all’esercito austriaco) può essere considerata l’erede della MG 42. Il modello 74 comunque risulta notevolmente depotenziato da un otturatore più pesante, che riduce la cadenza di fuoco a circa 850 colpi al minuto.

Nel campo della cultura popolare invece lo scrivente ricorda la presenza della MG 42 nei bunker tedeschi del videogioco Medal of Honor: Frontline.

Pasquale Piraino

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