Miti

Miti

Le fonti scritte che descrivono la religione scandinava si basano su narrazioni orali trascritte durante il XII e il XIII secolo, secoli dopo che i culti pagani erano stati abbandonati per il cristianesimo. La fonte scritta più importante è l’Edda antica, che comprende racconti relativi alla creazione a alla fine del mondo, la mitologia, le gesta degli eroi, le regole di vita; la forma narrativa è una alternanza di poesia e profezia in prosa. Un’altra fonte è l’Edda di Snorri che raccoglie la mitologia e le leggende dei re. L’opera intendeva essere una sorta di manuale per i poeti di corte che intrattenevano nobili e sovrani esaltando le loro imprese e ricollegandole agli eroi antichi. La figura dell’eroe ha caratteristiche costanti: di nobili natali, è dotato di coraggio e valore ma è di indole ombrosa; le divinità sono spesso raffigurate come capricciose, in preda alle passioni, smodate e prive di un codice morale paragonabile a quanto verrà imposto dal cristianesimo. Il linguaggio dei principali poemi, immaginifico, ricco di allitterazioni e di ellissi, rivela la loro natura prettamente orale: poiché la scrittura runica era poco adatta alla redazione di testi lunghi, i racconti dovevano necessariamente essere memorizzati e recitati; solo con l’introduzione del latino, dopo la cristianizzazione delle terre vichinghe, si troverà una lingua idonea alla trascrizione, senza che sia tuttavia possibile riprodurre lo spirito delle narrazioni.

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