Asi

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Gli Asi intorno al corpo di Baldur. Dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg 1817

Gli Asi intorno al corpo di Baldur. Dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg 1817

Nel mondo nordico, gli Asi sono gli dèi sovrani, i signori assoluti del cielo. La loro supremazia fu stabilita tuttavia dopo che essi ebbero mosso guerra alla stirpe divina dei Vani, con i quali conclusero un patto sacro che portò a una sorta di integrazione. Secondo la versione evemeristica di Snorri, essi vivevano originariamente in Asia (Asíá in antico nordico, donde con etimologia popolare il loro nome!) e di lì s’erano mossi al seguito del loro capo Odino verso le terre del Nord, stabilendosi in Svezia (SvíÞjóð). Loro patria d’origine era Ásaland «terra degli Asi» detta altrimenti Ásaheimr «Paese degli Asi», luogo dove si trovava la fortezza di Ásgarðr «recinto degli Asi» che Snorri identifica curiosamente con Troia. Secondo il racconto della Saga degli Ynglingar, Ásgarðr era luogo di solenni sacrifici cui presiedevano dodici sacerdoti (detti díar o drótnar) che erano al contempo i capi preminenti cui spettavano le decisioni e i giudizi. Essi sarebbero poi stati divinizzati dai loro sudditi; di Odino in particolare si dice che, sentendosi prossimo a morire, lasciò la Svezia affermando che sarebbe tornato alla sua antica patria (detta anche Goðheimr «Paese degli dèi») e i suoi seguaci credettero da allora che egli fosse tornato all’antico Ásgarðr per vivere in eterno. Nel racconto dell’Edda prosastica, dove l’evemerismo è assai meno marcato, Ásgarðr è invece una fortezza celeste, al centro del mondo, che gli dèi hanno costruito per dimorarvi con le proprie famiglie restando al riparo dagli attacchi dei giganti, loro mortali nemici. In Ásgarðr, cui si accede transitando sul ponte dell’arcobaleno Bifröst, si trova il tempio d’oro detto Glaðsheimr così come tutte le dimore degli dèi e delle dee. Ivi si trova anche Hliðskjálf, trono di Odino; nel suo centro c’è Iðavöllr, dove vivranno gli dèi del ciclo che sostituirà quello presente. Ásgarðr, il cui muro fu abbattuto durante il conflitto fra gli Asi e i Vani, rimane sotto la continua minaccia dei giganti. Esso è stato perciò costruito lontano dal loro Paese e deve avere un recinto possente e sicuro. Ásgrindr è il nome del «cancello degli Asi», limite che i giganti non devono valicare.

Il sovrapporsi degli Asi ai Vani (che, nonostante il patto con cui la guerra si conclude, la supremazia dei primi risulta poi chiaramente sottolineata) è forse l’indizio del sovrapporsi d’una cultura e d’una religione nuova sull’antica (quella degli indoeuropei su quella della popolazione di sostrato?).

Dell’importanza degli Asi, ormai acquisita e consolidata in epoca vichinga, testimoniano non solo taluni toponimi quali Åsaka, Åslunda, Aspberg (Svezia), Aaseral (<Ásarall) e, presumibilmente, soprattutto Oslo (Ósló) (forse «bosco sacro agli Asi», Norvegia), ma anche numerosi nomi di persona quali Ásbjörn, Ásgautr, Ásgnímr, Ásketill, Áslákr, Ásmundr, Ásúlfr, Ásvaldr maschili o Ása, Ásbjörg, Ásgerðr, Áshildr, Áslaug, Ásleif femminili.

Già nelle iscrizioni runiche antiche appaiono accenni al culto degli Asi. Così sulla fibula di Vimose (Fionia, Danimarca, inizio del III secolo), dove si leggono tra le altre le parole aasau wija che significano presumibilmente «all’Ase consacro»; così anche sulla pietra di Mycklebostad (Møre e Romsdal, Norvegia, IV-V secolo), dove è incisa la parola (un nome?) asugas, di significato oscuro, forse «di [colui che] appartiene agli Asi (?)» o asugasdiR, dunque *Ásgestr «ospite degli Asi»; così infine nell’incisione su un’asta di lancia di Kragehul (Fionia, Danimarca, inizio del VI secolo), su cui tra l’altro si legge asugisalas «dell’ostaggio degli Asi (?)».

Il nome «Asi» (m. sing. áss, pl. æsir; f. sing. ásynja, pl. ásynjur) si riconnette con tutta probabilità alla radice indoeuropea *ANSU-NSU «spirito, demone» (a sua volta derivante probabilmente da *AN(?) «respirare») e intende dunque gli dèi come coloro che hanno infuso alla creazione il soffio vitale.

Nell’alfabeto runico il segno F, che corrisponde ad a, ha nome *ansuz «dio», «ase», ed è legato a una simbologia fausta (v. a esempio l’amuleto di Lindholm, Scania, Svezia, IV secolo, nel quale la ripetizione sistematica di questo segno ha una funzione magica benefica).

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