Odino (Óðinn) [terza parte]

[ seconda parte ]

Odino è il guerriero per eccellenza: egli combatte magicamente e si compiace nella lotta. È perciò detto anche Atriðr «[colui che] cavalca verso [la battaglia]»; Fráriðr «[colui che] avanza cavalcando» o «veloce nel cavalcare»; Gunnarr «signore della battaglia»; Göllnir (o Göllorr o Göllungr) «[colui che è] nel frastuono [della battaglia]»; Hléfreyr, forse il «famoso combattente» e Þróttr «forte».

Anche le sue armi sono magiche e splendenti. Famosa fra tutte è la lancia Gungnir che gli fu donata dai nani; con quell’arma diede il via alla prima guerra nel mondo. Egli è detto perciò Bifliði (o Biflindi) «[colui che] scuote [la lancia]»; Dresvarpr «[colui che] scaglia [la lancia] nella battaglia» o «[colui che] eccitato scaglia [la lancia]»; Dörruðr «[colui che combatte] con la lancia»; Geirloònir (o Geiriòdnir) «[colui che] invita [alla battaglia] delle lance»; Geirtyr «dio della lancia»; Geirvaldr «signore della lancia»; Geirölnir «[colui che] avanza [armato di] lancia»; Vingnir «[colui che] scuote [la lancia]». Odino possiede anche un elmo d’oro, perciò è detto Hjálmberi «[colui che] porta l’elmo»; e uno scudo, perciò ha nome Svölnir «[colui che porta] lo scudo». Al suo equipaggiamento guerriero fa forse riferimento anche Bíldr che pare essere «[colui che scocca le] frecce».

Il dio è evidentemente un dio vittorioso ed elargisce la vittoria in dono ai suoi devoti. È perciò invocato anche come Sigðir (o SigÞér) «servitore della vittoria»; Sigföðr (o Sigfaðir) «padre della vittoria»; Siggautr «Gautr della vittoria»; Sigrhöfundr «giudice della vittoria»; Sigmundr «[dio] protettore vittorioso»; Sigtryggr «fedele nella vittoria» o «[colui che] con fedeltà [concede] la vittoria»; Sigrunnr «albero della vittoria»; Sigtyr «dio della vittoria»; SigÞrór «proficuo nella vittoria». Molti sono gli esempi di guerrieri che gli innalzavano sacrifici e invocazioni per ottenere il successo in battaglia. Del re svedese Erik il Vittorioso (inn sigrsæli, lett. «benedetto dalla vittoria»), a esempio, è riferito che dovendo affrontare Styrbjörn, guerriero devoto al dio Thor, si era recato nel tempio di Odino e si era affidato a lui per ottenere la vittoria, offrendo in cambio di non avere più di dieci anni di vita. Allora gli apparve un uomo di grande corporatura con un cappuccio cadente che gli mise in mano una canna e gli disse di lanciarla sulla truppa di Styrbjörn pronunciando queste parole: «Odino vi possiede tutti» (Oðinn a yðr alla). Quando egli l’ebbe scagliata apparve nell’aria una lancia che volava sulla truppa di Styrbjörn: subito la cecità colpì gli uomini di Styrbjörn e poi lui medesimo. Quindi si staccò una frana dalla montagna e travolse Styrbjörn e i suoi. Esemplare è anche la storia di re Araldo Dente di battaglia come è narrata da Saxo. Araldo era un sovrano di Danimarca tanto protetto e amato da Odino che nessuna arma poteva fargli del male. Egli aveva promesso al dio le anime di tutti coloro che la sua spada avesse trafitto, e, nonostante avesse sostenuto diverse battaglie, egli non veniva ferito: è detto a esempio che le armi scagliate contro di lui perdevano il loro potere offensivo. Una volta in cui il re aveva consultato l’oracolo, gli era apparso Odino medesimo in aspetto di un vecchio alto con un occhio solo, avvolto in un mantello ispido, che lo aveva istruito sulle migliori tattiche di guerra. Araldo fu così un re potente, sconfisse quattro sovrani e unificò la Danimarca sotto di sé. Saxo riferisce anche che quando il re fu vecchio, Odino, sotto le mentite spoglie di un tale Bruno, suo consigliere, brigò per creargli inimicizia nei confronti del nipote Ringo. È detto anche che Araldo, preferendo morire di spada piuttosto che di malattia, fomentò le ostilità e coinvolse nella sua decisione un gran numero di sovrani e di guerrieri. La battaglia in cui egli morì è la famosa battaglia di Brávellir. Saxo racconta che durante il combattimento il re si accorse che il nemico aveva adottato una particolare tattica di guerra nella quale solo Odino poteva averlo istruito. Allora riconobbe il dio sotto le spoglie di Bruno e lo pregò come un tempo, promettendogli una volta di più di consacrare a lui le anime dei nemici uccisi. Il dio però, che stava alla guida del carro del re, fece cadere il sovrano, poi lo sopraffece e lo uccise.

Per gli eletti del dio ottenere la vittoria o morire gloriosamente sono due cose ugualmente desiderabili. Infatti Odino accoglie i caduti nella Valhalla, dove offre loro un trattamento sontuoso. Odino è detto perciò Valföðr «padre dei prescelti (i caduti)»; Valgautr «Gautr dei prescelti»; Valtyr «dio dei prescelti»; Valkjósandi «[colui che] sceglie i caduti»; ValÞögnir «[colui che] accoglie i prescelti». A una veggente risvegliata dal regno dei morti Odino si presenta come figlio di Valtamr «abituato [alla scelta] dei caduti»: anche questo è in realtà un suo appellativo.

Share
Tags: ,

Comments are closed.