Ullr

Ullr

Dio della stirpe degli Asi, figlio di Sif, figliastro di Thor, è un arciere abilissimo e un provetto sciatore; perciò è dio cacciatore in inverno. Per queste ragioni è detto Bogaáss «dio dell’arco», Veiðiáss «dio cacciatore» e Önduráss «dio sciatore». È il dio che bisogna invocare nei duelli. Ullr ha dimora in Ydalir «valli del tasso» (si osservi che di tasso erano fatti gli archi più pregiati).

UllrDi questo dio, citato solo da fonti scandinave, si hanno scarsissime notizie. Egli dovette un tempo essere una divinità assai importante; in tal senso pare testimoniare il passo in cui si allude a un giuramento fatto sul suo anello, così come un verso del Dialogo di Grímnir in cui si parla del «favore di Ullr… e di tutti gli dèi». Un’attestazione dell’antichità del suo culto si può trovare nell’iscrizione runica di Thorsberg (Angeln, Germania, ni secolo), dove si legge wulÞutewar, cioè «servitore di Ullr».

Molti toponimi in Svezia e Norvegia contengono il nome di questo dio e quello a lui vicino di *Ullinn, del quale non si hanno tuttavia notizie di alcun genere dalle fonti scritte. Così si hanno a esempio Ullarøy, Ullinsakr, Ullarland, Ullinsyn in Norvegia; Ullunda Ullevi, Ul(l)tuna, Ulleråker in Svezia. Il fatto che nessuno dei toponimi in cui è presente il nome di Ullr sia divenuto sede di una parrocchia dimostra che all’epoca dell’introduzione del cristianesimo questo dio non era più adorato. Anche fra i coloni norvegesi, che negli anni fra l’874 e il 930 si trasferirono in Islanda, non c’è traccia del suo culto.

La coppia divina *Ullinn-Ullr appare analoga a quella Odino ( = Óðinn)-Óðr. Anche l’unico mito relativo a Ullr che sia testimoniato lo mette in relazione col dio principale degli Asi. Secondo Saxo infatti quando Odino (Othinus) fu cacciato dal trono, un certo Ollerus (cioè Ullr) prese il suo posto per un periodo di dieci anni. Al ritorno di Odino, Ollerus fuggì in Svezia e là venne ucciso dai Danesi. Di questo Ollerus si dice che era un mago così abile che sapeva attraversare l’oceano su un osso magico (una slitta sul ghiaccio?).

Il nome Ullr va presumibilmente connesso col gotico wulÞus «splendore», anglosassone wuldor «gloria»; latino vultus. Se ciò è esatto, egli rappresenterebbe, rispetto a Odino, l’aspetto luminoso del dio supremo, il carattere benevolo e ordinatore rispetto al lato cosmico, oscuro, magico e a volte terribile, incarnato nell’altra divinità. La sua relazione col tasso sarebbe perciò da riferire alla funzione di questo albero come albero cosmico. Si può forse pensare che il suo culto sia andato decadendo perché in conflitto con quello di Odino.

A un mito andato perduto si riferiscono le numerose kenningar scaldiche che definiscono lo scudo «nave di Ullr». Per questo stesso motivo il dio è detto anche Skjaldaráss «dio dello scudo».

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