Hœnir

Hœnir

Dio della famiglia degli Asi, è descritto come alto, bellissimo, con gambe lunghe e veloci, ma anche come il più pauroso degli dèi. Di lui si dice che alla conclusione del conflitto fra gli Asi e i Vani fu mandato a questi ultimi come ostaggio. Hœnir appare in questo mito come figura piuttosto passiva, il che è confermato anche là dove con Loki (Lóðurr nella Predizione dell’indovina) e Odino forma una triade divina. Di lui si dice che alle origini del mondo diede in dono alla prima coppia umana l’intelletto.

hoenirHœnir è un dio che rimane in secondo piano; la sua figura appare sempre connessa a situazioni collocate ai margini del tempo, così come si rileva anche dal fatto che egli è destinato a sopravvivere oltre il crepuscolo degli dèi; nel nuovo mondo egli «sceglierà il ramo della sorte», avrà cioè funzione di augure.

Hœnir è detto Aurkonungr. Questo appellativo significa forse «re della sabbia umida», per cui il dio (anche a motivo delle sue gambe lunghe e veloci) è stato inteso come un uccello, forse la Cicoria nigra. Questo animale nel folclore è connesso a Odino come testimonia il nome: svedese antico odhinsvala, moderno odens(s)vala (forse anche Ardea nigra). In danese abbiamo Odinshane (Odenshane, Odinsfugl) che è il Phalaropus hyperboreus. La prima parte di questo appellativo aur- richiama anche il nome del gigante primordiale Aurgelmir: tale connessione parrebbe confermata dal fatto che Hœnir compare nel mito sempre in situazioni ai limiti del tempo.

La difficoltà di interpretazione etimologica del nome Hœnir ha dato luogo a svariate ipotesi: «elevato»; «cigno» (da un concetto di «bianco», «luminoso»); «dio gallo»; «protettore» o «custode»; «dio delle nubi»; «guida delle anime»; «forte»; «dio che affila» o «dio dall’utensile affilato»; «[colui che] attira a sé».

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