Iðunn

Iðunn

Loki_and_Idun_-_John_BauerAppartenente al novero delle dee supreme, Iðunn è la sposa di Bragi, dio della poesia. A lei sono affidate le mele dell’eterna giovinezza, di cui gli dèi debbono nutrirsi per non invecchiare: ella ha perciò nelle mani il potere sulle forze vivificanti e rigeneratrici. Evidente appare perciò il significato del mito principale che la riguarda, secondo il quale il gigante Þjazi volle un tempo rapirla. Tale racconto ripropone l’attacco dei demoni del buio e del caos contro le forze della luce e della vita, così come allude a un periodo trascorso da una divinità della fecondità nel mondo infero. Alle preziose mele di lðunn si fa verosimilmente riferimento anche là dove Skirnir, per indurre Gerðr (figlia di un gigante) a cedere all’amore di Freyr (dio della fecondità), le offre «undici mele» (epli ellifu: meglio tuttavia senza dubbio la lettura epli, ellilyf «le mele, medicina contro la vecchiaia»). Di tali mele è detto che sono «tutte d’oro» (algullin), il che ne sottolinea la natura di simbolo di fecondità.

Nell’Invettiva di Loki lðunn è accusata da Loki di essere lussuriosa al punto di essersi concessa all’uccisore di suo fratello; il motivo può forse riferirsi alla sua qualità di dea feconda o più semplicemente ripetere analoghe accuse fatte alle altre dee a scopo calunnioso e distruttivo. Dallo stesso testo ella appare piuttosto un’operatrice di pace.

Il nome di lðunn è riconoscibile forse nel toponimo danese Enø e in altri, di origine scandinava, nel Lancashire.

 

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