Vani

Vani

Costituiscono una stirpe divina ben precisa, distinta dagli Asi, con i quali anzi sostennero un conflitto alle origini del mondo. La loro patria è Vanaheimr «Paese dei Vani», detto altrimenti Vanaland «terra dei Vani». Nella geografia mitologica di Snorri il «delta del Don» è detto Tanakvísl o Vanakvísl e messo in relazione con la loro regione.

vaniEminenti fra loro sono Njörðr e i suoi figli Freyr e Freyja; costoro furono accolti con pari dignità fra gli Asi, tuttavia di Njòròr è specificato che alla fine del mondo tornerà fra i saggi Vani.

La società dei Vani è distinta da quella degli Asi per struttura e funzione. Essi sono senza dubbio divinità della fecondità, come pare testimoniare anche il loro nome (nordico Vanir, sing. Vanr), connesso alla radice indoeuropea * WEN- che ha senso di «tendere», «aspirare», poi «desiderare», «amare». Dei Vani è nota la profonda conoscenza delle pratiche magiche; è detto anzi che quando Freyja venne accolta fra gli Asi essa insegnò loro quest’arte che era nota soprattutto alle sacerdotesse. Grazie alla loro scienza magica i Vani conoscono il futuro.

Inoltre tra loro è comune la pratica dell’incesto; è detto infatti che Njörðr aveva posseduto sua sorella e anche che Freyr e Freyja avevano rapporti sessuali fra loro. Questo dato allude a una società chiusa verso l’esterno, gelosa delle proprie caratteristiche, incapace in un certo senso di svilupparsi e di migliorarsi (in contrasto con gli Asi, i quali appaiono dotati di una più forte individualità).

La distinzione fra i due gruppi divini, nonché il conflitto che li oppose, potrebbe essere il riflesso del contrasto tra due popoli e due concezioni di vita o anche tra diverse componenti di una medesima società. I Vani rappresentano comunque senza dubbio le divinità che presiedono alla fecondità e alla prosperità. L’opposizione agli Asi appare soprattutto là dove essi vengono caratterizzati come appartenenti alla terra, mentre gli Asi sono più propriamente i signori del cielo. Questa distinzione risulta evidente nell’episodio in cui si dice che taluni Vani osservarono dal basso Gná (dea degli Asi) che cavalcava nell’aria.

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