Njörðr

Njörðr

È un dio della famiglia dei Vani del quale si riferisce che al termine del conflitto fra gli dèi fu mandato in ostaggio presso gli Asi, divenendo tra loro una figura di primo piano assai venerata e importante al punto che, secondo la Saga degli Ynglingar, a lui toccò la successione al trono dopo la morte di Odino.

Ed0008È padre di Freyr e di Freyja, che ha concepiti con la sorella, secondo un costume frequente tra i Vani. Essi sono con lui le divinità eccellenti fra costoro, assunte con pari dignità negli Asi, protettori della fecondità e della vita. Dopo il crepuscolo degli dèi Njörðr è destinato a tornare fra i Vani.

Njörðr governa il vento, il mare e il fuoco: è il dio che si deve invocare per i viaggi per mare e per la pesca abbondante; è ricco e dovizioso. La sua dimora ha nome Nóatún «cerchia delle navi». Il suo rapporto col mare è così stretto che per questa causa fallì il matrimonio del dio con Skaði, figlia del gigante Þjazi. Skaði era abituata a vivere nelle montagne, perciò col marito aveva stabilito di rimanere nove notti a Nóatún e altre nove a Þrymheimr, sua dimora: lui però non sopportava l’ululato dei lupi, lei al contrario aveva a noia il verso dei gabbiani, perciò si separarono.

Il culto di Njörðr è testimoniato da molti toponimi quali Nœrem, Nereim, Nerland, Nørland e soprattutto il nome antico di Tysnesøen, Njarðarlög (probabilmente l’intera isola era a lui consacrata) in Norvegia; Nœrum in Danimarca; Närlunda, Närtuna, Närby, Mjärdevi in Svezia. Egli era invocato nei giuramenti e a lui si facevano sacrifici. Egli stesso era detto sacerdote sacrificatore. L’antichità del culto di Njörðr quale dio della fecondità è attestata da Tacito, il quale riferisce della venerazione tributata alla dea Nerthus (a Njörðr etimologicamente identica) che egli intende come Terra mater. Questo culto prevedeva il rito della processione, attestato più tardi a proposito di Freyr, figlio di Njörðr. La somiglianza se non l’identità tra Freyr e il padre è attestata, oltre che dalla uguale funzione di protettori e promotori della fertilità, anche dal fatto che Snorri assegna loro i medesimi attributi e appellativi (oltre a Fégjafi, Vanagoð «dio dei Vani», Vananiðr «parente dei Vani» e Vanr).

Il nome Njörðr risale verosimilmente a una radice *NERTU- in cui è inteso un concetto di forza vivificante e procreatrice.

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